Il film scelto per questa settimana è un grande esempio di solidarietà femminile. Da non perdere online dalle 20 a mezzanotte. PRENOTA GRATIS IL TUO POSTO »
Lunedì 9 febbraio, grazie alla rassegna Il Lunedì del Cinema nata dalla collaborazione tra Repubblica e MYmovies, sarà per tutti disponibile in streaming il film Adam.
Dalle 20 alla mezzanotte online su MYmovies ONE si potrà assistere e commentare insieme questo film, un esordio sorprendente che esplora il grande coraggio di due donne in un mondo dominato da uomini.
Adam (leggi la recensione su MYmovies.it) racconta infatti la storia di Samia, una donna in attesa di un figlio concepito fuori dal matrimonio. Si aggira per le strade di Casablanca alla ricerca di lavoro e di un rifugio, affrontando rifiuto dopo rifiuto. Tra porte chiuse e sguardi sospettosi, l’ostilità del mondo esterno sembra schiacciare la giovane donna, fino a quando incontra Abla, una vedova che vive con la figlia Warda e vende pane dalla sua abitazione. Inizialmente scettica e diffidente, Abla respinge la richiesta di aiuto di Samia; eppure, davanti alla prospettiva di vedere la giovane trascorrere la notte in strada sotto la sua finestra, la donna decide di offrirle un rifugio temporaneo.
La mediazione dolce e determinata di Warda, unita al gesto semplice ma carico di significato della rziza preparata da Samia, innesca un piccolo miracolo domestico: Abla comincia ad aprirsi, a confrontarsi con il proprio dolore e a elaborare il lutto, mentre Samia si prepara al parto e riflette sulla difficile decisione di dare il suo bambino in adozione.
Con grande sensibilità e pudore, la regista marocchina Maryam Touzani compie il suo esordio nel lungometraggio, esplorando uno spazio domestico dove due donne imparano a sostenersi reciprocamente. Tra affetti perduti e nuovi legami in arrivo, il film mette al centro un mondo interiore che merita attenzione e dignità. Touzani guida lo spettatore con delicatezza attraverso le curve emotive di questo percorso, trasformando ogni gesto quotidiano in un atto di cura: dalla musica alla cucina, fino all’osservazione silenziosa, il film insegna che anche quando il mondo ti offre una farina "allungata", è possibile imparare a "sentire" l’impasto e farne emergere bellezza e meraviglia.
Riappropriarsi del tempo e di un piccolo spazio diventa, nel film, un atto di resistenza e autodeterminazione. In un universo in cui, nelle parole di Abla e Samia, "poche cose ci appartengono", persino un piatto di cibo o una canzone possono rappresentare gesti di libertà, piccoli atti di ribellione contro le strutture patriarcali, occasioni per riscoprire una sensualità tattile e genuina. Con occhio attento e perspicace,
Touzani costruisce un’oasi cinematografica che accoglie lo spettatore, offrendo ristoro, introspezione e la dolce conferma che la solidarietà tra donne può trasformare le difficoltà in calore, forza e bellezza condivisa.