| Titolo originale | When the Light Breaks |
| Anno | 2024 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Islanda, Paesi Bassi, Croazia, Francia |
| Durata | 82 minuti |
| Regia di | Rúnar Rúnarsson |
| Attori | Elín Hall, Mikael Kaaber, Katla Njálsdóttir, Baldur Einarsson, Gunnar Hrafn Kristjánsdóttir Ágúst Örn B. Wigum, Þorsteinn Bachmann. |
| Uscita | giovedì 14 agosto 2025 |
| Tag | Da vedere 2024 |
| Distribuzione | Movies Inspired |
| MYmonetro | 3,10 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 8 agosto 2025
Una ragazza è alle prese con un grosso trauma. Il film è stato premiato agli European Film Awards, Frammenti di luce è 130° in classifica al Box Office. martedì 3 marzo ha incassato € 175,00 e registrato 4.621 presenze.
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Una è una studentessa d'arte di Helsinki innamorata di Diddi, suo compagno di band e come lei proveniente dalla provincia, dove vive la sua fidanzata Klara. Al termine di una lunga notte piena di luce, i due giovani si convincono a rivelare la loro storia a tutti. Prima, però, Diddi deve tornare a casa e nel corso del viaggio muore nell'incendio di una galleria causato da un incidente. Come potrà Una rivelare a tutti il suo dolore quando per il funerale di Diddi arriverà ad Helsinski Klara, affranta e consolata da tutti? Nel corso di una giornata in cui gli amici del defunto proveranno a superare insieme il dolore, Una è chiamata a nascondere i suoi sentimenti e stare vicino alla rivela diventata ora sua amica...
«C'è una crepa in ogni cosa», ha scritto Leonard Cohen nel suo verso più famoso, e «da lì entra la luce»: sembra partire da qui il film dell'islandese Rúnar Rúnarsson, il cui titolo internazionale When the Light Breaks fa proprio riferimento alla fessura di luce che spezza una superficie rivelandone la lucentezza.
L'originale Ljósbrot, invece, ripreso poi da quello italiano, significa letteralmente
"rifrazione", cioè una deviazione di luce che passa attraverso un corpo, e per estensione
"frammento di luce", un bagliore, dunque, o una scintilla. In un capolavoro del passato di
Eric Rohmer si parlava di "raggio verde", l'effetto cioè del sole al tramonto che toccando
l'orizzonte rivela per un istante una rifrazione inattesa: qui al tramonto si sostituisce
un'alba, quella che all'inizio del film vivono Una e Diddi dichiarandosi al termine di una
notte infinte il loro reciproco amore. L'attimo di bellezza e illuminazione improvvisa sarà
però stravolto poco dopo dalla palla di fuoco che inghiottirò il povero Diddi...
Tra quei due estremi di luce e calore, la fragile Una - personaggio di per sé indefinito,
androgino e silenzioso, interpretato con magico candore da Elín Hall - passa dalla felicità
allo sconforto senza poter esternare le sue emozioni. Il cuore del film è lei, estranea agli
eventi che si svolgono e paradossalmente al centro di essi. A causa del segreto che
custodisce, Una non può rivendicare lo spazio che le spetterebbe nel dolore vissuto da
tutti ed è costretta a lasciare che siano gli altri a esprimere emozioni e a chiedere
attenzione. In più, è chiamata a preservare la sua dignità, la sua capacità di far parte di un
gruppo, di una comunità, e quindi ad accettarne le regole.
La particolarità di Frammenti di luce consiste proprio nel raccontare sotto traccia una
disperazione che non può manifestarsi e che dunque dà al film una dimensione
stratificata. In superficie, dopo l'arrivo di Klara a Helsinki e la cerimonia funebre per Diddi,
il film segue un gruppo di amici impegnati in una elaborazione del lutto collettiva, tra
conversazioni, bevute, passeggiate in una città semi-deserta, dentro una luce ampia di
una primavera nordeuropea al limite dell'estate, sempre chiara e sempre sveglia.
Attraverso la presenza di Una, però, il discorso si fa più scuro perché nascosto,
sotterraneo, noto ad alcuni (tra cui lo spettatore) e ignoto ad altri. E un po' alla volta le due
dimensioni arrivano a toccarsi, e Una e Klara a sovrapporsi.
Rúnarsson gestisce questa intensa materia da melodramma immergendola nell'ambiente
indefinito del paesaggio islandese, giocando così sul contrasto tra il minimalismo dei
sentimenti, la freddezza geometrica degli spazi urbani, la maestosità delle riprese del
madre e il dolore della morte. Il film è la risultante di queste forze opposte, e risente forse
della sua indecisione e della scelta del frammento (di luce, corpi, storie) in favore di una
narrazione più ampia. Eppure è proprio l'avvicinamento fra le due protagoniste, Una e
Klara, una consapevole di tutto, l'altra ignara, a rendere autentico il realismo dei sentimenti
e a trasformare il film in un sottile coming of age, in cui una spaccatura nella vita di un
gruppo di persone si trasforma in un'occasione di crescita.
Una storia d'amore che sta nascendo viene bruscamente interrotta dal destino: come
reagirò al dolore chi non lo può manifestare?
Nella dedica a fine del film il regista Rúnar Rúnarsson cita due persone morte quando adolescenti. Penso quindi si tratti di un potente fatto autobiografico, che ha che fare con una delle cose più difficili per l’essere umano (e anche per un regista): elaborare un lutto di una persona cara morta troppo presto, quando non te lo saresti mai aspettato, e tutta la vita sembrava [...] Vai alla recensione »
Due giovani escono da uno spazio in controluce e si avvicinano lentamente. Due sagome che dagli scogli di un mare grigio si svelano allo sguardo. Sono Diddi e Una, innamorati e felici, intenti a progettare un futuro prossimo insieme, se non fosse per un incidente che stravolge i piani, i desideri, i sentimenti. Frammenti di luce, il quarto lungometraggio del regista islandese Rúnar Rúnarsson, è un [...] Vai alla recensione »