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Ecco l'impero dei sensi
Un film di Nagisa Oshima.
Con Tatsuya Fuji, Eiko Matsuda, Taiji Tonoyama, Aoi Nakajima, Meika Seri
Titolo originale Ai no Corrida - L'Empire des sens.
Drammatico,
durata 120 (104) min.
- Giappone, Francia 1976.
- VM 18
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Un autentico mostro sacro
venerdì 4 agosto 2006
di Nazza
Raffinatezza, spettacolarità, estetismo, edonismo, eros: è una miscela esplosiva il film di Oshima. Questa pellicola è la massima espressione della consapevolezza artistica del regista giapponese, le sue scene possono risultare crude, forti ma mai volgari. Oshima cerca in tutti i modi di approfondire l'evoluzione erotica dei due personaggi coinvolti in un menage estenuante e libidinoso. Il film acquisisce quasi il valore di uno dei famosissimi horror di Dreyer; il giapponese, infatti, sfruttando continua » |
..il piacere di dare il piacere...
giovedì 26 luglio 2007
di black dahlia
Sulla base di un fatto di cronaca che sconvolse la Tokjo del 1936, il maestro Nagisa Oshima mette in scena l’eros estremo tra Kichi e la giovane cameriera Abe Sada, che riesce a realizzare il desiderio di possesso totale dell’amante/amato attraverso la sua morte, cui fa seguito l’ appropriazione delle parti virili . Sin dalle prime sequenze del film, appare chiaro come le intenzioni del regista non siano quelle di rendere la trasposizione cinematografica meno estrema della storia reale. La pellicola continua » |
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DVD | Ecco l'impero dei sensiUscita in DVD
Disponibile on line da giovedì 27 aprile 2006
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di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
Con tre anni di ritardo e dopo molti andirivieni in censura arriva sugli schermi italiani il film di Oshima che inaugurando la Quinzaine des réalisateurs fu lo scandalo di Cannes nel maggio 1976. La non attrice Eiko Matsuda e l’attore Tatsuyo Fuji, lei nella parte di una cameriera, lui nella parte del padrone dell’albergo, fanno all’amore per quasi due ore con visibile trasporto reciproco e secondo varianti nevroticamente fantasiose. Al Festival impressionò moltissimo il finale della giostra amorosa, in cui la giapponesina strangola il partner e gli taglia gli attributi, così da tenerli sempre con sé; ma forse fece ancora più effetto la scena vagamente surreale in cui l’uomo introduce un’ uovo sodo nella vagina della donna che poi provvede a espellerlo accucciandosi come una gallina. » |
di Roberto Escobar Il Sole-24 Ore
"L’erotismo - dice Georges Bataille - è, per la coscienza dell’uomo, qualcosa che ne coinvolge l’essere", una condizione di "squilibrio in cui l’essere pone se stesso" e in cui l’io si perde. Perdendo se stesso, tendendo al superamento dei limiti dell’individualità, nell’atto d’amore l’io si libera della paura della morte. Anzi, in fondo la morte - una piccola morte metaforica - è la meta ultima dell’atto d’amore. A questa meta, però non più solo metaforica, sembrano tendere Sada e Kitzi, nella tragica purezza erotica del grande film di Nagisa Oshima. » |
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di Giovanni Grazzini Il Corriere della Sera
Presentato a Cannes tre anni fa, e accolto come una chicca dai sessuomani, L'impero dei sensi arriva sui nostri schermi con sottotitoli italiani e con qualche sforbiciata chiesta dalla censura: mutazioni imposte dal “comune senso del pudore» che non giovano al suo pieno apprezzamento. Soprattutto perché, smussando le scene più scabrose, il film viene a perdere la sua cifra delirante, quel gusto dell'eccesso che ne è a suo modo la patente espressiva, l'alibi ideologico e la calamita scandalistica. » |
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