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40 anni vergine
Un film di Judd Apatow.
Con Steve Carell, Catherine Keener, Paul Rudd, Romany Malco, Seth Rogen.
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Titolo originale The 40 Year-Old Virgin.
Commedia,
durata 116 min.
- USA 2005.
uscita venerdì 13 gennaio 2006.
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![]() Leggero e spesso divertente, un film una spanna sopra altri film di genere
Andrea Chirichelli
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Che noia...eppure mi aspettavo una risata
venerdì 18 agosto 2006
di CheekyBoy
40 Anni Vergine Ormai è da anni che questo ormai"genere"cinematografico americano è in espansione.Quella sorta di teen-movie casereccio che racconta storie di adolescenti incalliti col sesso e le loro tempeste ormonali,ricordiamo il vecchio"Porkys"oppure il riuscito"American Pie"e il singolo"Maial College".Questa volta il regista quasi esordiente Judd Apatow dà un tocco di originalità a quella che è lo scontro dell'età fra i personaggi.Se solitamente si parla di diciottenni,adesso si parla di continua » |
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DVD | 40 anni vergineUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 12 aprile 2006
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Il rito di passaggio dalla verginità alla sua perdita è, come ognun sa, il tema soggiacente a una miriade di commedie adolescenziali americane. Così 40 anni vergine sembra proporsi, fino dal titolo, come un American Pie per l’età adulta; e tale appare, almeno all’inizio, il quarantenne Andy Stitzer ha un sacro terrore delle donne; tanto che preferisce tenersene alla larga, collezionando soldatini dei supereroi e giocando con la Playstation. Finché i colleghi non scoprono il suo inconfessabile segreto e decidono di provvedere, il più velocemente possibile, all’iniziazione sessuale del bambinone. » |
di Mariarosa Mancuso Il Foglio
Le chiacchiere tra colleghi non lasciano scampo. Siccome sono tutti maschi, nel negozio di elettronica si parla sempre e solo di sesso: la scopata migliore, l’avventura più imbarazzante, il luogo più strano, la tettona, la culona, e ogni possibile variazione sul tema. Andy vorrebbe partecipare. Essendo ancora vergine a quarant’anni, il bluff viene scoperto. E’ la versione – per protagonista adulto e spettatori adolescenti – della saga American Pie, dove l’apprendistato si faceva su una torta di mele appena sfornata (dalla mamma, beato lo psicoanalista che avrà in cura il giovanotto ormai cresciuto, non basteranno i soliti cinque anni). » |
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di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
L' elegante frase di lancio («più tempo aspetti e più sarà duro») potrebbe bastare se non fosse che in America questa farsa goliardica ha avuto non solo incassi record ma anche estimatori insospettabili. Dicono l' abbia assassinato il doppiaggio e certo una bella botta l' ha data: lo stile e la volgarità son peggio delle intercettazioni dei finanzieri-banchieri. Il bambinone Steve Carell (attore, produttore, sceneggiatore), è un 40enne imbranato, uno di quelli, per dirla col vecchio Woody, che si son esercitati da soli. » |
di Claudio Carabba Il Corriere della Sera
Anche i comici antichi (Danny Kaye con i suoi sogni proibiti) avevano problemi con una forzata castità; però non lo dichiaravano apertamente. Judd Apatow, invece, mette in campo il problema già nel titolo, 40 anni vergine, e ci costruisce sopra una serie di gag, timide o villane. Il ritmo spesso langue, ma il brillante Steve Carell è bravo nei panni del vecchio ragazzo imbranato, cresciuto solo fra giocattoli e fette di «american pie». Da Il Corriere della Sera Magazine, 26 gennaio 2006 » |
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