| Titolo originale | Chicken for Linda! |
| Anno | 2023 |
| Genere | Animazione, |
| Produzione | Francia, Italia |
| Durata | 73 minuti |
| Regia di | Chiara Malta, Sebastien Laudenbach |
| Attori | Clotilde Hesme, Laetitia Dosch, Michaël Bensoussan, Patrick Pineau, Claudine Acs Jean-Marie Fonbonne, Pietro Sermonti, Laurent Mothe, Catherine Giron, Manon Kneusé, Nathalie Kousnetzoff, Jean-Christophe Laurier, Guillaume Verdier. |
| Uscita | giovedì 5 settembre 2024 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,84 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 2 settembre 2024
Un film che parla dell'infanzia dal punto di vista di un bambino, senza essere sentimentale o esagerato. Il film è stato premiato a Torino Film Festival, ha ottenuto 1 candidatura agli European Film Awards, ha vinto un premio ai Cesar, ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Lumiere Awards, In Italia al Box Office Linda e il Pollo ha incassato 53,1 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Linda ha pochi anni e una grande ossessione per l'anello di smeraldo di sua madre, che vorrebbe indossare a casa come a scuola. Ingollato una mattina dal suo gatto viola, è accusata ingiustamente di averlo rubato e scambiato con un baschetto giallo. Linda non nega e si becca una bella punizione. Ma poi il gatto vomita l'anello con la verità e la mamma di Linda, Paulette, vuole farsi perdonare. In cambio la bambina esige "pollo e peperoni", l'ultimo piatto che le ha cucinato il suo papà prima di morire, a tavola, improvvisamente, traumaticamente. Uno sciopero generale complica il desiderio di Linda ma Paulette è pronta a tutto per trovare quel pollo e cucinarlo come promesso. Un intero quartiere finirà coinvolto nella rocambolesca ricerca di un volatile che è la chiave di un ricordo perduto.
Comincia da un lutto Linda e il pollo; ma il film di Chiara Malta (Armando e la politica) e Sébastien Laudenbach (La Jeune Fille sans mains;) ha la forma di una commedia animata musicale che rende meno insopportabile la perdita e l'oblio.
Bolle di ricordi felici
della vita a tre introducono la tragedia di una famiglia spezzata e un racconto che prende i bambini sul
serio. Sul filo dell'ostinazione della sua vivace protagonista, Linda e il pollo è un'epopea
pop di colori, avventure e note (composte da Clément Ducol) riassunta tutta nel titolo originale
(Linda veut du poule). "Linda vuole il pollo" in un giorno di sciopero nazionale. Manifesti
dappertutto, manifestazioni ovunque e polli da nessuna parte perché le macellerie sono chiuse e le
fattorie troppo lontane. Non per la madre di Linda che decide di 'rubarne' uno vivo dal pollaio.
Il furto
per amore della sua bambina diventa il pretesto per un improbabile, tenero ed esilarante inseguimento,
perché il pollo fugge e il caos regna tra poliziotti maldestri, camionisti blu, zie rosa e fantasmi
flou. Grande vincitore all'ultimo festival di Annecy, questo piccolo film, piccolo soltanto
nel budget, è una fantasia emozionale (e sociale) che ricorda da vicino i disegni dei bambini. Un'ora e
una manciata di minuti per trattare una moltitudine di temi: la relazione madre-figlia, la perdita del
proprio caro, la vita in comunità, l'amore, il rimorso, l'erosione del potere d'acquisto, i diritti degli
animali...
Un gavettone di lacrime e risate che disegna direttamente sulla nostra retina con la sua matita
agile, moltiplicando le prodezze grafiche e le belle idee come un codice di colori differenti per
distinguere i suoi personaggi (Linda è gialla, Paulette arancione, la zia di Linda rosa...) e illustrare
un'ambizione estetica e politica: l'attenzione alla singolarità vale come attenzione a tutti. Bijou
d'animazione artigianale, Linda e il pollo è un piccolo miracolo in movimento perpetuo. È
un film che scivola, un film instabile da ogni punto di vista ed è per questo che appare così vivo. La
vibrazione formale dei protagonisti contribuisce alla riuscita di questa commedia dove le porte
sbattono, le parole volano e tutto comincia con un equivoco.
Al suo centro 'cova' un segreto
proustiano, il pollo evoca a Linda un'epoca sconosciuta, il grande mistero emozionale del film. Inscritto
in un giorno di sciopero e in un quartiere operaio riconoscibile per la sua architettura, Linda e il
pollo dipinge una Francia ottimista e generosa che si raccoglie in piazza e in un racconto corale
che flirta col musical e fa voto di disobbedienza. Pieno di colori e bailamme, di fughe e ritorni, di
canzoni e tumulti collettivi, è guidato da esili figure incarnate da Mélinée Leclerc, Clotilde Hesme,
Laetitia Dosch e il nostro Pietro Sermonti, papà italiano di Linda. È un elogio all'intelligenza collettiva
affollato di personaggi secondari tutti impegnati, a loro modo, in un'assurda ricerca non priva di
amarezza per chi ha scommesso sul pollo. Se in un passaggio delizioso (e a tutta velocità) "La gazza
ladra" di Rossini accompagna la frenesia dell'animazione, sprigionando tutto il suo potenziale
umoristico, Linda e il pollo esplora sfumature emotive più cupe, frugando nella notte e nel
buio. È vero che tutti cerchiamo un anello, un pollo, una fuggitiva, ma è soprattutto un ricordo quello
che cerchiamo, il fantasma di un padre scomparso in poche vignette ronde. Perché la
memoria appare e scompare come bolle di sapone, risvegliata dalla madeleine di Proust o
dal poulet di Linda.
Da vedere. Animazione, grafica, colori, personaggi, storia...unasinfonia fantastica.
“Non esiterei a definire Linda e il pollo il miglior film di Cannes quest’anno”. Questo scriveva, nell’agosto del 2023, Peter Debruge sulla rivista "Variety", punto di riferimento del settore audiovisivo, ripensando al cartellone del festival conclusosi due mesi prima. Niente male per un film di animazione a basso budget, passato in una sezione interessante ma collaterale (Acid), che si svolge sostanzialmente a lato della kermesse principale. Ed era solo l’inizio. Oggi che sta per incontrare il pubblico delle sale anche in Italia, il film di Chiara Malta e Sébastien Laudenbach si presenta già forte di un riscontro critico e di un percorso festivaliero piuttosto eccezionali: dopo Cannes, infatti, è stata la volta di Annecy, dove ha vinto il massimo premio (le Cristal du Festival du film d'animation), poi la preapertura di Locarno 2023, e il premio per la miglior sceneggiatura al Torino Film Festival, solo per citare alcune delle moltissime, fortunate, tappe. Proprio Torino, tra l’altro, aveva tenuto a battesimo la regista con il documentario Armando e la politica, prima, e poi, nel 2019, con il primo lungometraggio di finzione, Simple Women, riportando in Italia un talento nato a Roma che ha scelto la Francia per formarsi artisticamente.
Anche Linda e il pollo, in un primissimo momento della sua costruzione, era stato pensato come un film in live action, ma le troppe complicazioni registiche e produttive che avrebbe comportato, hanno convinto Malta e Laudenbach a scegliere la strada dell’animazione. In questo modo il film non solo avrebbe fatto seguito all’ottimo risultato del primo lungometraggio animato di Laudenbach (La jeune fille sans main, 2016) , ma soprattutto avrebbe aperto la porta su un universo di possibilità in termini di colore e di movimento. Una scelta azzaccatissima: lo stile visivo, che riprende quello degli albi illustrati per l’infanzia, puntando più sul colore che sulle linee, e sfruttando narrativamente il movimento per giocare con le trasformazioni e raccordi più fantasiosi, porta vivacità e allegria dentro una storia che ha un cuore grave (un lutto pesante), ma non perde mai la leggerezza.
Dopo decadi in cui l'animazione, a seguito della storica svolta digitale, si è sempre più piegata su stessa cercando di lavorare minuziosamente con l'obiettivo di inseguire e agguantare un fotorealismo a tratti spaventosamente tecnologico (si vedano i casi dei film animati di Zemeckis, Avatar o i lavori sulla pelle, i tessuti e i liquidi perpetuati da Pixar lungo la sua carriera), stiamo vivendo ora [...] Vai alla recensione »