Disponibile in streaming su MYmovies ONE, la storia di Vera, che a Pristina combatte per la sua casa e la dignità delle donne, tra corruzione, ingiustizia e sogni di mare che diventano incubi. GUARDA ORA IL FILM »
di Silvia Guzzo
Vera è una donna tranquilla sulla sessantina che lavora come interprete LIS nella capitale del Kosovo, Pristina. Ha una bella casa, un marito con una carriera affermata nella giustizia, una figlia aspirante attrice alle prese con un nuovo spettacolo in teatro, e un vivace nipotino.
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Dopo una vita di sacrifici, da qualche tempo ha cominciato a sognare la pensione, che spera di poter trascorrere sdraiata sulla spiaggia, in riva al mare. I suoi desideri di pace vengono tuttavia annientati da un evento disarmante: l’improvviso suicidio del marito, un uomo che da qualche tempo sembrava afflitto da una tristezza profonda e invalidante.
Ma quale sarà il motivo reale dietro all’estremo gesto del compagno di una vita? Sebbene tutti gli indizi sembrino condurre a un suicidio per depressione, qualcosa di più oscuro si nasconde dietro alla morte dell’anziano giudice.
Il progressivo disvelamento del mistero diviene il centro della storia di Vera sogna il mare, lungometraggio d’esordio della regista kosovara Kaltrina Krasniqi presentato a Venezia nel 2021 nella sezione Orizzonti. Con il progredire della narrazione, ad emergere saranno tuttavia i segreti di una famiglia complicata, schiacciata dalla figura di un uomo autoritario e ingombrante.
Prende così avvio il viaggio intimo di una protagonista intenta a fare i conti con una società profondamente maschilista: perduta la protezione del potente marito, Vera si ritrova costretta a subire le conseguenze delle azioni di un compagno che in vita era riuscito a sfuggire alle ripercussioni causate dal suo stesso agire. Vera dovrà lottare per i suoi diritti e per la sua eredità, stretta nella morsa sempre più asfissiante di una criminalità oscura e minacciosa.
Si delinea così il ritratto di una donna resiliente e combattiva, pronta a scontrarsi con una società corrotta, che relega le donne in una condizione di sottomissione e marginalità. Nei panni dell’intensa protagonista, l’attrice teatrale Teuta Jegeni Ajdini, affiancata sul set da Alketa Sylaj, nei panni del commovente personaggio della figlia di Vera, la mamma single Sara.
Dramma politico e di denuncia, Vera sogna il mare si spinge nei territori del noir e della crime story per raccontare il percorso di presa di consapevolezza di una donna figlia di una generazione e di una tradizione profondamente maschilista. Commenta, nel merito, la regista: «La sottomissione di Vera mi mette a disagio e mi commuove allo stesso tempo perché sia il cinema che la letteratura hanno raramente, se non mai, ritratto le donne della sua generazione».
La narrazione abbraccia inoltre un’impostazione teatrale: la maggior parte delle scene sono ambientate negli interni ordinati e silenziosi della casa della protagonista, simbolo e risultato di una vita di sacrifici − ora pericolosamente a rischio. Rimanere senza casa significa, infatti, per Vera, rimanere senza eredità legittima, senza il sudato frutto di anni di lavoro, ma anche senza un rifugio sicuro in cui poter trovare riparo da un ambiente esterno incombente e ostile.