Dopo numerosi colpi di scena ora la situazione sembra essersi consolidata.
di Andrea Fornasiero
Mentre in Italia era ancora notte, Ted Sarandos visitava la Casa Bianca. Si supponeva la sua fosse un’operazione per placare la ferocia dell’antitrust nei confronti di Netflix, ma nello stesso momento lo scenario è cambiato sotto i suoi piedi. Warner Bros ha diffuso i dati sulla crescita dei propri abbonati, anche per lo sbarco in nuovi Paesi come l’Italia e la Germania, con l’obiettivo di arrivare a 150 milioni di sottoscrizioni a HBO MAX entro la fine del 2026.
Soprattutto però ha comunicato di aver valutato la nuova offerta di Paramount Skydance come superiore a quella di Netflix: l'importo è aumentato infatti a 31 dollari per azione (uno in più di prima) per un totale di circa 111 miliardi di dollari. Il più grande streamer del mondo ha avuto quattro giorni di tempo per rilanciare, ma Sarandos, uscito dalla Casa Bianca, ha invece deciso di lasciare subito la trattativa. Il primo effetto è stato di incassare la cauzione, a carico di Paramount, per il voltafaccia di Warner: ben 2,8 miliardi di dollari. Non a caso le azioni di Netflix si sono subito riprese dopo un periodo di appannamento.
La visita alla Casa Bianca ha probabilmente avuto un peso in questa repentina decisione: Trump aveva attaccato personalmente Netflix, sul suo social Truth, per la presenza della democratica Susan Rice nel consiglio di amministrazione dello streamer, di cui chiedeva immediate dimissioni. Il Presidente, ancora a gennaio, aveva attaccato pure la famiglia Ellison proprietaria di Paramount e quindi di CBS News, ma le contromisure approntate dall’azienda – a partire dalla censura di un servizio del programma 60 Minutes – sembrano aver placato le ire presidenziali.
Infatti mentre Netflix si vedeva sempre più sotto pressione politica, Paramount Skydance offriva crescenti garanzie a Warner sulla riuscita della potenziale acquisizione. L’ultima offerta ha alzato a ben 7 miliardi di dollari la “termination fee” che l’azienda dovrebbe pagare, a Warner Bros Discovery, se l’acquisizione non dovesse andare in porto per questioni legali. Inoltre già la precedente offerta aveva promesso una compensazione di 650 milioni di dollari, per ogni trimestre oltre il 30 settembre 2026, in cui la trattativa non fosse andata a buon fine. Si tratta di cifre molto al di sopra della media delle acquisizioni americane e chissà che, alla fine, Warner Bros Discovery non ne esca miracolosamente arricchita e ancora indipendente.
Ci sono infatti già voci che tuonano di fare attenzione e di non considerare chiusa la partita. Ellison, che ha rifiutato di apparire con Sarandos al Congresso poche settimane fa, aveva rassicurato la sottocommissione che avrebbe testimoniato se avesse ottenuto l’acquisizione di Warner. Anche dall’Europa non mancheranno richieste di garanzie, sebbene non può essere un gruppo di Paesi stranieri a bloccare una trattativa tra società americane.
Gli ostacoli per Ellison sembrano essere principalmente due, in primis la preoccupazione dell’antitrust americano per l’inevitabile massiccio taglio di posti di lavoro, tipico delle acquisizioni ma in questo caso reso più preoccupante per via del forte debito assunto dalla compagnia per comprare Warner. Il secondo ostacolo è il debito stesso, davvero massiccio e con una importante presenza di capitali da Paesi Mediorientali, il cui interesse in questa storia potrebbe non essere solo affaristico.
L’elemento più inquietante, per la gran parte degli osservatori, non riguarda la salute del cinema perché – sebbene resti da vedere con quali capitali saranno prodotti i film che sono stati promessi – la passione di Ellison per la Settima Arte, e in particolare per gli spettacoli da grande schermo, non è in discussione. A destare le maggiori preoccupazioni è invece l’allineamento politico di Ellison, su questo punto però andrebbe puntualizzato che l’acquisto di Warner da parte di Netflix non avrebbe affatto messo al sicuro la CNN, che era infatti al di fuori di quella trattativa. Anche se non avesse potuto comprare lo studio cinematografico ed HBO, Ellison avrebbe comunque potuto decidere di acquisire i canali Discovery e quindi ottenere esattamente lo stesso allarmante controllo sull’informazione americana. Sebbene ora la situazione sembra essersi consolidata, in questa vicenda finora non sono certo mancati i colpi di scena, quindi continueremo a seguire con attenzione i prossimi sviluppi.