| Anno | 2023 |
| Genere | Poliziesco |
| Produzione | Australia |
| Durata | 108 minuti |
| Regia di | Ivan Sen |
| Attori | Simon Baker, Rob Collins, Natasha Wanganeen, Nicholas Hope, Nick Buckland . |
| Tag | Da vedere 2023 |
| MYmonetro | 3,20 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 24 febbraio 2023
Un detective arriva nell'entroterra australiano per indagare sull'omicidio di una donna aborigena.
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CONSIGLIATO SÌ
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A volte la redenzione passa attraverso una raccapricciante storia di delitto senza castigo. È quel che succede al detective Travis Hurley, che piomba sul luogo di un delitto accaduto più di vent'anni fa nell'Outback selvaggio australiano. Un femminicidio per ricostruire il quale dovrà scalfire il muro di diffidenza dei locali, per cui non rappresenta solo uno sconosciuto, per giunta poliziotto, ma un detestabile "bianco".
Il razzismo, come il rapporto tra australiani e aborigeni, è alla base del notevole noir firmato dal regista australiano indigeno Ivan Sen.
Un detective-movie che si rende affascinante grazie alla sua superlativa fotografia, alla raffinatezza del bianco e nero e alla suggestione dei paesaggi mozzafiato.
L'Australia, con i suoi spazi sconfinati e incontaminati, con le caverne, i crateri lunari, i dingo e le pietre preziose da scovare nel deserto, è la coprotagonista di un film la cui forza è saper trascinare lo spettatore a capofitto in una storia di violenze, misteri, depistaggi, segreti e verità taciute, bambini cresciuti con niente e auto bruciate.
Limbo è il nome del motel in cui alloggia Travis, indagatore inquieto ma capace di empatia, dipendente dall'eroina e con una storia familiare complicata alle spalle, intento a conquistare la fiducia dei locali per rintracciare barlumi di verità. Un uomo che sa essere ironico (la scena dello "Zio Travis" lo testimonia) e soprattutto dedito all'ascolto. Dell'altro, come dei nastri che riavvolgono le testimonianze del caso.
Tra una ricerca e l'altra non riuscirà solo a dipanare una massa intricata di indizi e di menzogne, ma anche a rintracciare il filo per ricucire rapporti sfilacciati dalla miseria e dal logorio degli anni. Tenterà di allontanare un ragazzo dalla tentazione delle droghe, come di riavvicinare un padre a suo figlio, compiendo così la sua parabola esistenziale di redenzione.
Un personaggio a tutto tondo capace di restare impresso anche grazie all'interpretazione convincente di Simon Baker, Mentalista della serie Prime Video, che ritroviamo in un look inedito rasato e ricoperto di tatuaggi. Lontano dallo stereotipo machista, si rivela un uomo vulnerabile chiamato a fare un lavoro che forse una volta lo esaltava, e che oggi lo pone di fronte a non pochi dilemmi. È il suo spessore umano a colpire, più del suo intuito nelle indagini. Merito di una sceneggiatura solida capace di percorrere due binari paralleli: da una parte la ricerca della verità, dall'altra la ricerca purgatoriale di una pace nascosta nella polvere del deserto. Proprio come una pietra preziosa.
In Limbo, invece, abbiamo a che fare con una investigazione poliziesca perché scopriamo quasi subito il busillis: il protagonista, preso quartiere in un motel scavato in una grotta rocciosa, che si chiama molto metaforicamente come il nome del film, è un detective a cui è stato dato l'incarico di riaprire il caso irrisolto (non si spiega però il perché) dell'omicidio di una ragazza aborigena di nome [...] Vai alla recensione »