| Titolo originale | Marry Me |
| Anno | 2022 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | USA |
| Durata | 112 minuti |
| Regia di | Kat Coiro |
| Attori | Jennifer Lopez, Owen Wilson, Sarah Silverman, Chloe Coleman, John Bradley (II) Michelle Buteau, Ryan Foust, Blaise Corrigan, Kathryn Grace, Utkarsh Ambudkar, Jimmy Fallon, Brady Noon, Keith Ewell, Stephen Wallem, Taliyah Whitaker, Logan Crawford, Giuseppe Ardizzone, Nataly Santiago, Oliver Stern, Alex Perez, Jonathan M. Parisen, Dominick Sabatino. |
| Uscita | giovedì 10 febbraio 2022 |
| Distribuzione | Universal Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,55 su 13 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento mercoledì 9 febbraio 2022
Un' improbabile storia d'amore che parla di due persone diverse alla ricerca di qualcosa di vero in un mondo dove il valore di ciascuno è dettato dalla quantità di "mi piace" e numero di follower. In Italia al Box Office Marry me - Sposami ha incassato 1,1 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Kat Valdez salirà sul palco duettando con Bastian, canteranno la loro nuova hit, Marry Me, e poi lui le chiederà di sposarlo. Milioni di follower assisteranno alla scena e migliaia di loro saranno presenti al concerto live, l'evento più atteso della pop culture odierna. È per puro caso, invece, che a quel concerto ci finisce anche Charlie Gilbert, professore di matematica alle medie, divorziato, disperatamente alla ricerca del legame perduto con la figlia dodicenne; che Kat Valdez scopre che Bastian la tradisce un attimo prima di essere assunta in scena; che, confusa e arrabbiata, la pop star decide di sposare uno sconosciuto qualunque e posa lo sguardo proprio sullo spaesato Charlie, rivoluzionandogli l'esistenza.
Se quello che conosci ti delude, magari la risposta è in ciò che non conosci. È con questo genere di spiegazioni insoddisfacenti che gli sceneggiatori di Marry Me (o i produttori, o chi ha realmente pensato il film) cominciano da subito un'opera di autosabotaggio dell'opera, minando le basi di un'idea che poteva essere divertente a colpi di trovate non sviluppate, citazioni che sfiorano il plagio (da Richard Curtis in particolare), personaggi che non parlano e agiscono in corrispondenza col loro profilo (Charlie su tutti), che abitano ambienti che non possono permettersi e indossano imbarazzanti quantità di trucco prima che tutto questo abbia un'anche timida giustificazione.
"Non si tratta della fama, ma della mia credibilità", confessa la super star al marito fantoccio in un momento di intimità, lamentandosi delle richieste di un sistema che le organizza la vita e le riscrive continuamente la biografia. Ma è esattamente la credibilità a fare cilecca in Marry Me .
E non è un problema dell'idea. Per quanto balzana, per quanto irrealistica, l'idea era perfetta per una commedia sentimentale. È la stessa di quel capolavoro di Notting Hill. È tutto il resto che non è credibile, a partire dalla passività del personaggio di Charlie interpretato da Owen Wilson. Perché anche le favole (o soprattutto loro) hanno bisogno di essere ben raccontate, mentre con ogni probabilità anche per i dodicenni che mette in scena questo film sfigurerebbe al confronto di qualsiasi buon episodio di una buona serie televisiva.
Ci si può divertire comunque, di sicuro distrarre, perfino provare tenerezza verso i personaggi della miliardaria che sceglie sempre l'uomo sbagliato e del professore di matematica che si trova suo malgrado tra le cosce possenti di Jennifer Lopez, ma probabilmente non è il genere di tenerezza che gli interpreti miravano a suscitare.
Poiché però è troppo facile fare strike con dei birilli che nemmeno stanno in piedi da soli, e poiché il film e le canzoni che pubblicizza faranno la loro scalata nonostante tutto e tutti, vogliamo trovare una nota positiva nel suggerimento che l'icona in calzamaglia e collier di diamanti offre ai ragazzini del club di matematica. In fondo, ballare per contrastare l'ansia non è affatto una cattiva idea. Molto più saggia che sposare uno sconosciuto.
Marry Me è una commedia romantica d’altri tempi. L’inverosimiglianza sta solo nel presupposto, nell’idea dell’incontro di una celebrità con un personaggio più che ordinario. Anche se siamo, comunque, in territori già battuti, in dinamiche alla Notting Hill. Per il resto, tutto va come deve andare, le tappe, i punti di svolta e le crisi, il lieto fine. [...] Vai alla recensione »
Nel collegio femminile Edelvine academy una presenza malefica si scatena dopo che un gruppo di ragazze ha provato a evocare un fantasma. Vista la carriera di Simon Barrett come scrittore di horror (è lo sceneggiatore del sorprendente You're next e ha contribuito alla serie V/H/S) non c'è da stupirsi che Seance dia il meglio nelle parentesi umoristiche.