| Anno | 2021 |
| Genere | Drammatico |
| Produzione | USA |
| Durata | 111 minuti |
| Regia di | Ricky Staub |
| Attori | Idris Elba, Caleb McLaughlin, Lorraine Toussaint, Jharrel Jerome, Method Man Swen Temmel, Byron Bowers, Kristoffe Brodeur, Samantha Steffen, Jennifer Butler, Ivannah-Mercedes, Jamil Prattis, Liz Priestley, Michael Ta'Bon, Devenie Young, Patrick McDade, Danny Plaza, Andrew K. Stoltzfus, Canyon Formato, Albert C. Lynch Jr., Michael 'Miz' Upshur, Jessica Ball (II), Donovan M. Ellerbee, Cynthia Allen, Georgie Bonds, Charlie 'Choo Choo' Gough, Aedan Jayce, Sydney D. Denkins. |
| MYmonetro | 2,69 su 9 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 1 aprile 2021
La storia di Cole, un quindicenne di colore, costretto a vivere col padre, che per lui un estraneo, a Filadelfia Nord. Nella nuova città trova il modo di riscattarsi, nonostante la violenza e la povertà diffusa.
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CONSIGLIATO NÌ
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Cole è un ragazzo di Detroit con seri problemi di condotta scolastica, tanto che sua madre mette insieme le sue cose, lo carica in macchina e lo lascia a Philadelphia di fronte all'abitazione del padre Harp. Questi è un uomo dalla forte etica, che proibisce al figlio di passare tempo con l'amico Smush, finito in un giro malavitoso, e cerca di trasmettergli il proprio stile di vita da cowboy metropolitano. Harp fa infatti parte del Fletcher Street Urban Riding Club, un gruppo di afroamericani che si dedica alla cura dei cavalli nel bel mezzo del ghetto di Philadelphia. Per Cole l'incontro con loro sarà una scuola di vita.
Racconto di formazione fin troppo classico, con l'educazione al duro lavoro e all'amore per gli animali come antidoto alla violenza della strada, Concrete Cowboy racconta una comunità urbana originalissima nel più tradizionale dei modi.
Tanto è affascinante il mondo presentato nel film, quanto è risaputa la storia di Cole, che attraversa un passaggio obbligato dietro l'altro del suo percorso di crescita senza che il film trovi mai un respiro personale. L'intento è più prosaico che poetico, ma senza restituire vera durezza nel parlato, nelle situazioni e neppure nella messa in scena o nella scelta musicale. Siamo dunque molto lontani, per esempio, dall'affine e dolente Charley Thompson di Andrew Haigh.
Nel romanzo 'Ghetto Cowboy' di Greg Neri, da cui il film è tratto, il protagonista era più giovane e capace di meravigliarsi, mentre qui lo troviamo insofferente e affascinato dall'amico Smush, che fa soldi facili nel giro della criminalità. L'unico didascalismo che il film ci risparmia, è raccontare cosa abbia combinato il ragazzo a Detroit, perché è ovvio che l'assenza della figura paterna ha finito per essere per lui un problema. Purtroppo Harp avrebbe invece meritato maggiore sviluppo, visto che nel film non sembra aver sofferto l'assenza del figlio e la sua voglia di educarlo appare semplificata, come data per scontata.
In mezzo a questo poco entusiasmante dramma, la parte più interessante è sicuramente l'incongrua presenza dei cavalli a Philadelphia, con tanto di veri membri del Club tra gli attori, a garantire una sensazione di autenticità. La loro storia invece finisce troppo spesso in secondo piano rispetto al percorso del ragazzo, che dovrà apprendere i rischi della strada prima di arrivare finalmente a legarsi davvero al padre, compiendo insieme a lui un atto di ribellione.
Sono i discorsi intorno al fuoco - acceso dentro un bidone, come in una sorta di western post-moderno - a dare un po' di respiro alla comunità dei cowboy, alla loro storia all'interno della città, alle rivendicazioni della loro identità nera e alla loro battaglia per difendere il proprio stile di vita. Temi forti e personaggi singolari che sarebbero stati materia perfetta per un documentario, ma che nel film finiscono quasi frustrati dalla storia di Cole.
Più relativamente originale è la figura interpretata da Method Man, un poliziotto che è anche un cowboy e quindi cerca di far osservare la legge ma pure a suo modo di proteggere la comunità. Diviso tra due vocazioni e piuttosto malvisto, sarebbe stato un personaggio riccamente conflittuale, persino un buon protagonista, o comunque una figura perfetta per raccontare il complesso rapporto tra la città e questa comunità, ma si tratta anche in questo caso di un'occasione sprecata.
Il regista Ricky Staub, alla sua opera prima, sceglie la strada più semplice e banale per affrontare questo mondo e non naufraga solo grazie al buon cast, in cui spiccano Idris Elba e Jharrel Jerome e dove anche il ragazzino nero di Stranger Things, Caleb McLaughlin risulta convincente.
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