| Anno | 2023 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 117 minuti |
| Regia di | A.V. Rockwell |
| Attori | Teyana Taylor, Aaron Kingsley Adetola, Aven Courtney, William Catlett, Terri Abney Delissa Reynolds, Amelia Workman, Adriane Lenox, Jolly Swag, Mark Gessner, Robert Keiley, Bianca LaVerne Jones, Lia Lando. |
| Uscita | giovedì 29 giugno 2023 |
| Tag | Da vedere 2023 |
| Distribuzione | Lucky Red |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,30 su 15 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 26 giugno 2023
Dopo che Inez ha rapito suo figlio Terry dal sistema di affidamento, madre e figlio hanno deciso di rivendicare il loro senso di casa e di famiglia. Il film è stato premiato a National Board, a Sundance, ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Spirit Awards, ha ottenuto 1 candidatura a Directors Guild, In Italia al Box Office A Thousand and One ha incassato nelle prime 12 settimane di programmazione 56,6 mila euro e 33,4 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO SÌ
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I figli del ventre spietato di New York sono tutti uguali. Poco importa siano di pelle, idiomi e culture differenti, siano biologici, adottivi o rapiti da madri e padri reali o prestati dal destino. Sono tutti dei sopravvissuti diversamente resistenti in una metropoli che li osserva dall'alto, mentre cambia aspetto per non tradire una bussola vocazionale orientata al futuro.
Al suo esordio in un lungo di finzione, A.V. Rockwell dal Queens ma di genitori giamaicani, scrive e dirige un dramma famigliare dal respiro epico che decostruisce dal basso il mito della Grande Mela dal punto di vista di una donna African-american inquadrata nel suo conflittuale rapporto con la maternità e, in estensione, con se stessa e con una comunità di appartenenza che sente sfuggirle di mano.
Rockwell sceglie di raccontare la vicenda di Inez De La Paz, giovane parrucchiera nata e cresciuta a Harlem negli anni '80, a partire dal 1994, l'anno di elezione di Rudy Giuliani a sindaco di New York. Uscita di galera per piccoli reati, la donna s'imbatte in Terry, un bimbo di sei anni dagli occhi tristi e in apparenza abbandonato, e se lo porta via. Si scopre avere una famiglia di adozione, Inez crea con lui un rapporto di istantanea confidenza, di "maternità": potrebbe esserne la genitrice biologica che - da ragazza single e inesperta - aveva scelto di affidarlo altrove.
O forse no. Questo poco conta, perché l'intenzione di Rockwell è accompagnare lo spettatore nelle pieghe esistenziali di Inez e Terry, cui si aggiunge la figura di Lucky, ex e rinnovato compagno della donna, padre esemplare per improvvisazione. É il tentativo di una famiglia distorta, ruvida ma appassionata di resistenti - a tratti resilienti - ciò che la regista vuole ritrarre, incorniciata nella cosiddetta "ultima vera città" dai rumori inconfondibili che si mescolano agli onnipresenti r&b e funky (splendida la soundtrack di Gary Gunn), spazio sonoro osmotico al racconto.
Dramma di sostanza umanista, meritevole vincitore al Sundance del Gran premio della giuria per un film drammatico, A Thousand and One si espande lungo la linea del tempo seguendo tappe seminali nella mutazione fisica e spirituale del tessuto urbano/sociale e politico newyorkese: il 2001 con l'11 settembre lasciato fuori campo ma determinante nelle sorti repressive che alimentò, e il 2005 con il neo sindaco Bloomberg a contribuire alla gentrificazione, concetto e pratica sociale contro la quale in parte si è generata l'idea del film.
La regista sa come e dove guardare l'umanità ferita messa a fuoco nel suo testo dopo averne sceneggiato la drammaturgia e i caratteri con eloquenza tridimensionale: i dettagli e i volti in primissimo piano costituiscono un full frontal emozionale esente da retorica, perché non c'è traccia di giudizio, solo capacità di (rac)cogliere la verità di gesti, affetti, scontri e silenzi.
E perfettamente a servizio di tale verità è stato assemblato il cast, a partire dalla protagonista Teyana Taylor, superstar dell'r&b e coreografa di fama mondiale, capace di accendere le luci e le ombre dalle forme somatiche, espressive e vocali di Inez, donna complessa, fragile e irresistibile, energica e segreta, quasi un rilievo caravaggesco in cui il bene e il male non possono che coesistere e sanguinare insieme.
finalmente un film come si deve,nonostante la tragicità del racconto,è molto bello,attori all'altezza.
Fu Ruth Glass nel 1964, riferendosi al mutamento sociale in corso nel distretto londinese di Islington, a utilizzare per prima in ambito accademico il termine gentrification, tradotto in italiano con "gentrificazione", con il quale si intende descrivere il processo economico secondo il quale zone proletarie e sottoproletarie non periferiche dei grandi conglomerati urbani vengono acquistate dalle classi [...] Vai alla recensione »