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A casa nostra
Un film di Francesca Comencini.
Con Valeria Golino, Luca Zingaretti, Laura Chiatti, Giuseppe Battiston, Luca Argentero.
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Drammatico,
durata 99 min.
- Italia 2006.
uscita venerdì 3 novembre 2006.
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![]() Una storia troppo disperata, che propone l'immagine di una città e di un paese senza speranze. Il marchio della ditta Comencini.
Pino Farinotti
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Italia oggi fra forme e contenuti
sabato 4 novembre 2006
di darko
Uscito da poco dalla sala in cui veniva proiettato A CASA NOSTRA, titolo brutto e accompagnato da un trailer altrettanto fuorviante, mi sono reso conto di aver assistito all'opera riuscita più che bene della Comencini, che già avevo largamente apprezzato e osannato col suo recente film MOBBING - MI PIACE LAVORARE, di cui è protagonista Nicoletta Braschi nei panni di una contabile single con figlia a carico che viene prima mobbizzata e infine liquidata dall'azienda in cui lavora, tutto raccontato continua » |
Il paradosso dei sentimenti
venerdì 17 agosto 2007
di Raffaella Langiulli
Poco credibile e convincente la storia di A casa Nostra. E' un film che soffre di forti contraddizioni tra i temi trattati e la loro trattazione. Buona l'idea dell'intreccio delle storie ma molto scadente la sceneggiatura. Vuole essere uno spaccato della realtà italiana ma non fa altro che raccontare storie paradossali che si intrecciano in modo sempre meno organizzato con una conclusione scontata e posticcia (vedi la comparsa di Laura Chiatti nell'ultima scena davanti all'ospedale). La nostra Italia continua » |
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Potevamo diventare
lunedì 6 novembre 2006
di BLOGGER
A casa nostra, il film di Francesca Comencini, non è un film del tutto risolto e l’autrice misura con risultati oscillanti una serietà professionale, non ancora estro, nella difficile impresa dell’affresco corale alla Altman. I difetti della pellicola sono di fatto riconducibili all’intento di fotografare compiutamente una realtà multiforme e l’immagine della città “modello” spiacerà a un certo pubblico italiano assuefatto a concedere i suoi favori a chi gli consente facili assoluzioni. Il lungometraggio continua » |
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| Rita e Ugo | |
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Sono mesi che mi occupo solo di lei. Ma lei come si permette di entrare in casa mia? Bella casa. Magnifica. Lei ha un mandato di perquisizione? No, però ho parlato a lungo con un magistrato. Questa volta non è uno che conosce lei. Bene, quindi lei non ha un mandato di perquisizione. Se ne vada. Dalle intercettazioni sembrava più gentile: un uomo ben educato, affezionato alla moglie ricca. Ma come si permette? No, voi, come vi permettete! Pensate di fare come vi pare, eh? Ma questo Paese è anche casa nostra. |
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DVD | A casa nostraUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 18 aprile 2007
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I furbetti di "A casa nostra" raccontano l'Italia di oggi
di Paolo D'Agostini La Repubblica
«Voi credete di poter fare come vi pare, ma questo paese è anche casa nostra!». Così il capitano della Guardia di Finanza Valeria Golino a brutto muso al furbetto Luca Zingaretti dopo mesi di intercettazioni senza essere riuscita a incastrarlo: un magistrato sta dalla sua parte. E lui, rabbioso: «Lei è una donna sola, quelli come lei provano gusto a perseguitare quelli come me». E il succo civile di un turn che è sicuramente molto civile ma secondo modalità diverse da una tradizione italiana che è stata grande. » |
Italia in ginocchio
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
È difficile raccontare il presente, dargli immagini e senso. E proprio questo tenta di fare A casa nostra (Italia, 2006, 101'). Con molta generosità, con molta sincerità, Francesca Comencini e il cosceneggiatore Franco Bernini raccontano Milano, e attraverso Milano l'Italia. Intrecciando microstorie individuali, tentano di mostrare un senso non più solo individuale, non più solo "micro". Un po' come in America oggi (1993) o in Crash (2004), un'intera città viene ridotta a pochi personaggi le cui vite si sfiorano e si incontrano, guidate da un narratore che tutto osserva e tutto sa. » |
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La Milano non da bere di Francesca Comencini
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
Furbetti della finanza, banchieri onnipotenti, certo, è il denaro il peccato mortale e il massimo comun divisore. Ma nel film alla milanese di Francesca Comencini c' è di più. Working class in svendita, pensionati tassati, omicidi redenti, modelle e traffici illeciti di bambini, faccendieri russi e una cap. della Finanza che vuol vederci chiaro: ma c' è foschia pure nei sentimenti, soprattutto in quelli. Milano non da bere, è indigeribile, con una sfilata morale di orrende privacy da reality show. » |
di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Ancora un bel film di Francesca Comencini. Il precedente, Mi piace lavorare, si stringeva attorno a una donna oppressa nel suo ambiente di lavoro da quella forma subdola di persecuzione che va sotto il nome di «mobbing». Adesso, anziché un solo personaggio al centro, ce ne sono una decina in cifre decisamente corali, costruite però anche questa volta attorno a un unico tema, il denaro e quel suo strapotere che, nella società italiana di oggi, ha infranto tutte le regole dell'onestà e del buon vivere. » |
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