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E' un film uscito nel 1981, appartenente al mito del leggendario di Re Artù, personaggio forse vissuto nel periodo 500-550 p.C. nella Britannia e che è considerato nei miti celtici come protagonista della resistenza contro gli invasori anglosassoni. La regia (e co-sceneggiatura) è di John Boorman, regista eclettico: diresse film thriller, horror di impegno sociale ed ecologico, alcuni di successo (Il sarto di Panama, Un tranquillo weekend di paura), il film ebbe un buon successo di pubblico e una critica contrastante.
Il soggetto è tratto dal racconto La morte d'Arthur di Thomas Malory del 1470 che illustra la leggenda di Arthur già presente in racconti e cronache di secoli prima tra cui quelle di Chrétien de Troyes e Goffredo di Monmouth, e a cui in parte si il regista si ispira arricchendo la trama di vicende nuove come la circostanza che Morgana (Helen Mirren) sorellastra di Artù concepisce con lui in un rapporto incestuoso un figlio che sarebbe poi diventato il crudele Mordred (Robert Addie).
La trama racconta la storia di Re Uther Pendragon (Gabriel Byrne) che ha la spada magica Excalibur grazie al mago Merlino (Nicol Williamson) che l'ha ricevuta da una dama che vive nelle acque profonde di un lago, la spada con un incantesimo di Merlino gli permette di assumere le sembianze del duca di Cornovaglia. Artù si era invaghito pazzamente della moglie del duca la bella Igraine (Katrine Boorman) e gli aveva dichiarato guerra, una notte sotto le false sembianze del duca approffittando della sua assenza, penetra nel castello e prende sessualmente Igraine con un amplesso violento. Nell'immediato prosieguo muoiono sia il Duca che re Uther che prima di morire pianta la spada in una roccia: chi la estrarrà diventerà Re, nel frattempo Igraine partorisce un bambino: Artù frutto dell'amplesso con Uther, Merlino si fa affidare il bambino e lo alleva. Il seguito è noto il giovane Artù riesce, prima nessuno era stato capace, ad estrarre la spada dalla roccia, diventa Re e crea la città di Camelot e con i 24 cavalieri della Tavola Rotonda riesce ad assicurare la pace nel reame, tra i cavalieri viene incluso Lancillotto il più valoroso di tutti che però cede alla passione per la bella moglie di Artù Ginevra (Cherie Lunghi), i 2 vengono sorpresi da re mentre dormono nel bosco dopo una notte di sesso, Artù conficca nel terreno la spada Excalibur e fugge. Nella storia viene inserita la vicenda di Galvano (Liam Neeson) che va alla ricerca del Graal non riesce nell'intento perché peccatore, riuscirà invece il suo scudiero il puro Parsifal; nel regno non c'è più la pace ma la guerra provocata dal crudele Mordred che vuole diventare re. Nella battaglia finale vincono i cavalieri di Artù grazie a Lancillotto che esce dal monastero in cui si era rinchiuso per penitenza e a Parsifal che ha trovato il Graal, ma Mordred e Artù muoiono in duello e il Re prima di morire dà la spada a Parsifal perché la restituisca alla dama del Lago.
E' un film "eclatatante" direei quasi selvaggio, che si sviluppa con un ritmo incessante per le 2h.20mn.di riprese, sembra quasi una visione allucinata o un insieme di immagini oniriche, ma lo spettacolo indubbiamente esiste ed attrae lo spettatore, colpito da una colonna sonora con reminiscenze wagneriane, suggestiva la cavalcata dei cavalieri di Artù con l'emozionante sottofondo musicale di "O Fortuna dei Carmina Burana". Lambientazione della storia è stata fatta nelle campagne irlandesi, molte scene sono ispirate ai testi che hanno trattato il mito di Artù come la la mano della Dama che esce dal Lago per consegnare e alla fine riprendere Excalibur immagini tratte da Mallory. Lo stile di Boorman pur avvolto da un'atmosfera cupa coinvolge lo spettatore e si riflette nelle scene di violenza che pur forti non offendono o danno fastidio, così come nelle scene di sesso, come lo stupro di Artù su Igraine, i nudi di Lancillotto e Ginevra che si amano e poi dormono nel bosco sono artisticamente corretti, non è presente un erotismo pacchiano per attirare lo spettatore, anzi sorprendono per la loro naturale castità.
Gli interpreti sono all'altezza di un film così particolare, su tutti emerge Nicole Williamson (Il seme dell'odio, Robin e Marian, Il fantastico mondo di OZ) che recita ottimamente nel ruolo di Merlino mago divertente e saggio, ultimo dei druidi che saranno sostituiti dai monaci cristiani. Sono presenti all'inizio di una folgorante carriera cinematografica Helen Mirren e Liam Neeson. In conclusione un film ottimo che purtuttavia presenta alcune criticità: ad esempio salti logici nel racconto e soprattutto la vicenda della cerca del Graal che appare "appiccicata" nella parte finale e che mal si collima con il resto della storia.
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