Chan Kong-sang, meglio noto come Jackie Chan, nasce a Hong Kong nel 1954. i suoi genitori sono due servitori presso l'Ambasciata francese dove trascorre gran parte della sua infanzia. Poco portato per gli studi preferisce il kung fu e lascia intravedere sin da piccolo il suo carattere irruente. A 6 anni lo mandano al Master Yu's China Drama Academy, sperando che lo disciplini oltre ad offrirgli un'opportunità nella vita. Qui impara recitazione e canto, oltre ad affinare la forma fisica e le discipline marziali, conseguendo ottimi risultati. In quegli anni partecipa a diverse produzioni dell'Accademia, soprattutto opera classica cinese, ma ben presto capisce che non è quella la sua strada.
Negli anni 70 Bruce Lee guida l'esplosione nel mondo del fenomeno cinematografico di Hong Kong, e questo garantisce al giovane Chan una certa facilità nel trovare lavoro come stuntman e nel farsi rapidamente una certa reputazione grazie alle sue incredibili capacità fisiche. Alla morte di Bruce Lee, con cui peraltro collabora in un paio di film, Chan soffre come molti della crisi produttiva che investe gli studios di HK, e decide di raggiungere i genitori nel frattempo emigrati in Australia. Qui si sforza di non perdere i contatti con l'industria cinematografica in patria e la sua perseveranza viene ripagata quando Willie Chan, un potente manager, lo convince a firmare un contratto decennale per recitare nelle pellicole di Lo Wei, un regista famoso ma troppo conservativo per la vena di Jackie Chan. Willie intuisce questo limite, e procura a Jackie due scritture con una compagnia rivale, la Seasonal, più aperta alle novità. She xing diao shou (Snake in the Eagle's Shadow) e Zui quan (Drunken Master), entrambi del 1978, hanno un successo strepitoso e lanciano Jackie Chan nello stardome hongkongese. Il sodalizio con Lo Wei si conclude, nonostante qualche brutta situazione che Chan è costretto a vivere a causa dell'intervento delle Triadi, e l'attore passa alla Golden Harvest Productions che gli garantisce libertà pressoché assoluta. Il suo stile da "superstunt" si affina proprio in quegli anni, garantendogli una popolarità incredibile legata a filo doppio alle sue strabilianti performance fisiche e alla sua spassosa comicità. Le prime esperienze negli States hanno alterne fortune, ma si rivelano frustranti per Chan che non può far leva sulle sue doti naturali, soprattutto perché le case di produzione, spaventate dalle sue imprese che potrebbero essergli fatali, gli ingiungono di evitare le scene estreme che sono proprio la sua specialità. Chan decide di concentrarsi sul mercato di HK finché l'offerta non si fa troppo ghiotta per essere rifiutata: nel 1994 torna negli States e gira Terremoto nel Bronx, incassando 10 milioni di dollari nel solo primo weekend di programmazione. La consacrazione tra le star di Hollywood è inevitabile.
Seguono una serie di film molto fortunati al botteghino, in cui Chan consolida la prassi di affiancarsi attori non orientali per renderli fruibili da un pubblico più eterogeneo possibile. Non diminuisce inoltre la sua fissazione per le scene di estrema pericolosità, che gli procurano numerosi e a volte rischiosi infortuni. Su tutti, durante le riprese di Armour of God, saltando da un muro di quattro metri Chan ha mancato l'albero sul quale sarebbe dovuto atterrare è si è procurato un'emorragia cerebrale che poteva costargli la vita. A sempiterna memoria l'incidente gli ha lasciato un pezzo di cranio conficcato nella massa cerebrale e una parziale sordità. Chan ha fatto buon frutto dell'episodio e ha preso ad inserire scene di stunting andate male nei titoli di coda dei suoi film, per sottolineare il carattere metà eroico e metà incosciente tanto della sua personalità quanto dei film che lo vedono protagonista.