Scritta da Franca Rame con la collaborazione di Dario Fo nel 1982, la commedia teatrale Coppia aperta quasi spalancata ha avuto grande successo in Italia e all’estero, esplorando in maniera brillante le dinamiche di una coppia in crisi: Antonia soffre per l’infedeltà del marito fedifrago il quale, per giustificare le proprie avventure extraconiugali, vuole convincerla dei benefici e della necessità di una coppia aperta. Lei all’inizio è riluttante, la prende male, ma poi riuscirà a cogliere quell’occasione per intraprendere un percorso di crescita personale e di emancipazione. Aprendosi a nuove relazioni, acquisirà maggiore indipendenza e consapevolezza di sé, minando così le certezze del marito (che si scoprirà a sua volta geloso) e facendo emergere tutte le disparità di genere e le contraddizioni insite nella sua concezione del rapporto di coppia.
Da anni Chiara Francini porta in scena questa pièce teatrale, cucendola addosso alla cifra comica e all’estro vivace che la contraddistinguono come attrice-autrice. E a partire da questa esperienza ha maturato la voglia di scrivere e interpretare un adattamento — o, per meglio dire, un ampliamento — cinematografico, con la regia di Federica Di Giacomo.
Uno strano ibrido tra documentario e meta-finzione che si propone di scendere dal palco per confrontarsi direttamente col mondo esterno e con nuove forme di relazione amorosa, osservandole da vicino e al tempo stesso interrogandosi sulla propria interiorità.

