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Il segreto del bosco vecchio
Un film di Ermanno Olmi.
Con Paolo Villaggio, Giulio Brogi, Riccardo Zannantonio, Lino P. Marden
Drammatico,
Ratings: Kids+13,
durata 134 min.
- Italia 1993.
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Amministratore, per conto del nipote (R. Zannantonio), delle terre che comprendono il “bosco vecchio”, il colonnello in pensione Sebastiano Procolo (P. Villaggio) è disposto a tutto per diventare il padrone della zona, persino a eliminare il ragazzo, ma si pente, ci ripensa e si converte. Da un racconto animista (1935) del giovane Dino Buzzati, fiabesco ma già stregato, E. Olmi ha cavato una favola (troppo lunga) dove non soltanto parlano gli animali, persino gli insetti, ma prendono la parola anche le ombre e i venti. Favola che è anche una parabola cristiana ed ecologica sul rispetto per gli altri e per la natura, sul potere e l'avidità. Impregnato di un estetismo in bilico tra Bambi e il “National Geographic”, un po' inamidato in un accademismo stilistico incline all'oratoria, ha più di un passaggio e di un paesaggio di incantata suggestione lirica, come il notturno concerto del Vento Matteo che ha la voce di Omero Antonutti e il mesto, eppur epico finale. Apprezzabili la fotografia di Dante Spinotti e P. Villaggio che dà al colonnello e alla sua maligna tristezza i modi ieratici di un attore kabuki. Girato nella zona dolomitica tra Auronzo e il Passo Tre Croci. |
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premi nomination |
Nastri d'Argento 1 0 |
David di Donatello 1 0 |
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di Gian Luigi Rondi Il Tempo
Ermanno Olmi e l’ecologia. Sulle orme di un racconto di Dino Buzzati che già nel ‘35, non conoscendola, l’anticipava, dando spazio, comunque, soprattutto alla favola: a una favola per bambini in cui poter coinvolgere anche gli adulti. Eccoci nel Bosco Vecchio. Lo ha ereditato, quando ancora c’era il Regno d’Italia, un colonnello del Regio Esercito, Sebastiano Procolo, che, per occuparsene, ha dato le dimissioni. Non lo ha ereditato solo lui, però, anzi, il vero erede è un bambino, Benvenuto, suo nipote, di cui adesso è diventato il tutore. » |
di Lietta Tornabuoni La Stampa
Ermanno Olmi ha, fra molti talenti, un talento speciale, già notato nel suo bellissimo film sul Po, Lungo il fiume: sa filmare la Natura (qui le foreste, le montagne e il paesaggio delle Dolomiti) dando allo spettatore l’emozione di una scoperta; come fosse la prima volta, ogni immagine precedente sembra cancellarsi; ogni estetismo, sentimentalismo o melensaggine è spazzato via dalla sua visione forte, alta. Qui, come in tutto il cinema di Olmi, la bellezza naturale non è affatto insignificante: Il segreto del Bosco Vecchio, non poetico ma ideologico, non contemplativo ma ricco d’energia, magnificamente fotografato da Dante Spinotti, al di là del racconto fiabesco è quasi un pamphlet che pretende una nuova forma di rapporto con la Natura, armoniosa, partecipe e non utilitaristica. » |
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Venezia sogna con Olmi, trema con Harrison Ford
di Tullio Kezich Il Corriere della Sera
50a Mostra internazionale del cinema di Venezia. Presentato fuori concorso "Il segreto del bosco vecchio” di Ermanno Olmi, con Paolo Villaggio, Giulio Brogi e Omero Antonutti. VENEZIA. C’è una scena che ferma il respiro nel nuovo film di Ermanno Olmi, presentato alla Mostra fuori concorso, "Il segreto del Bosco Vecchio": ed è quando si compie, per spietato decreto del padrone, la messa a morte di una pianta che è ultracentenaria. Sappiamo già che in ogni albero del bosco fatato (e forse in tutti gli alberi del mondo) si rifugia un genio ovvero un anziano dall’aria triste, sollecito a venir fuori per guardare negli occhi il suo persecutore e chiedergli perché. » |
Una favola per farvi coraggio
di Giovanna Grassi Il Corriere della Sera
Olmi parla del suo film "Il segreto del Bosco Vecchio". Ermanno Olmi e Milano, Ermanno Olmi e il bosco vecchio, Ermanno Olmi e il cinema. Sorride pensieroso il regista. Un po' nascosto dietro le lenti degli occhiali: i capelli sale e pepe, il sorriso gentile. "Sono bergamasco e montanaro – dice – e ogni nuovo film è una montagna da scalare. È vero, vivo tra i boschi. Ma Milano è sempre stata "la mia città d’elezione" e mi rende felice il fatto che i film della Mostra vengano proiettati dove ho tanto vissuto. » |
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