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40 anni vergine
Un film di Judd Apatow.
Con Steve Carell, Catherine Keener, Paul Rudd, Romany Malco, Seth Rogen.
continua»
Titolo originale The 40 Year-Old Virgin.
Commedia,
durata 116 min.
- USA 2005.
uscita venerdì 13 gennaio 2006.
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![]() Leggero e spesso divertente, un film una spanna sopra altri film di genere
Andrea Chirichelli
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Andy Stitzer ha un lavoro sicuro in un negozio di elettronica e una notevole collezione di action figure, ma ha un "problema": a quarant'anni è ancora vergine. Quando i suoi colleghi lo scoprono, faranno di tutto per portarlo al fatidico obiettivo... Se il flano di lancio dimostra una volgarità gratuita di matrice interamente italiana (Più aspetti, più sarà duro), 40 anni vergine, pur concendosi più di una scena non propriamente da educande, riesce a mostrare in modo divertente e divertito il classico problema che nessuno vorrebbe mai ammettere. Se la comicità è spesso di grana grossa, alcuni elementi del film, come la caratterizzazione del luogo di lavoro e dei compagni/amici del protagonista, la bella presenza di una invecchiata ma sempre affascinante Catherine Keener ed alcune "riflessioni" indovinate, innalzano 40 anni vergine una spanna sopra altri film del genere. Leggero e spesso divertente, 40 anni vergine, non lascia nulla se non una risata a denti stretti ed il perenne ricordo, almeno per la maggioranza della popolazione maschile under 40, della casa dei propri sogni (ovvero quella del protagonista...vedere per credere!). Si è visto di peggio. |
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Che noia...eppure mi aspettavo una risata
venerdì 18 agosto 2006
di CheekyBoy
40 Anni Vergine Ormai è da anni che questo ormai"genere"cinematografico americano è in espansione.Quella sorta di teen-movie casereccio che racconta storie di adolescenti incalliti col sesso e le loro tempeste ormonali,ricordiamo il vecchio"Porkys"oppure il riuscito"American Pie"e il singolo"Maial College".Questa volta il regista quasi esordiente Judd Apatow dà un tocco di originalità a quella che è lo scontro dell'età fra i personaggi.Se solitamente si parla di diciottenni,adesso si parla di continua » |
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DVD | 40 anni vergineUscita in DVD
Disponibile on line da mercoledì 12 aprile 2006
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di Roberto Nepoti La Repubblica
Il rito di passaggio dalla verginità alla sua perdita è, come ognun sa, il tema soggiacente a una miriade di commedie adolescenziali americane. Così 40 anni vergine sembra proporsi, fino dal titolo, come un American Pie per l’età adulta; e tale appare, almeno all’inizio, il quarantenne Andy Stitzer ha un sacro terrore delle donne; tanto che preferisce tenersene alla larga, collezionando soldatini dei supereroi e giocando con la Playstation. Finché i colleghi non scoprono il suo inconfessabile segreto e decidono di provvedere, il più velocemente possibile, all’iniziazione sessuale del bambinone. » |
di Mariarosa Mancuso Il Foglio
Le chiacchiere tra colleghi non lasciano scampo. Siccome sono tutti maschi, nel negozio di elettronica si parla sempre e solo di sesso: la scopata migliore, l’avventura più imbarazzante, il luogo più strano, la tettona, la culona, e ogni possibile variazione sul tema. Andy vorrebbe partecipare. Essendo ancora vergine a quarant’anni, il bluff viene scoperto. E’ la versione – per protagonista adulto e spettatori adolescenti – della saga American Pie, dove l’apprendistato si faceva su una torta di mele appena sfornata (dalla mamma, beato lo psicoanalista che avrà in cura il giovanotto ormai cresciuto, non basteranno i soliti cinque anni). » |
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di Claudio Carabba Il Corriere della Sera
Anche i comici antichi (Danny Kaye con i suoi sogni proibiti) avevano problemi con una forzata castità; però non lo dichiaravano apertamente. Judd Apatow, invece, mette in campo il problema già nel titolo, 40 anni vergine, e ci costruisce sopra una serie di gag, timide o villane. Il ritmo spesso langue, ma il brillante Steve Carell è bravo nei panni del vecchio ragazzo imbranato, cresciuto solo fra giocattoli e fette di «american pie». Da Il Corriere della Sera Magazine, 26 gennaio 2006 » |
di Maurizio Porro Il Corriere della Sera
L' elegante frase di lancio («più tempo aspetti e più sarà duro») potrebbe bastare se non fosse che in America questa farsa goliardica ha avuto non solo incassi record ma anche estimatori insospettabili. Dicono l' abbia assassinato il doppiaggio e certo una bella botta l' ha data: lo stile e la volgarità son peggio delle intercettazioni dei finanzieri-banchieri. Il bambinone Steve Carell (attore, produttore, sceneggiatore), è un 40enne imbranato, uno di quelli, per dirla col vecchio Woody, che si son esercitati da soli. » |
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