| Anno | 2025 |
| Genere | Drammatico, Sportivo, |
| Produzione | Italia, Francia, USA |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Giulio Bertelli |
| Attori | Yile Yara Vianello, Alice Bellandi, Sofija Zobina, Michela Cescon, Francesco Acquaroli Chiara Caselli. |
| Uscita | venerdì 29 agosto 2025 |
| Distribuzione | Mubi |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: V.M. 14 |
| MYmonetro | 2,65 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 2 settembre 2025
Tre atlete si preparano per i Giochi Olimpici di Ludoj 2024 in tiro a segno, scherma e judo, tra pressioni sociali e riflessioni sul legame tra sport e guerra. In Italia al Box Office Agon ha incassato nelle prime 6 settimane di programmazione 11,2 mila euro e 2,9 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Giochi Olimpici di Ludoj del 2024. Tre atlete si stanno allenando per partecipare alle gare nelle rispettive discipline. Si tratta di Alex Sokolov nel tiro a segno, Giovanna Falconetti nella scherma e Alice Bellandi nel judo. Devono sottoporsi a durissimi allenamenti fisici tra allenamenti in acqua, sollevamento pesi, corse sul tapis-roulant. Ma al tempo stesso, anche gestire lo stress e l'ansia della gara per reggere l'alto livello della competizione e la tensione della performance sportiva. Attraverso le loro figure, vengono messe a fuoco le contraddizioni di queste tre discipline sportive, nate in tempo di pace come allenamento per gli esercizi bellici e poi diventati sport professionistici.
"Questo film è un lavoro di fantasia ispirato a eventi accaduti nel 1982". Inizia così sui titoli di coda la didascalia di Agon, debutto nella regia cinematografica di Giulio Bertelli che fonde tecniche di design nei dettagli delle parti del corpo umano, nell'attenzione alle geometrie e ai movimenti nello spazio e soprattutto nella rappresentazione della gara lontana dalle tensioni proprie del cinema sportivo ma invece più attenta a mostrare le tecniche (il cineasta è anche velista professionista) e la pressione soggettiva a cui le atlete sono sottoposte.
Nella ricostruzione di finzione però emergono
dei frammenti di verità. Come in un documentario, ci sono dei materiali d'archivio, come quello
dell'infortunio di Ronaldo durante Lazio-Inter in Coppa Italia del 2000. È quasi una
sovrapposizione con il dolore fisico dell'operazione al ginocchio, ripresa all'inizio nel dettaglio, con
il rumore del piegamento, un dolore che si avverte anche a livello sensoriale oltre che fisico. Ma è
presente anche un altro momento fondamentale ricostruito che appartiene ad Alice Bellandi, nella
scena in cui la campionessa di judo mangia patatine e beve bibite gassate mentre si sta riprendendo
dall'infortunio; l'atleta infatti, in un'intervista di Luca Bertelli a "Il Corriere della Sera", ha
ammesso di aver sofferto di depressione e bulimia prima del lockdown e dopo le gare mangiava in
maniera compulsiva anche se aveva la sensazione di vomitare.
Agon segue traiettorie geometriche (le riprese dal basso della gara di scherma, le inquadrature della
caccia), filma le atlete come corpi-macchine. La natura più romantica (la citazione di Pierre de
Coubertin sui valori dello sport), l'ispirazione storica per le figure delle tre atlete (Giovanna d'Arco,
Cleopatra, l'ufficiale di cavalleria Nadezhda Durova) proprio per una visione del contemporaneo,
s'intreccia a un cinema di forme, prospettive, che rimanda anche all'estetica dei videogiochi.
Cala gli attori in una finzione ricostruita con l'illusione che possa trattarsi di una storia vera. Yile Vianello e Sofjia Zobina, rispettivamente nei ruoli di Giovanna Falconetti e Alex Sokolov, vengono filmate come se il film stesse mostrando frammenti della loro vita reale, così come nelle sedute con il maestro della schermitrice interpretato da Francesco Acquaroli. Del cast fanno parte anche Chiara Caselli e Michela Cescon. Si tratta certamente di un progetto ambizioso ma anche cinematograficamente impermeabile, segnato anche da una concettualità esasperata. Agon è un cinema di corpi, anatomico (i dettagli, per esempio, su teschio, denti, colonna vertebrale) che prende più direzioni. Forse troppe. Non si avventura ad essere respingente come può fare il cinema di Julia Ducournau. Ma rispetto la cineasta francese, non ha né l'impeto né la bellezza funebre. A tratti interessante a tratti alienante.
Stando all'Enciclopedia Treccani, Agone era per "gli antichi greci [una] gara (ginnica, ippica e musicale) disputata per la conquista di premi". Da questa antica competizione atletica parte l'idea dell'esordiente Giulio Bertelli di concepire il suo Agon come un finto documentario sulla preparazione atletica e i sofferti destini di tre atlete partecipanti a dei giochi fittizi chiamati "Ludoj 2024". Vai alla recensione »
Lo sport sublima la guerra, derubrica la violenza come atto di sopraffazione e la riflette nella competizione, usa il corpo come sistema di comunicazione, dalla paura all'estasi, dalla rabbia alla esaltazione, dall'urlo alla depressione: Agon (in Concorso alla SIC di Venezia 2025) è il teatro quasi astratto e metafisico di come l'ossessione per la vittoria, che è prima di tutto quella per la propria [...] Vai alla recensione »
Viene citato Pierre de Coubertin all'inizio di Agon, lungometraggio d'esordio di Giulio Bertelli. Viene ricordato come la pace tra i popoli fosse uno degli obiettivi con cui il barone, nell'ormai lontano 1896, proponeva al mondo la prima edizione dei Giochi olimpici moderni. L'idea era quella di permettere alle diverse nazioni del mondo di confrontarsi in ambito sportivo piuttosto che in quello bellico. [...] Vai alla recensione »
Visto e considerato che la città di Ludoj non esiste, non è possibile che nel 2024 vi si siano svolte le Olimpiadi estive, che per di più chiunque sa aver avuto luogo in quel di Parigi. Ludoj rimanda come assonanza a Lugoj, la cittadina rumena del Banato che fu luogo di nascita di Bela Blaskó, in arte Bela Lugosi; allo stesso tempo però fa venire in mente il "ludus", vale a dire gioco in latino.
Ci sono film che sembrano nascere dall'urgenza di uno sguardo, e altri che sembrano costruiti come dispositivi concettuali, dove l'idea precede e spesso soffoca l'immagine. Agon, esordio nel lungometraggio di Giulio Bertelli, architetto e velista, appartiene dichiaratamente a questa seconda categoria. Ambientato in una sorta di Olimpiade fittizia, i Giochi di Ludoj 2024, senza pubblico e immersa in [...] Vai alla recensione »