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fedebiga
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lunedì 2 gennaio 2012
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ottimo mel!
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Film coinvolgente, emozionante e potente, nel vero senso della parola.
Potente come la figura del protagonista, che esprime un carisma, una forza ed un amore per i propri valori che i suoi inseguitori possono solo sognare.
QUESTA E' LA MIA FORESTA...IO SONO UN CACCIATORE è la frase spot di un film da gustare tutto d'un fiato (con cautela però...date le molte, realistiche ed inevitabili scene cruente), in cui l'empatia naturale tra spettatore e protagonista mette sullo sfondo tutto il resto.
Bellissimo.
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gianni lucini
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martedì 13 dicembre 2011
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discussioni e polemiche
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Il 5 gennaio 2007 arriva nelle sale cinematografiche italiane “Apocalypto” il film di Mel Gibson dedicato al crepuscolo della civiltà Maya e recitato nell'estinta lingua Yucateca con sottotitoli. Inizialmente programmata per la metà del mese precedente, la sua uscita è stata ritardata di qualche settimana un po’ per evitare la diretta concorrenza con i film di Natale ma soprattutto per le polemiche e le discussioni che sta provocando nel nostro paese. Alle critiche di chi in tutto il mondo ha accusato di falsità storiche il lavoro del popolarissimo attore e regista in Italia si è aggiunta una violentissima polemica per la decisione di non limitarne la visione nemmeno ai ragazzi inferiori ai quattordici anni nonostante le scene giudicate eccessivamente truculente abbiano convinto paesi come la Germania, gli USA, l’Olanda, l’Irlanda e altri a vietarne la visioni ai bambini.
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Il 5 gennaio 2007 arriva nelle sale cinematografiche italiane “Apocalypto” il film di Mel Gibson dedicato al crepuscolo della civiltà Maya e recitato nell'estinta lingua Yucateca con sottotitoli. Inizialmente programmata per la metà del mese precedente, la sua uscita è stata ritardata di qualche settimana un po’ per evitare la diretta concorrenza con i film di Natale ma soprattutto per le polemiche e le discussioni che sta provocando nel nostro paese. Alle critiche di chi in tutto il mondo ha accusato di falsità storiche il lavoro del popolarissimo attore e regista in Italia si è aggiunta una violentissima polemica per la decisione di non limitarne la visione nemmeno ai ragazzi inferiori ai quattordici anni nonostante le scene giudicate eccessivamente truculente abbiano convinto paesi come la Germania, gli USA, l’Olanda, l’Irlanda e altri a vietarne la visioni ai bambini. La bufera scatenata dalle polemiche finisce per attirare l’attenzione sul film e promuoverne le visione al di là dei reali meriti. Nella discussione interviene anche il ministro dei Beni culturali Francesco Rutelli che invita gli esercenti a “sconsigliare e scoraggiare” l'ingresso ai minori non accompagnati mentre il TAR del Lazio si pronuncia contro la scelta di non vietarlo sostenendo che «il film contiene troppe scene truculente che si susseguono per tutto lo spettacolo, inadatte ad un pubblico di minori». L'11 gennaio il film viene definitivamente vietato ai minori di 14 anni nelle sale.
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brian77
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sabato 26 novembre 2011
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travolgente, ma finto
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Il film ha ritmo ed energia, spettacolarmente coinvolge, ma resta un'operazione in fondo artificiosa. Mi sa che lo prendete un po' troppo sul serio.
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mauro bologna
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martedì 30 agosto 2011
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chissenefrega delle incongruenze storiche!
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e chissenefrega delle incongruenze storiche! a mio avviso un bel film, specie la seconda parte nella jungla che inchioda alla sedia come un thriller, belle inquadrature, bella scenografia, bella l'idea della lingua originale, parlare di sangue in film come questo è obbligatorio, nessuno splatter a mio avviso.....due ore volate come solo ai bei film succede, gli amanti delle esattezze storiche stiano a casa a leggere i loro libri,mi ripeto dicendo che la fiction è anche questo....bravo mel!
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weach
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venerdì 19 agosto 2011
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maya fra mito e verità
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Apocalypto di Mel Gibson
è potente,incisivo, violento,vero come è la lotta per la sopravvivenza.
A poco valgono i rilievi negativi della critica posti ad avvalorare ricostruzioni storiche approssimative e non in assonanza con la verità storica dei Maya .
Il film, come già detto , penetrante, anche per il tentativo riuscito di vivificare il linguaggio Maya , quasi disperso, si impone per la sua forza ,un misto fra mito e verità storica.
Quando il protagonista Zampa di Giaguaro dice con forza "questa è la mia foresta ed io sono un cacciatore"la vibrazione dell'immagine si fonde perfettamente con il richiamo energetico della parola arcaica.
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Apocalypto di Mel Gibson
è potente,incisivo, violento,vero come è la lotta per la sopravvivenza.
A poco valgono i rilievi negativi della critica posti ad avvalorare ricostruzioni storiche approssimative e non in assonanza con la verità storica dei Maya .
Il film, come già detto , penetrante, anche per il tentativo riuscito di vivificare il linguaggio Maya , quasi disperso, si impone per la sua forza ,un misto fra mito e verità storica.
Quando il protagonista Zampa di Giaguaro dice con forza "questa è la mia foresta ed io sono un cacciatore"la vibrazione dell'immagine si fonde perfettamente con il richiamo energetico della parola arcaica.
L'Apocalypto di Mel Gibson non ha bisogno di promozioni, si impone da se ,con il richiamo di attenzione che genera nello spettatore.
Come non si è apprezzato in certi casi , un cero gusto fuori luogo per i sangue della regia, nel caso di specie ,la violenza rappresentata è strumentale e vivifica una verità cruda di sopravvivenza nella foresta ; poi esiste il contrappasso di valori positivi quali l'amicizia giocosa del gruppo e l'amore per una famiglia da salvare, il legame indissolubile con la natura madre .
Altro ?Si! Andate a vederlo , acquistate il dvd merita , vale almeno quattro splendide stelle d'oro e non siamo specificamente estimatori di Mel Gibson.
Entriamo insieme nella foresta di Zampa di Giaguaro!!!!!!!!!!
buona visione
Weach illuminati
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erixon
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domenica 12 giugno 2011
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amare la terra. bioetica del quindicesimo secolo
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Se vi aspettate un documentario sui maya non è il film che cercate. Apocalypto è l'anticamera dell'Apocalypse now del Centro America, una grande fatica a lieto fine che precede una fatica cento volte maggiore e letale. Zampa di giaguaro è protagonista eccelso della cultura maya del XV secolo, testimone unico di violenze inaudite, saggio e paziente in attesa della principale consapevolezza: se sei nella tua foresta, se le capanne bruciano e i fratelli muoiono per mano di altri fratelli, se l'acqua e il fuoco diventano nemici inaspettatamente traditori, se vedi che la morte e la fuga ti circondano, non devi avere paura, perché sei nella tua foresta. Non c'è un buco di riposo, pochi silenzi ma solo per nascondersi.
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Se vi aspettate un documentario sui maya non è il film che cercate. Apocalypto è l'anticamera dell'Apocalypse now del Centro America, una grande fatica a lieto fine che precede una fatica cento volte maggiore e letale. Zampa di giaguaro è protagonista eccelso della cultura maya del XV secolo, testimone unico di violenze inaudite, saggio e paziente in attesa della principale consapevolezza: se sei nella tua foresta, se le capanne bruciano e i fratelli muoiono per mano di altri fratelli, se l'acqua e il fuoco diventano nemici inaspettatamente traditori, se vedi che la morte e la fuga ti circondano, non devi avere paura, perché sei nella tua foresta. Non c'è un buco di riposo, pochi silenzi ma solo per nascondersi. La ormai nota sanguinaria violenza cresce costantemente fino agli ultimi minuti del film, quasi a voler costringere lo spettatore a supplicare la fine durante una tortura. In realtà quello che viene piantato è un seme di vendetta tarantiniano che pianta radici vibranti pure negli animi più puri e pudici. A metà film non si desidera altro che sommossa, resistenza e opposizione. Si è annebbiati dal susseguirsi di azioni tutt'altro che umane, tanto da veder solo sangue che scorre e uomini stolti che fanno pensare a stoltezze d'ogni tempo. Ma Zampa di giaguaro, pian piano, non vede più né sangue né stolti, abbandona la paura, è fermo e solido pur se stremato e, quando è il momento di restituire la violenza ricevuta, non lo fa per vendetta ma per difendere il proprio territorio, per puro istinto, perché si trova nella foresta in cui suo padre cacciava, suo nonno cacciava e i suoi figli cacceranno. Il finale è l'inizio della vera apocalisse ma Zampa di giaguaro, ormai, non può più aver paura, l'anestesia lo ha reso immune. Gibson è molto statico, in pochissime scene mostra dinamiche davvero particolari ma, principalmente, gioca su panoramiche e carrellate moto veloci. Forse nulle le riprese a spalla degne di Apocalypse now, forse troppo pulito il regista rispetto agli sporchi contenuti. Ha lavorato divinamente con la teatralità, costumi, scene e musiche.
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momoz
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sabato 11 giugno 2011
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la storia è solo contorno
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Premettendo il fatto che il film mi è piaciuto moltissimo (e che di sicuro lo preferisco alla ben più retorica "Passione"), credo che qui tutti stiamo decisamente fraintendendo (o sopravvalutando, non so bene) le finalità artistiche del nostro Mel....
Per lui il riferimento storico è un contorno malleabile, qualcosa di assolutamente strumentale a raccontare una storia individuale ma che vuole racchiudere significati universali.
Di sicuro gli consiglierei di non essere altrettanto puntiglioso con le date ed i costumi per il prossimo film, perchè di fatto questi (malgrado l'estrema attenzione che gli riserva) non sono così importanti dal punto di vista dell'attendibilità storica, quanto a trasmettere la giusta emotività all'atmosfera, finendo solo per generare inutili clamori e visioni distorte.
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Premettendo il fatto che il film mi è piaciuto moltissimo (e che di sicuro lo preferisco alla ben più retorica "Passione"), credo che qui tutti stiamo decisamente fraintendendo (o sopravvalutando, non so bene) le finalità artistiche del nostro Mel....
Per lui il riferimento storico è un contorno malleabile, qualcosa di assolutamente strumentale a raccontare una storia individuale ma che vuole racchiudere significati universali.
Di sicuro gli consiglierei di non essere altrettanto puntiglioso con le date ed i costumi per il prossimo film, perchè di fatto questi (malgrado l'estrema attenzione che gli riserva) non sono così importanti dal punto di vista dell'attendibilità storica, quanto a trasmettere la giusta emotività all'atmosfera, finendo solo per generare inutili clamori e visioni distorte.
La sua è in realtà una regia "di pancia" che predilige scelte dal forte impatto; un neo-espressionismo che non è poi così inadatto all'oggi, in una società che sembra aver perso qualsiasi contatto con le emozioni primordiali.
Credo infine che lui giochi moltissimo su questa indecisione di fondo (tra film prettamente d'azione e film di ricostruzione storica) per mettere prima di tutto in moto la complessa macchina del passaparola.
Se lasciasse da parte queste furberie forse riusciremmo tutti meglio a comprendere i suoi film e dove veramente vuole andare a parare, ma non so se quello che troveremmo piacerebbe poi a così tanti.....
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vero2
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sabato 11 giugno 2011
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oh mio dio! che crudeltà! quanto sangue!
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AIUTOOOOOOOOOOOOOOOO! E' un film bello (certo) ma diamine! Che crudeltà!
Ma che è successo a quel Mel Gibson che faceva film drammatici e poco sanguinosi (come Braveheart)?
Cavoli! Terribilissima la parte dove ai Maya "buoni" che cospargevano di blu tagliavano la testa e prendevano il cuore con violenza.
AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
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giordy.91
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mercoledì 17 novembre 2010
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complimenti!!!!!!!!!!!!!
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Davvero bel film merita di essere visto...
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paperino
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lunedì 1 novembre 2010
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due ore che passano in un soffio !
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Devo premettere che sebbene mi sia piaciuto molto " Braveheart" non ho apprezzato " la Passione ": nonostante la ricostruzione storica, l'idea di usare il latino e alcune scene suggestive, i 20 minuti ( mi pare ) dedicati unicamente allo spettacolo di un uomo torturato mi sembra possano essere opera solo di un sadico.
Ho apprezzato molto invece questo film visto in DVD di cui ho guardato anche i contenuti speciali.
Non penso che possa essere considerato un film "di parte" stile indigeni cattivi e europei buoni anche perchè quest'ultimi si vedono solo per una manciata di secondi.
Anche se la collocazione temporale ( come ho letto affermino molti commentatori ) può non essere esatta tutto quanto mostrato sulle abitudini sanguinarie di alcuni indigeni ( ammetto di non sapere se Maya o atzechi ma io di quest e altre ancora più crudeli ho letto sul libro " L'atzeco " ) è storicamente verificabile e la riproduzione esatta dei costumi, trucchi, accconciature piercing e quant'altro ha richiesto tempo fatica.
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Devo premettere che sebbene mi sia piaciuto molto " Braveheart" non ho apprezzato " la Passione ": nonostante la ricostruzione storica, l'idea di usare il latino e alcune scene suggestive, i 20 minuti ( mi pare ) dedicati unicamente allo spettacolo di un uomo torturato mi sembra possano essere opera solo di un sadico.
Ho apprezzato molto invece questo film visto in DVD di cui ho guardato anche i contenuti speciali.
Non penso che possa essere considerato un film "di parte" stile indigeni cattivi e europei buoni anche perchè quest'ultimi si vedono solo per una manciata di secondi.
Anche se la collocazione temporale ( come ho letto affermino molti commentatori ) può non essere esatta tutto quanto mostrato sulle abitudini sanguinarie di alcuni indigeni ( ammetto di non sapere se Maya o atzechi ma io di quest e altre ancora più crudeli ho letto sul libro " L'atzeco " ) è storicamente verificabile e la riproduzione esatta dei costumi, trucchi, accconciature piercing e quant'altro ha richiesto tempo fatica. Ho visto che sono state usate riproduzioni dell'epoca come modelli e anche alcuni colori sono stati ricavati da animali e piante come avveniva allora.
Su questo argomento ho visto altri film ma il realismo raggiunto da Gibson è veramente notevole! L'unica pecca può essere la resistenza fisica assolutamente non plausibile del protagonista che corre giorno e notte ferito ben due volte e riesce comunque a conservare le forze per il combattimento finale e , anche se non si vede, per trascinare moglie e figli fuori dal pozzo..
A parte questo penso che da questo genere di fim non si potesse desiderare di più!
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