Un film con un budget di circa 3 milioni di dollari ha raggiunto al box office mondiale circa 21 milioni di dollari.
di Andrea Chirichelli
Markiplier, nome d’arte di Mark Edward Fischbach, è uno dei creator più influenti su YouTube: oltre 36 milioni di iscritti, più di 20 miliardi di visualizzazioni, un seguito enorme e molto fedele. La sua forza principale è sempre stata il rapporto diretto con il pubblico, costruito attraverso anni di video, serie interattive e progetti narrativi come A Heist with Markiplier e In Space with Markiplier. È presente su Spotify con i podcast Distractible e Go! My Favorite Sports Team ed è stato nominato agli Emmy con la serie The Edge of Sleep, disponibile su Prime Video.
Iron Lung rappresenta il suo salto più grande: un progetto completamente indipendente, scritto, diretto e interpretato da lui, con un budget di circa 3 milioni di dollari. Non ha avuto alle spalle nessuno studio importante: niente major, niente distribuzione tradizionale. È stato lo stesso Markiplier, insieme ai fan, a spingere per portare il film nelle sale. Il risultato? Una distribuzione in più di 2.500 cinema in Nord America, un traguardo incredibile per un film indipendente. La risposta del pubblico è stata immediata: 3,5 milioni di dollari solo nelle anteprime del giovedì, e un box office mondiale che ha raggiunto circa 21 milioni di dollari. Il film ha quindi seguito la traiettoria del videogioco indie creato da David Szymanski, costato poco e capace però di generare tra i 2,1 e i 2,2 milioni di dollari in ricavi complessivi. Anche qui, una crescita totalmente organica: passaparola, community, e un immaginario forte. A partire dal 30 gennaio, Iron Lung, già presente in molti paesi anglosassoni, Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Canada, arriverà anche in buona parte dell’Europa grazie all’ingresso di Piece of Magic Entertainment. Il film raggiungerà così Germania, Austria, Polonia, Benelux, Paesi nordici e Baltico. Piece of Magic, che di recente aveva curato la distribuzione internazionale dell’evento dedicato a Taylor Swift, sembra aver colto il potenziale del titolo come fenomeno generazionale più che come semplice release horror.
Iron Lung parte da un concept semplice ma accattivante: un futuro devastato dal “Quiet Rapture”, stelle e pianeti che svaniscono, e un uomo confinato in un sottomarino arrugginito, costretto a immergersi in un oceano di sangue su una luna deserta. È una storia che unisce claustrofobia, fantascienza disturbante e tensione psicologica, elementi che il pubblico dei videogiochi indie riconosce immediatamente. Il casting, inoltre, parla alla stessa comunità: Caroline Rose Kaplan, Troy Baker, Elsie Lovelock, volti e voci familiari nei territori tra gaming e animazione. Quello che risulta evidente, osservando l’evoluzione della distribuzione e le previsioni al botteghino, il film potrebbe chiudere a 50 milioni complessivi, è che Iron Lung non è soltanto un film-evento per la Gen Z digitale, ma un esperimento riuscito su cosa può avvenire quando un creator utilizza la propria autonomia per sfidare l’ecosistema tradizionale di Hollywood. Ma il cinema non era morto?