| Titolo originale | The Crying Game |
| Anno | 1992 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Gran Bretagna |
| Durata | 112 minuti |
| Regia di | Neil Jordan |
| Attori | Forest Whitaker, Stephen Rea, Miranda Richardson, Jaye Davidson, Adrian Dunbar . |
| Uscita | martedì 2 agosto 1994 |
| Tag | Da vedere 1992 |
| Distribuzione | Lady Film |
| MYmonetro | 3,58 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
In Irlanda un militare inglese di colore viene rapito da un gruppo appartenente all'Ira. Durante la sua prigionia l'uomo diventa amico di uno dei rapi... Il film ha ottenuto 6 candidature e vinto un premio ai Premi Oscar, 1 candidatura a Golden Globes, In Italia al Box Office La moglie del soldato ha incassato 13,2 mila euro .
|
CONSIGLIATO SÌ
|
In Irlanda un militare inglese di colore viene rapito da un gruppo appartenente all'Ira. Durante la sua prigionia l'uomo diventa amico di uno dei rapitori, Fergus. Ma il prigioniero deve essere ucciso e il compito è affidato proprio al nuovo amico, che a tale scopo lo conduce nel bosco. Titubante, si fa sfuggire il prigioniero che finisce sotto la ruota di un camion militare, Fergus riesce a fuggire e raggiunge la ragazza di cui il soldato gli parlava: Dil. L'uomo si innamora, ricambiato, della ragazza. Qualcosa di inaspettato muta il suo atteggiamento nei confronti della donna. Viene nel frattempo raggiunto dai suoi compagni che gli impongono di uccidere un uomo. Ma Dil gli impedisce di portare a termine il compito. Malgrado gli eventi abbiano preso una tragica scorciatoia, il finale è in qualche modo consolatorio, con un tocco d'ironia che suggella la qualità di tutto il film. Inconsueto, struggente, avvincente, sono gli aggettivi che il film suggerisce al primo impatto. Ma soprattutto è la felicità del racconto, l'aspetto più coinvolgente. Una vicenda rapinosa che si muove in perfetta geometria su tre direttrici: ad una prima parte veloce, con avventimenti che sembrano chiudere anticipatamente il film, fa riscontro la storia d'amore tra Fergus e Dil, così diversa, innocente e che sembra concludere il film.
Fergus, membro dell'IRA appartenente a un gruppo di terroristi, si rende complice del rapimento di Jody, un soldato dell'esercito britannico, e mentre lo tiene prigioniero diventa suo amico. Così, prima di morire, Jody gli fa promettere di prendersi cura della sua ragazza, Dil; Fergus mantiene il proprio patto, ma quando conosce Dil scopre di provare un'irresistibile attrazione verso di lei.
Scritto e diretto dal regista e scrittore irlandese Neil Jordan e realizzato a basso costo come un piccolo film d'essai, La moglie del soldato si è rivelato uno dei più inaspettati e clamorosi successi del 1992, conquistandosi i favori di critica e pubblico e ottenendo numerosi riconoscimenti in tutto il mondo, incluso il premio Oscar per la miglior sceneggiatura. Caratterizzato da un'imprevedibile mescolanza di generi (il noir, il melodramma, il giallo) e da una trama sorprendente e intrigante, il film ha saputo catturare l'interesse degli spettatori dell'epoca soprattutto per un famoso "colpo di scena" che è rimasto tra i più celebri nella storia del cinema (e che sarebbe un peccato svelare ai lettori che non avessero ancora visto la pellicola).
Tema centrale della storia è la parabola vissuta dal personaggio di Fergus (Stephen Rea, fedele collaboratore di Jordan), terrorista dell'IRA che, attraverso l'anticonvenzionale amicizia con il soldato di colore Jody (Forest Whitaker) e i sensi di colpa per la morte del suo prigioniero, arriverà a rinnegare il proprio passato di violenza e a cercare riscatto attraverso la passione per l'affascinante Dil (Jaye Davidson). Quello che si era aperto, nella prima mezz'ora, come un classico dramma psicologico, si trasforma così in una bizzarra storia d'amore per poi diventare all'improvviso, nella seconda parte, un vibrante thriller politico; ma l'abilità di Jordan sta proprio nel saper amalgamare in perfetto equilibrio i diversi elementi della pellicola, tenendo lo spettatore con il fiato sospeso fino alla fine del film.
Diretto in maniera eccellente e supportato da un cast di ottimi attori, La moglie del soldato può essere considerato senza dubbio uno dei film più originali, trasgressivi, ironici e coinvolgenti degli anni '90, oltre che uno dei risultati più alti nell'intera carriera di Neil Jordan. È, innanzitutto, un'acuta e niente affatto scontata riflessione sulla complessità della natura umana e dei rapporti interpersonali, ben sintetizzata nella favola dello scorpione e della rana che Jody racconta a Fergus nella prima parte del film. Il titolo originale della pellicola, The crying game (il gioco del pianto), è tratto da un'omonima canzone di Dave Berry, interpretata in una scena del film da Jaye Davidson.
Adescato da una militante, Jody, un militare inglese di colore viene fatto prigioniero dall'Ira. Durante la breve cattura, stringe amicizia con uno dei suoi aguzzini: Fergus. Mostrandogli la donna che ama, Dil. E, consapevole di essere ormai stato condannato a morte dai ribelli irlandesi, si raccomanda di andare in Inghilterra a dirgli che la amava.
A Fergus, carceriere gentile, Jody racconta l'apologo dello scorpione che, non sapendo nuotare, convince una rana a traghettarlo al di là di un ruscello. A metà del guado, senza motivo, la punge a morte. Alla rana, stupefatta, resta giusto il tempo di chiedergli perché mai abbia fatto una cosa tanto dissennata. Ora morirà egli stesso, annegato. E lui: «Perché è la mia natura».