| Anno | 2024 |
| Genere | Commedia |
| Produzione | Corea del sud |
| Regia di | Jo Sun-Ho |
| MYmonetro | Valutazione: 2,50 Stelle, sulla base di 1 recensione. |
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Ultimo aggiornamento domenica 27 aprile 2025
La dolce storia d'amore tra un ragazzo che consegna cibo a domicilio e una ragazza non-udente, tra ostacoli comunicativi e traumi personali.
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CONSIGLIATO NÌ
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Young-jun ha vent'anni, non ha ancora bene chiaro cosa vorrà fare della sua vita e nel frattempo lavora controvoglia nel ristorante di famiglia. Un giorno, mentre sta effettuando una consegna di cibo in una piscina, incontra Yeo-reum, una ragazza non udente che segue la sorella minore, anche lei non udente ma campionessa di nuoto. Tra i due ragazzi nasce un legame che potrebbe diventare amore, se non fosse che la barriera comunicativa e l'incertezza di entrambi (in particolare la paura di Yeo-reum di ferire la sorella lasciandola sola nel suo sogno di eccellere nel nuoto) potrebbero invece allontanarli.
In questa docile e innocua commedia sentimentale, la disabilità è un puro pretesto narrativo per ritrarre la fragilità di chi si affaccia all'amore.
Nella prima parte il regista Jo Sun-ho costruisce alcune indovinate sequenze di fraintendimenti e buffe rivelazioni fra Young-jun, Yeo-reum e la sorella di quest'ultima, senza dare spiegazioni sul perché il protagonista conosca il linguaggio dei segni (a proposito di pretestuosità delle scelte narrative) e sfruttando il potere della comunicazione non verbale nel generare gesti, sguardi e sorrisi capaci di mostrare i sentimenti in modi originali e inattesi.
La difficoltà nel capirsi di Young-jun e Yeo-reum è naturalmente alla base degli inevitabili impedimenti della commedia sentimentale, superati inizialmente attraverso il cibo (che nel film ha un duplice valore di innesco della trama e risoluzione dei conflitti), poi dalla tenacia di Young-jun nel contrastare i pregiudizi verso i non-udenti (altra cosa pretestuosa, e presto abbandonata) e infine dal legame fra Yeo-reum e la sorella, che impedisce a entrambe di vivere una propria vita indipendente.
Proprio quest'ultimo aspetto si rivela decisivo per la costruzione del dramma. Il trauma fisico della sordità, che unisce le due sorelle, diventa simbolicamente un impedimento emotivo che invece le divide, dal momento che Yeo-reum è accusata dalla sorella di riservarle troppe attenzioni e di vivere una vita non sua.
Allo stesso modo, la reazione risentita di Young-jun, che non accetta l'iniziale allontanamento della fidanzata, nasce dallo stesso problema, che dunque funziona da evento catalizzatore. Tutto naturalmente si risolverà in una resa dei conti finale che svelerà la sorpresa della sceneggiatura di Na Jae-won e Kwak Kyung-yoon, di fronte alla quale lo spettatore più attento non resterà certo stupefatto, vista l'evidente - ma in fondo a chi importa? - poco plausibilità della soluzione.
Remake di un omonimo film taiwanese del 2009, diretto da Cheng Fen-fen e all'epoca campione d'incassi in patria, Hear Me: Our Summer scorre lieve e a tratti divertente (grazie alla coppia dei genitori di Young-jun, che funziona da coro un po' stupidino), senza che vi sia altro modo più efficace che riassumerlo nella frase che chiudeva il film originale: «L'amore e i sogni sono fenomeni strani. E per essere capiti non hanno bisogno di essere ascoltati, pronunciati o tradotti». Basta guardarsi negli occhi, muovere le mani, sorridere, e così dare un senso al mondo.
Young-jun ha vent’anni, non ha ancora bene chiaro cosa vorrà fare della sua vita e nel frattempo lavora controvoglia nel ristorante di famiglia. Un giorno, mentre sta effettuando una consegna di cibo in una piscina, incontra Yeo-reum, una ragazza non udente che segue la sorella minore, anche lei non udente ma campionessa di nuoto. Tra i due ragazzi nasce un legame che potrebbe diventare amore, se non fosse che la barriera comunicativa e l’incertezza di entrambi (in particolare la paura di Yeo-reum di ferire la sorella lasciandola sola nel suo sogno di eccellere nel nuoto) potrebbero invece allontanarli.
In questa docile e innocua commedia sentimentale, la disabilità è un puro pretesto narrativo per ritrarre la fragilità di chi si affaccia all’amore.
Nella prima parte il regista Jo Sun-ho costruisce alcune indovinate sequenze di fraintendimenti e buffe rivelazioni fra Young-jun, Yeo-reum e la sorella di quest’ultima, senza dare spiegazioni sul perché il protagonista conosca il linguaggio dei segni (a proposito di pretestuosità delle scelte narrative) e sfruttando il potere della comunicazione non verbale nel generare gesti, sguardi e sorrisi capaci di mostrare i sentimenti in modi originali e inattesi.