| Anno | 2025 |
| Genere | Documentario, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 74 minuti |
| Regia di | Andrea Morabito |
| Uscita | lunedì 7 aprile 2025 |
| Distribuzione | Mescalito Film |
| MYmonetro | 3,25 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 2 aprile 2025
Il film narra del processo per maltrattamento di animali, durato dieci anni, che ha portato ad un risultato mai raggiunto prima.
BIGLIETTI QUI » In Italia al Box Office L'ultimo spettacolo ha incassato 17,3 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Nel 2010, a Cagliari, il volontario della Lav (Lega anti vivisezione) Roberto Corona, insieme ad altri attivisti, filma gli animali del circo Martin e denuncia le drammatiche condizioni in cui versano. Il percorso giudiziario, preso in carico dai responsabili della Lav e sottoposto alla giustizia italiana, si è protratto fino al 2024 e ha visto una condanna in Cassazione per i proprietari del Circo Martin. Una testimonianza civile si è così trasformata in un clamoroso precedente, portando finalmente alla luce lo sfruttamento degli animali a scopi ricreativi di dubbio gusto ed efficacia.
Il regista Andrea Morabito, utilizzando il materiale girato da Corona, cerca di generare empatia e partecipazione, spingendo lo spettatore ideale a mettere in discussione il modo in cui guarda gli animali.
Dopo il successo di Food for Profit, denuncia dei legami tra l'industria della carne e il potere politico, e di Cuori liberi, dedicato alla difesa dei maiali a rischio d'abbattimento per fronteggiare la peste suina, senza dimenticare la recente uscita di Christspiracy, la questione animale torna al centro del discorso in questo documentario prodotto dalla stessa Lav con un chiaro intento militante e promozionale.
Il modello di L'ultimo spettacolo (distribuito da Mescalito e fatto uscire per sensibilizzare le autorità ad attuare la Legge-delega contro l'uso degli animali in circhi e spettacoli viaggianti) è quello dell'inchiesta televisiva, con il riutilizzo del materiale di repertorio messo a disposizione dai suoi autori e il ricorso alle interviste ai protagonisti. L'effetto, di conseguenza, è quello di un prodotto che ribadisce con toni celebrativi la giustezza della causa e spera di suscitare una reazione emotiva in chi guarda (anche se non sempre basta mostrare il primo piano di un leone dallo sguardo vuoto e perduto...). A colpire del film non è tanto, o solo, la normalità delle persone che assistono agli spettacoli circensi e allo sfruttamento animale tra lo stupito e il passivo, quanto l'assoluta inattualità degli spettacoli stessi, pensati per generare meraviglia e ridotti ormai a testimoniare miseria e squallore.
Vedere oggi, insomma, un orso tenuto a bada con una museruola o un cavallo che porta in groppa una tigre è uno spettacolo sia osceno sia patetico, che oltre a perpetrare «un'intrinseca mancanza di rispetto etologico», come ha dichiarato lo stesso Morabito (anche lui volontario del Lav e da sempre impegnato a testimoniarne le attività), si situa ormai fuori dal tempo, in quegli spazi geograficamente esiliati (periferie delle grandi città, spiazzi deserti assolati o fangosi) in cui la società ricaccia gli esclusi o chi non si adegua a norme accettate a livello sociale prima ancora che giudiziario.
Ciò che emerge da L'ultimo spettacolo, anche nella semplicità dell'approccio e nella scelta di una forma totalmente al servizio del messaggio, è sì la rappresentazione di un'attività criminale finalmente punita e non più salvata, come nei decenni precedenti, da assoluzioni o richieste a non procedere, ma anche e soprattutto la rappresentazione in controluce di un'attività - quella del circo con animali mal addomesticati, denutriti, rinchiusi, abbandonati - che non ha più nulla da mostrare, se non la ripetizione di un mondo che non fa più parte di questo mondo, e dunque è giusto che venga vietato.
In nome della legge, ma anche dello spettacolo. Gli animali, del resto, come scrivono i manifestanti della Lav sui loro striscioni, al circo non si divertono.
La maggior parte delle persone secondo me oggi neanche ci pensa ai circhi e ai suoi spettacoli con gli animali. Una tradizione un po' in declino, come leggere i giornali di carta o fare le telefonate dal fisso - tranne che i giornali non fanno male a nessuno, anzi. I circhi con gli animali sono un'anomalia temporale, una forma di schiavit? sfuggita allo scorrere del tempo, che per qualche ragione resta [...] Vai alla recensione »
C'è un carretto dove c'è un orso con una museruola e una catena, trainato da un cavallo che ha una tigre sulla groppa. Ci sono gli ippopotami che non hanno abbastanza acqua per potersi immergere. Alla leonessa Elsa hanno tagliato gli artigli, come accade a molti carnivori che si trovano nei circhi. Sono solo alcune delle immagini filmate di nascosto del Circo Martin.