| Titolo originale | The Green Berets |
| Anno | 1968 |
| Genere | Guerra |
| Produzione | USA |
| Durata | 141 minuti |
| Regia di | John Wayne, Ray Kellogg |
| Attori | David Janssen, John Wayne, Jim Hutton, George Takei . |
| MYmonetro | 3,14 su 2 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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CONSIGLIATO SÌ
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La storia è divisa in tre parti. L'addestramento, la difesa di un fortilizio dall'attacco notturno dei Vietcong, un colpo di mano in una base nemica. L'attacco viene respinto a prezzo di dure perdite. Il colpo di mano ha successo, ma uno dei personaggi più simpatici, un caporale, ci lascia le penne impalato in una trappola vietnamita. Commento finale di un giornalista al seguito della spedizione ("Non mi crederanno quando racconterò quanto ho visto qui"). Film fortissimamente voluto dal "falco" John Wayne, passerà alla storia come l'unico lavoro di grande impegno dove l'intervento Usa nel Sud-est asiatico è visto in luce favorevole. Osteggiato dai gruppi di sinistra in tutto il mondo, in sé è solo un film di guerra come tanti altri (senza l'impatto emotivo dell'opera precedente di Wayne, La battaglia di Alamo).
I titoli sul Vietnam sono tanti, ma ce n'è uno del 1967, che viene ricordato solo come una sorta di western del Vietnam. Si tratta de I berretti verdi, diretto da John Wayne, nientemeno. Ed è vero che John, comandante dei Marines, assumeva il suo solito ruolo di sceriffo di tutte le guerre, alla sua maniera. La tesi era molto semplice: la patria era in guerra per difendere il buoni e deboli (il Vietnam del Sud) dai prepotenti e cattivi (quello del Nord, comunista per di più): occorreva fare qualcosa. Wayne era amico personale di Lyndon Johnson, il presidente, che lo aveva chiamato per dirgli: «John dovresti fare un film sui nostri ragazzi che combattono e muoiono nel Vietnam... fallo alla tua maniera». E Wayne aveva accettato. La politica aveva spesso usato i divi come testimoni di idee e aveva funzionato. Nel film Wayne è un colonnello che spiega, e mostra, a un giornalista scettico e «contro» come stiano le cose laggiù. Alla fine il giornalista si redime: i nemici erano davvero cattivi e pericolosi per il mondo. Naturalmente John non si limita a spiegare, combatte. Alla fine, dopo una battaglia, trova un piccolo vietnamita, senza genitori, senza nessuno. Lo accarezza e gli dice «non sei solo, ci sono io a pensare a te». Wayne si tirò addosso le ire dei liberal, dei pacifisti e di tutti quelli che... la pensavano come Coppola. Il solito falco reazionario dissero, e fascista. Ma John non badava a queste cose, era solo lo yankee un po' ingenuo che identificava se stesso coi propri personaggi. Era un eroe nei film e voleva esserlo nella vita. Glielo perdoniamo.
"The Green Berets"(1968, John Wayne and Ray Kellog, anche sceneggiatori)è l'apologia dei"Green Berets"-in modo così sfacciatamente"commovente"(ovviamente, solo chi condivide la "lotta per la libertà"deli States in the and for the free world,,,)che viene anche da ridere...si confronti quanto aveva detto JOhn Carpenter"E'il mio [...] Vai alla recensione »