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martedì 21 maggio 2019

Sivane Kretchner

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occhiello
Ho tradito David... è stato con un palestinese...

dal film Sarah & Saleem - Là Dove nulla è Possibile (2018) Sivane Kretchner  Sarah
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mercoledì 24 aprile 2019 - Un film emotivamente sorprendente, ideologicamente spiazzante e difficile da dimenticare. Vi spieghiamo perché. Da oggi al cinema.

Sarah & Saleem è al cinema. Ecco 5 buoni motivi per vedere il film

Claudia Catalli cinemanews

Sarah & Saleem è al cinema. Ecco 5 buoni motivi per vedere il film Potremmo fare un errore. Rischiare di pensare che una storia ambientata a Gerusalemme non ci riguardi, parli di cose troppo lontane da noi, affronti fatti che non possiamo comprendere o metta in scena dinamiche in cui non possiamo immedesimarci. Un'opera come Sarah & Saleem ribalta esattamente questo timore, sfida ogni pregiudizio proponendo nulla più che una storia d'amore (o di passione) che ha la "colpa" di essere per così dire "politicamente scorretta" in quel di Gerusalemme. "Sarah & Saleem è un film emotivamente sorprendente, ideologicamente spiazzante e difficile da dimenticare". Ecco cinque buoni motivi per correre al cinema a vederlo, senza spoilerarvi dettagli e colpi di scena:

1. Perché è basato su fatti realmente accaduti. Niente è narrativamente più potente della verità e anche solo pensare che sia accaduto - e accada - che una una relazione extraconiugale, adultera o clandestina che dir si voglia possa diventare una questione di stato, perché lei è una donna israeliana e lui un uomo palestinese, fa indubbiamente riflettere sulle contraddizioni e i paradossi che quotidianamente ci troviamo a vivere.

2. Perché è emozionante. Il cinema, insegnava Hitchcock, è la vita con le parti noiose tagliate. Ne consegue che Sarah & Saleem è grande cinema, perché sa appassionare, coinvolgere, virare continuamente tono e genere: ora è una focosa love story, ora è un thriller in cui bisogna scovare un colpevole, ora è un'indagine sociopolitica più allargata su quanto un mondo fatto di differenze potrebbe arricchirci, invece non fa altro che dividerci e complicarci la vita.

3. Per imparare come si fa un film sul tradimento. In Italia i film che propongono relazioni clandestine abbondano, ma difficilmente - diciamolo - sono narrativamente solidi. Solitamente si riducono a banali storie di corna, inanellate il più delle volte in discutibili commedie mediocri o farse di costume più o meno ridanciane. Il film di Alayan è invece un'opera decisamente ben scritta che sa trasformare l'espediente narrativo del tradimento amoroso/coniugale in un escamotage per raccontare il (presunto) tradimento politico. In altre parole, fa emergere la trasformazione fatale di una questione intima e privata a una questione assolutamente pubblica, giudicabile da tutti (che è in un certo senso la minaccia sottesa insita in ogni tradimento, il temibile fattore della scoperta).

4. Perché i personaggi sono veri, credibili, ben scritti e altrettanto notevolmente interpretati. Non c'è nulla di più insopportabile di personaggi che sappiano di finto, lontano, inarrivabile o cartaceo. Sarah e Saleem sono invece due come noi, personaggi contemporanei che conosciamo e riconosciamo: lei gestisce un bar a Gerusalemme, ha una figlia piccola e un marito nell'esercito. Lui consegna il pane, ha una moglie incinta e non se la passa bene da un punto di vista economico. Dove consumano la loro passione? Nel furgone di Iui. Tutto assolutamente credibile, quotidiano, e il pathos dei due protagonisti risulta più che convincente.

5. Perché è un film che mostra come siano le donne, in fondo, a fare la storia. Sono loro a fare e disfare, lottare, innamorarsi, provare a cambiare sorti e destini. Gli uomini di questo film sembrano più presi dalle passioni primordiali (eccitazione, rabbia, rivalità, vendetta), le donne invece arrivano allo spettatore secondo ritratti mai banali e decisamente convincenti. A partire dall'eccezionale Sivane Kretchner, una Sarah pronta a sfidare Gerusalemme in nome della sua libertà personale, ma soprattutto ad affrontare l'orgoglioso marito colonnello David (Ishai Golan). Impossibile restare neutrali di fronte alla dirompente Bisa (Maisa Abd Elhadi), pronta a difendere la sua gravidanza quanto il suo matrimonio contro tutti e tutto, una figura anticonvenzionale, che anzichè rassegnarsi al ruolo di tradita si fa leonessa in una società patriarcale che la vorrebbe silenziosa e a casa. Accanto a lei, per sostenerla, troviamo l'avvocatessa, altro personaggio contemporaneo e, credeteci, difficilmente dimenticabile.

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