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tiamaster
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martedì 20 settembre 2011
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banalissimo
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fil visto e rivisto,grande trailer per un classico film italiano che fa schifo,prevedibile veramente "da manuale" credo che in questo film non ci sia altro che luoghi comuni e tutta la banalità del cinema.si salva che è un pochino divertente.
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lorenzo1287
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sabato 9 luglio 2011
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classica commedia contemporanea all'italiana.
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Classica commedia contemporanea all’italiana. Personaggi e ambientazione topici, da manuale. Da segnalare una marea di four-letter words, distribuite a profusione lungo i 110 minuti di durata del film. Tutto si svolge attraverso la lettura di un tema di una dei protagonisti, la figlia della Littizzetto. Ci sono i genitori separati e i figli di genitori separati, le scuole e gli alunni che hanno il sesso per chiodo fisso, come anche i loro genitori d’altra parte, seppur in modalità molto diverse. Genitori frustrati da situazioni familiari frustranti e da lavori super frustranti (la capo-sala Littizzetto, il professore di liceo classico Michele Placido). Contrapposizione netta tra giovani figli che ambiscono al Grande Fratello o al sesso a 15 anni, e genitori che vi si oppongono più o meno fermamente, interpretati dalla Littizzetto, Silvio Orlando, Michele Placido e Margherita Buy.
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Classica commedia contemporanea all’italiana. Personaggi e ambientazione topici, da manuale. Da segnalare una marea di four-letter words, distribuite a profusione lungo i 110 minuti di durata del film. Tutto si svolge attraverso la lettura di un tema di una dei protagonisti, la figlia della Littizzetto. Ci sono i genitori separati e i figli di genitori separati, le scuole e gli alunni che hanno il sesso per chiodo fisso, come anche i loro genitori d’altra parte, seppur in modalità molto diverse. Genitori frustrati da situazioni familiari frustranti e da lavori super frustranti (la capo-sala Littizzetto, il professore di liceo classico Michele Placido). Contrapposizione netta tra giovani figli che ambiscono al Grande Fratello o al sesso a 15 anni, e genitori che vi si oppongono più o meno fermamente, interpretati dalla Littizzetto, Silvio Orlando, Michele Placido e Margherita Buy. Ma la ragione non sta, come potrebbe sembrare, tutta da una parte (quella degli adulti); infatti i figli dimostreranno alla resa dei conti di avere in una certa misura molta più maturità dei loro genitori, andando oltre lo stereotipo che li vuole tutti internet, sesso e grande fratello.
Merita infine una menzione speciale la grande Piera Degli Esposti, che con il suo personaggio, il meglio interpretato di tutto il film, portato avanti con una maestria di recitazione come solo una grande attrice sa fare, porta una ventata di freschezza “cinematografica” a questo film altrimenti alquanto fermo e a tratti stagnante. 2,5 stelle al film nel suo complesso sono più che sufficienti.
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darkenry
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domenica 22 maggio 2011
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un bellissimo film italiano
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Questo film per me è una commedia che dietro però parla di tematiche importanti e che non bisogna sottovalutare. Per esempio il razzismo, che, come è stato detto sul film, è nell'aria, il sesso ad un'età giovane che ormai molte ragazze e ragazzi stanno facendo solo per sembrare più fichi e non lo fanno con un'altra persona perchè la amo e, come dice il titolo del film, il rapporto tra i genitori e i figli. Secondo me questo è uno di quei film italiani che bisognerebbe fare più spesso e non fare film come quelli per Natale.
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andre89lost
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martedì 5 aprile 2011
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discreto film che trasmette un messaggio negativo
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Due stelle per una commedia allegra che tenta di fare riflettere sui rapporti genitori figli.
Simpatico, con molte, troppe parolacce.
L'unica cosa che però proprio non accetto in questo film è la scena in cui due 15enni spiegano alla loro amica (quasi)15enne come mettere un profilattico al partner (sconosciuto tral l'altro) per la sua prima volta. Non è un bel messaggio. So già che c'è che mi dirà: "E' un film che rappresenta la realtà e le 14enni nella realtà lo fanno già''. Ma è proprio un messaggio negativo, c'era bisogno di metterlo in una commedia rivolta anche a quel target?
Voto: 6.
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Due stelle per una commedia allegra che tenta di fare riflettere sui rapporti genitori figli.
Simpatico, con molte, troppe parolacce.
L'unica cosa che però proprio non accetto in questo film è la scena in cui due 15enni spiegano alla loro amica (quasi)15enne come mettere un profilattico al partner (sconosciuto tral l'altro) per la sua prima volta. Non è un bel messaggio. So già che c'è che mi dirà: "E' un film che rappresenta la realtà e le 14enni nella realtà lo fanno già''. Ma è proprio un messaggio negativo, c'era bisogno di metterlo in una commedia rivolta anche a quel target?
Voto: 6.5
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bard92
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giovedì 24 marzo 2011
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bel trailer, pessimo film
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bisogna dirlo, dal trailer questo film sembrava divertentissimo, acuto e piacevole! ma in effetti possiamo dire che è solo un accozzaglia di luoghi comuni, triti e ritriti, senza alcuno spessore pur avendo molte pretese. Mi ha sorpreso la scritta all'inizio del film, che sia stato riconosciuto bene nazionale o giù di lì. Ma realmente abbiamo bisogno di questo presunto genere, come scritto nella recensione principale?
basta! gli episodi hanno stufato!
in conlusione, pessimo film, banale e addirittura fastidioso a tratti
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matylde
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giovedì 20 gennaio 2011
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il conflitto generazionale!
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Da che è mondo e mondo, sempre genitori e figli hanno avuto non pochi contrasti. Forse trenta anni fa vigeva un po’ più di rispetto che portava il figlio a non mandare a quel paese il proprio genitore, a differenza di oggi, ma in ogni caso le idee “innovative” della prole appaiono sempre come minacce e stupidaggini per chi ci educa e ci vorrebbe a sua somiglianza! E’ questo il caso di Gigio che è fermamente convinto di voler entrare nel Grande Fratello a dispetto del padre che la ritiene una cosa da idioti! Non sempre però sono i figli ad essere gli “idioti” della situazione: infatti nel caso di Nina, ad esempio, i suoi genitori riescono a dare il meglio di loro stessi con liti, incomprensioni, tradimenti e insicurezze, che finiscono per ricadere, inevitabilmente, nel neo-razzismo del pic
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Da che è mondo e mondo, sempre genitori e figli hanno avuto non pochi contrasti. Forse trenta anni fa vigeva un po’ più di rispetto che portava il figlio a non mandare a quel paese il proprio genitore, a differenza di oggi, ma in ogni caso le idee “innovative” della prole appaiono sempre come minacce e stupidaggini per chi ci educa e ci vorrebbe a sua somiglianza! E’ questo il caso di Gigio che è fermamente convinto di voler entrare nel Grande Fratello a dispetto del padre che la ritiene una cosa da idioti! Non sempre però sono i figli ad essere gli “idioti” della situazione: infatti nel caso di Nina, ad esempio, i suoi genitori riescono a dare il meglio di loro stessi con liti, incomprensioni, tradimenti e insicurezze, che finiscono per ricadere, inevitabilmente, nel neo-razzismo del piccolo Ettore! Essere genitori ,si sa, non è semplice, ma nemmeno essere figli!!!
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matylde
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lunedì 10 gennaio 2011
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il conflitto generazionale
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Da che è mondo e mondo, sempre genitori e figli hanno avuto non pochi contrasti. Forse trenta anni fa vigeva un po’ più di rispetto che portava il figlio a non mandare a quel paese il proprio genitore, a differenza di oggi, ma in ogni caso le idee “innovative” della prole appaiono sempre come minacce e stupidaggini per chi ci educa e ci vorrebbe a sua somiglianza! E’ questo il caso di Gigio che è fermamente convinto di voler entrare nel Grande Fratello a dispetto del padre che la ritiene una cosa da idioti! Non sempre però sono i figli ad essere gli “idioti” della situazione: infatti nel caso di Nina, ad esempio, i suoi genitori riescono a dare il meglio di loro stessi con liti, incomprensioni, tradimenti e insicurezze, che finiscono per ricadere, inevitabilmente, nel neo-razzismo del pic
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Da che è mondo e mondo, sempre genitori e figli hanno avuto non pochi contrasti. Forse trenta anni fa vigeva un po’ più di rispetto che portava il figlio a non mandare a quel paese il proprio genitore, a differenza di oggi, ma in ogni caso le idee “innovative” della prole appaiono sempre come minacce e stupidaggini per chi ci educa e ci vorrebbe a sua somiglianza! E’ questo il caso di Gigio che è fermamente convinto di voler entrare nel Grande Fratello a dispetto del padre che la ritiene una cosa da idioti! Non sempre però sono i figli ad essere gli “idioti” della situazione: infatti nel caso di Nina, ad esempio, i suoi genitori riescono a dare il meglio di loro stessi con liti, incomprensioni, tradimenti e insicurezze, che finiscono per ricadere, inevitabilmente, nel neo-razzismo del piccolo Ettore! Essere genitori ,si sa, non è semplice, ma nemmeno essere figli!!!
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francescol82
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mercoledì 22 settembre 2010
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molto molto carino
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Assolutamente in disaccordo con le 2 stelle attribuite dai critici.. per il suo genere questo film è splendido, era da tanto che non vedevo un film italiano divertente ma non demenziale/trash stile cinepanettone. Silvio Orlando, Luciana Littizzetto, Michele Placido, Elena Sofia Ricci e Margherita Buy non deludono affatto. Il messaggio che secondo me vuole trasmettere la storia (e che ho recepito) è che spesso gli estranei conoscono meglio i figlio di come li conoscano i genitori.
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chansgiardinier
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sabato 14 agosto 2010
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123 456 7890
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Avevo visto Che ne sarà di noi e i due Manuali d'amore....ma non mi ricordavo il nome del regista. Non è un buon segno. Però, durante la visione di Genitori & Figli, ho pensato che di questo regista avevo già visto qualcosa. La domanda è: lasciare un'impronta riconoscibile è banale o rassicurante ? Stanley Kubrick ha fatto una serie di Opere prime ed uniche (uscivi dal cinema sforzandoti di ricordare un film analogo già visto....ma non ti veniva in mente niente !) Se non scomodiamo questi giganti, Veronesi fa il suo onesto lavoro e lancia il suo ennesimo "format settecentesco" (citazione da un'intervista a Sergio Rubini dopo Manuale d'amore)aiutato da un bel gruppo di attori/attrici. Scoprire su Mymovies che il bel Gigio/Andrea Facchinetti è il figlio di Ornella Muti non mi ha troppo scandalizzato.
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Avevo visto Che ne sarà di noi e i due Manuali d'amore....ma non mi ricordavo il nome del regista. Non è un buon segno. Però, durante la visione di Genitori & Figli, ho pensato che di questo regista avevo già visto qualcosa. La domanda è: lasciare un'impronta riconoscibile è banale o rassicurante ? Stanley Kubrick ha fatto una serie di Opere prime ed uniche (uscivi dal cinema sforzandoti di ricordare un film analogo già visto....ma non ti veniva in mente niente !) Se non scomodiamo questi giganti, Veronesi fa il suo onesto lavoro e lancia il suo ennesimo "format settecentesco" (citazione da un'intervista a Sergio Rubini dopo Manuale d'amore)aiutato da un bel gruppo di attori/attrici. Scoprire su Mymovies che il bel Gigio/Andrea Facchinetti è il figlio di Ornella Muti non mi ha troppo scandalizzato....il titolo non è forse Genitori & Figli ? Divertentissima Elena Sofia Ricci: non avevo mai apprezzato così tanto il suo lato comico...sarà merito di Silvio Orlando ? Il pensiero del professore Michele Placido sugli specchietti per le allodole del terzo millennio è largamente condivisibile...e proprio per questo perdente. Viva il Grande Fratello !
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g. romagna
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sabato 7 agosto 2010
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genitori e figli
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Un professore di liceo con un figlio che vuole fare il Grande Fratello sottopone agli alunni della sua classe un tema che indichi le "istruzioni per l'uso" di un buon rapporto genitori-figli. Da qui la giovane Nina inizia a raccontare la storia della sua famiglia, fatta da padre e madre separati, fratellino dalle tendenze razziste, una nonna assente (fin quasi al momento della sua dipartita) dopo aver dedicato la sua vita all'alcool ed al poker ed un ragazzo, "coatto" al punto giusto, che si rivela invece capace di provare per lei sentimenti veri. Nello svolgimento del tema viene fuori che il figlio del professore e Nina si sono anche conosciuti, e che dalla loro frequentazione sono emersi anche particolari per il padre piacevolmente inattesi.
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Un professore di liceo con un figlio che vuole fare il Grande Fratello sottopone agli alunni della sua classe un tema che indichi le "istruzioni per l'uso" di un buon rapporto genitori-figli. Da qui la giovane Nina inizia a raccontare la storia della sua famiglia, fatta da padre e madre separati, fratellino dalle tendenze razziste, una nonna assente (fin quasi al momento della sua dipartita) dopo aver dedicato la sua vita all'alcool ed al poker ed un ragazzo, "coatto" al punto giusto, che si rivela invece capace di provare per lei sentimenti veri. Nello svolgimento del tema viene fuori che il figlio del professore e Nina si sono anche conosciuti, e che dalla loro frequentazione sono emersi anche particolari per il padre piacevolmente inattesi. Alla fine ciò che resta in mano è che soluzioni non ce ne sono, e che, nonostante tutte le difficoltà connesse all'essere genitori oggi, quando si è tali, beh, si è geneticamente programmati per amare i figli. Un collage di rapporti tesi e situazioni stereotipate, spesso a livello grossolano e quasi fastidioso. Per fortuna le interpretazioni (Placido, Buy ed Orlando su tutti, ma degna di nota è anche la giovanissima e debuttante Passarelli) sono di buon livello. A tratti - anzi, abbastanza spesso a dirla tutta - si sorride a fronte di vicende gradevoli, ma il tutto resta piuttosto banale ed inconcludente. E poi non c'è bisogno di dire cazzo o merda ogni due parole per far sembrare tutto più reale. Tutto sommato resta un film che si lascia guardare nella spensieratezza, sapendo fin da principio ciò che ci si deve aspettare. Due stelle e mezzo.
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