Musikanten

Un film di Franco Battiato. Con Alejandro Jodorowsky, Sonia Bergamasco, Fabrizio Gifuni, Juri Camisasca, Chiara Conti Biografico, durata 92 min. - Italia 2005. uscita venerdì 3 marzo 2006. MYMONETRO Musikanten * 1/2 - - - valutazione media: 1,91 su 25 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Consigliato no!
1,91/5
MYMONETRO®
Indice di gradimento medio del film tra pubblico, critica e dizionari + rapporto incassi/sale (Italia)
 dizionari * - - - -
 critica * 1/2 - - -
 pubblico * * 1/2 - -
Trailer Musikanten
Il film: Musikanten
Uscita: venerdì 3 marzo 2006
Anno produzione: 2005
Attraverso uno strano processo ipnotico, l'ossessione di una donna per l'opera di Beethoven la porta a vivere nel 1826, l'epoca del grande compositore.
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primo piano
L'opera seconda di Franco Battiato, pretenziosa, didascalica, a tratti poco comprensibile
Francesca Felletti     - - - - -

Un film che lascia senza parole e non perché si abbandoni solo alla musica, ma perché la prima reazione che suscita, per chi non abbia avuto la furbizia di fuggire dopo la prima mezz'ora, è il silenzio. Un silenzio pregno però di domande, prima fra tutte: come è possibile che un film del genere sia stato prodotto? Ancora: come hanno potuto artisti del livello di Alejandro Jodorowsky, ma anche un Fabrizio Gifuni e una Sonia Bergamasco, parteciparvi come attori? Ma soprattutto come pensare di farlo uscire nelle sale cinematografiche? Dopo il primo, ben più promettente Perduto Amor, Franco Battiato è andato a impelagarsi in una storia senza capo né coda, al limite fra verosimiglianza e comicità (ma inevitabilmente più vicino a questa). A parte la qualità (volutamente?) amatoriale della fotografia, del montaggio, le battute improbabili dei personaggi, l'imbarazzo più pesante sta nelle vicende della coppia di autori televisivi protagonista. Alla ricerca di studiosi, scienziati e filosofi da intervistare per il loro programma in giro per il mondo, i due incontrano uno sciamano che sottopone la Bergamasco a una seduta di ipnosi regressiva. Lei, nella vita ossessionata da Beethoven, scopre di esserne stata, in una vita precedente, il principe mecenate. Da qui un lungo flash back sugli ultimi anni di vita, le manie e le follie di questo Beethoven-Jodorowsky. E poi il finale: il ritorno alla "realtà" con la tv dell'albergo dove alloggia la troupe televisiva che annuncia il colpo di stato di un fantomatico partito democratico mondiale. A tratti didascalico, a tratti enigmatico, sempre pretenzioso e inutilmente intellettualistico.

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Non commenterò il film.

giovedì 14 giugno 2007 di Edoardo Mazzaferro

Non commenterò il film aldilà di un prudente tre. Ognuno dovrà farlo per proprio conto. Perchè ognuno dovrebbe farlo. Piaccia o non piaccia, Musikanten è un film che merita di essere visto, non fosse altro per la curiosità del regista di affrontare certe tematiche perse completamente di vista (o forse quasi mai considerate, benchè centrali, aldilà dei vari R.Kelly, Linklater, Aronofsky e pochi altri)dall'industria cinematografica (specialmente italiana, dato che da anni non si sa andare oltre una continua »

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Un film a metà..

martedì 13 dicembre 2005 di NewOrder

La trama è semplice e complessa allo stesso tempo; il film, ambientato in epoca moderna, con un espediente regressivo si pone l'ardito obbiettivo di dare uno spaccato degli ultimi anni di vita di Beethoven (interpretato da A. Jodorowsky). A parte quest'ultimo, il resto del cast è quasi totalmente preso dal cinema italiano recente (Meglio Gioventù e compagnia..). Alla fine secondo me il film risulta composto di 2 parti: la parte moderna che sono riuscito ad apprezzare solo a momenti e la parte beethoveniana continua »

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di Alberto Crespi L'Unità

Quasi sei mesi dopo l’anteprima di Venezia, dove il Palagalileo (almeno alla proiezione-stampa) venne giù dai fischi, tocca tornare su Musìkanten e ribadire che Franco Battiato, al secondo film, ha perso il senso delle proporzioni. Battiato è un grande musicista, un uomo di profonda cultura e un neo-cineasta che aveva firmato un buon primo film, Perduto amor, nel quale raccontava cose che ben conosce (l’infanzia siciliana, gli esordi da cantautore a Milano). In Musikanten si inventa una «biografia immaginaria» di Beethoven, ma prima di trasferirsi nella Germania dove il sommo Ludwig Van trascorre gli ultimi anni di vita c’è un lungo prologo sulle avventure di due autori televisivi. »

di Luca Castelli Il Mucchio

Dover scrivere una recensione su Musikanten è un po' come trovarsi con un bazooka, carico e fumante, puntato su un triciclo della Croce Rossa. Spernacchiato all'ultima Mostra di Venezia e crivellato dalle critiche sui giornali, il secondo film di Franco Battiato arriva in sala indifeso e indifendibile. Già la trama è un capolavoro dell'assurdo. La regista Marta, impegnata in una serie di documentari nel Nord Europa, vive un'esperienza di "ipnosi regressiva" e si ritrova a inizio Ottocento, testimone degli ultimi anni di vita di Ludwig Van Beethoven. »

di Raffaella Giancristofaro Film Tv

Marta e Nicola, due autori televisivi, propongono alla Rai una serie d’interviste a ricercatori isolati in ambito esoterico, scientifico e musicale. Uno di loro sottopone Marta ad una regressione ipnotica che la porta indietro nel tempo, a scoprirsi il principe mecenate di Ludwig van Beethoven durante i suoi ultimi anni di vita, quando già soffriva di una fatale, inaccettabile sordità. Ma un colpo di stato sta già cercando di imporre un Uomo Nuovo. Arduo sintetizzare in poche parole la trama di Musikanten, concepito come un’opera in tre movimenti che prosegue spiritualmente temi e stilemi (qui interviene una tecnica mista di Hd Sony, 35mm e camera digitale) di Perduto amor, del quale ritornano il narratore (e nobile) Manlio Sgalambro, e Lucia Sardo. »

di Roberto Silvestri Il Manifesto

L'ipnosi, metodo non ortodosso di cura della psiche, da qualche tempo viene usato anche da altri eretici, per esempio per ottimizzare in modo pulito le performance artistiche e sportive. Ne sa qualcosa, infaustamente, Giorgio Rocca, slalomista davvero speciale. Franco Battiato nel suo secondo «cult» movie, dopo Perduto amor, fa dell'ipnosi un asse narrativo sorprendente. Non so se sia una feroce parodia dell'effetto «musica minimalista», oppure un tentativo, alla Cronenberg, di interrompere le connessioni che trasformano in pubblico passivo la mente dello spettatore attivo. »

Musikanten | Indice

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