Il film è uno dei 9 titoli disponibili gratuitamente in streaming su arte.tv fino al 31 dicembre.
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di Tommaso Tocci
In Do you Love Me?, la regista ucraina Tonia Noyabrova ci riporta al periodo in cui l’Unione sovietica era prossima al collasso, e il cambiamento era nell’aria con un misto di euforia e di inquietudine. A incarnare entrambi i sentimenti c’è l’adolescente Kira, alle prese con il divorzio dei genitori, con l’amore, e con un mondo tutto da scoprire. Le riprese del film si erano peraltro concluse pochi giorni prima dell’invasione russa in Ucraina, e questi anni di guerra hanno reso la storia ancor più ricca di riflessi sull’attualità.
Ne abbiamo parlato con Noyabrova, il cui film fa parte della selezione 2024 del festival Artekino, visibile gratuitamente per il pubblico italiano (e di una trentina di altri paesi europei) su arte.tv, su smartphone e SmartTV tramite l’app ARTE e su YouTube.
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Tonia, il tuo è soprattutto un film sulla memoria. All’epoca della fine dell’Unione Sovietica eri solo una bambina, più giovane della tua protagonista Kira. Come hai unito la parte autobiografica dei tuoi ricordi d’infanzia a una prospettiva più adulta e consapevole?
Il mio obiettivo era arrivare al cuore dello spettatore, e questo voleva dire cercare di rendere le emozioni taglienti e perfino un po’ dolorose, se necessario. Ho preso le parti più intense dei miei ricordi, dall’infanzia all’adolescenza, e poi fino al divorzio dei miei genitori, anche se avevo già ventuno anni. È stata l’unione di tanti passati diversi, tutti concentrati in una singola storia.
Quello di Kira è un classico percorso coming of age, che però la vede affacciarsi all’età adulta nello stesso momento in cui il paese si prepara a un cambiamento altrettanto epocale. Quanto è stato centrale questo parallelo in fase di scrittura?
L’idea del collasso socio-politico per me era cruciale, per avvolgere il piccolo dramma della crescita di una persona in un dramma molto più ampio. Erano anni di cambiamenti titanici, che ricordo bene anche se avevo solo sette anni: la sensazione che ci fosse qualcosa fuori dall’ordinario, con gli adulti che si comportavano in modo bizzarro. Ed è lo stesso nel mondo di Kira, specialmente all’inizio del film.
Forse l’elemento più vivido è la rievocazione degli oggetti e delle cose che circondano i personaggi, dai vestiti agli arredi. Come hai fatto a ottenere questo senso di verosimiglianza così forte?
Ci abbiamo lavorato molto, anche grazie al lungo periodo di pre-produzione mentre attendevamo gli ultimi finanziamenti. Per un anno intero il mio team ha recuperato oggetti un po’ dappertutto, e raccolto ricordi d’epoca dalle famiglie di ciascuno: abbiamo persino stampato la nostra carta da parati perché fosse fedele al periodo. Sono una vera control freak su queste cose!