| Anno | 1995 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 104 minuti |
| Regia di | Daniele Luchetti |
| Attori | Fabrizio Bentivoglio, Silvio Orlando, Anna Galiena, Enrica Maria Modugno, Antonio Petrocelli Edoardo Sala, Anita Zagaria, Anita Laurenzi, Vittorio Ciorcalo, Gea Martire, Roberto Nobile, Mario Prosperi, Maurizio Panoni, Giulio Guglielmann, Paolo Merloni, Valerie Nicolas, Vanessa Marini. |
| Uscita | giovedì 6 aprile 1995 |
| Distribuzione | Penta Distribuzione |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,52 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 19 febbraio 2020
Alla conclusione di un anno scolastico, durante gli scrutini, un gruppo di docenti ripensa agli eventi accaduti durante l'anno appena trascorso. In Italia al Box Office La scuola ha incassato 4,6 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Tratto dai libri di Domenico Starnone, già divenuti spettacolo teatrale con il titolo Sottobanco, il film di Luchetti si divide in tre parti. 1) È l'ultimo giorno di scuola in un istituto superiore della periferia romana. Bisogna completare le interrogazioni perché al pomeriggio 2) si deve tenere lo scrutinio. Ma il ricordo della gita a Verona 3) torna a più riprese. Luchetti realizza un ritratto della scuola italiana sempre in attesa di riforma visto, finalmente, dalla parte degli insegnanti. Se il "bestiario" risente di un'eccessiva concentrazione di caratteri, alcuni dei quali sfiorano la macchietta, bisogna riconoscere al regista un'attenzione ai veri problemi della scuola. Mancanza di incentivazioni, pressappochismo, buona volontà non supportata da una struttura adeguata portano gli allievi come il fantomatico Cardini (che sa fare bene la "mosca") a rimanere intrappolati, nonostante tutto, in una realtà aliena e alienante. Si ride e si sorride con l'amaro in bocca grazie anche a un cast perfettamente omogeneo e a dei ragazzi "veri" che vorrebbero una scuola ideale senza neanche un'aula per le lezioni.
I film della commedia all’italiana usavano i toni del comico, dell’ironia, della satira, del grottesco, per offrire un quadro realistico della società italiana; La scuola usa questi stessi toni per offrire un quadro realistico della scuola italiana, vista come istituzione per lo più allo sfacelo (prima dell’ultimo giorno, crolla simbolicamente il tetto della biblioteca). La scuola appare come una fortezza isolata incapace di comprendere i giovani. La crisi che La scuola tratteggia è causata anzitutto da quei professori che si lasciano andare a un superficiale pressappochismo, che si interessano solo alla carriera, che confondono la professionalità con una sterile rigidità, che si dimostrano insensibili verso le esigenze degli alunni e dunque inadeguati ad adempiere con competenza al lavoro di formazione. Ma tra i professori vi sono anche esempi positivi, come Vivaldi e Majello, che affrontano con passione il proprio compito educativo, attenti e vicini agli alunni, consapevoli dell’importanza dell’istruzione. Da parte loro, gli studenti si lasciano andare, nella gran parte dei casi, all’indifferenza apatica, al disinteresse per la scuola. Esemplare è Cardini, il ragazzo sempre assente che sa imitare la mosca, e come una mosca è un disturbo per quasi tutti gli insegnanti, che non cercano di porsi con lui in una relazione che possa portarli a capire il giovane. Cardini è figura della gioventù, leggera, sfuggente, forse incomprensibile, ma dotata di un’aura poetica. Professori e studenti sono due mondi separati che solo occasionalmente trovano il modo di incontrarsi. Da una parte, gli studenti cambiano e si succedono a ogni ciclo scolastico costituendo una sorta di gioventù perenne; dall’altra, i professori invecchiano, chiusi nella ripetizione dei cicli scolastici, ma possono essere rianimati dalla vitalità dei ragazzi. Il film rispetta quasi totalmente le tre unità aristoteliche: di luogo (la scuola), di tempo (l’ultimo giorno), di azione (gli scrutini). Questo blocco è però forzato dalle spinte che portano per il luogo, all’esterno della scuola; per il tempo, nel passato, alla gita a Verona; per l’azione, alla moltiplicazione di personaggi e storie.
È l’ultimo giorno di scuola in uno scalcagnato Istituto Tecnico di Roma ed il Prof. Vivaldi (Orlando) deve affrontare gli scrutini finali per tentare, fra i ricordi di un anno scolastico passato, di promuovere gli alunni più problematici della sua classe. A quasi vent’anni La scuola sembra dirci che tutto cambia per non far cambiare niente: certo, i giovani e le mode sono [...] Vai alla recensione »