As i Want

Film 2021 | Documentario +13 79 min.

Anno2021
GenereDocumentario
ProduzioneEgitto, Francia, Norvegia, Palestina
Durata79 minuti
Regia diSamaher Alqadi
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro Valutazione: 3,00 Stelle, sulla base di 1 recensione.

Regia di Samaher Alqadi. Un film Genere Documentario - Egitto, Francia, Norvegia, Palestina, 2021, durata 79 minuti. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 Valutazione: 3 Stelle, sulla base di 1 recensione.

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Ultimo aggiornamento lunedì 22 agosto 2022

Il Cairo, 25 gennaio 2013. Una serie di aggressioni sessuali avviene in piazza Tahrir nel giorno del secondo anniversario della rivoluzione. In risposta, un'enorme folla di donne infuriate si riversa nelle strade.

Consigliato assolutamente no!
n.d.
MYMOVIES 3,00
CRITICA
PUBBLICO
CONSIGLIATO SÌ
Scheda Home
Critica
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Cinema
Trailer
Una testimonianza preziosa, intima ma soprattutto politica.
Recensione di Simone Emiliani
lunedì 22 agosto 2022
Recensione di Simone Emiliani
lunedì 22 agosto 2022

Il Cairo, 25 gennaio 2013. Sono passati esattamente due anni dalla rivoluzione egiziana con la caduta di Mubarak in seguito ai movimenti di protesta dei cittadini. L'euforia e le speranze si sono però dissolte. Nel corso di quella giornata alcune ragazze sono state aggredite sessualmente durante le manifestazioni in piazza Tahrir. Di conseguenze, un'enorme folla di donne di tutte le età si riversa nelle strade e a loro si unisce anche la regista Samaher Alqadi, affrontando a viso aperto ogni uomo che fa un commento o una battuta a sfondo sessuale e utilizzando la sua telecamera come un'arma e per documentare quello che sta avvenendo. Le riprese coincidono con la sua gravidanza e sono anche l'occasione per ripensare alla propria infanzia in Palestina e allo stretto legame con la madre scomparsa.

C'è il dettaglio della pancia della regista Samaher Alqadi all'inizio di As I Want, suo primo lungometraggio. Lo sguardo della cineasta già si proietta verso il futuro. Quello personale, quello del proprio paese.

I frammenti del documentario si costruiscono sotto i suoi occhi, seguendo un percorso logico ed emotivo. Non c'è, intenzionalmente, distanza da parte sua in quello che viene mostrato. Anzi, la regista si mette in gioco già nel momento in cui si sofferma sul video dove l'aggressione della ragazza durante la manifestazione in piazza Tahrir viene evidenziata con un cerchio in rosso. Ma soprattutto il suo corpo si fa strumento per rivendicare i diritti delle donne, soprattutto dopo la salita al potere del presidente Mohamed Morsi, candidato dei Fratelli Musulmani, nel giugno 2012.

Filma gli uomini che le fanno battute sessiste per strada, li affronta direttamente, li segue. "Se esci vestita così può succederti di tutto" o "Il tuo vestito è corto e i tuoi capelli scoperti" sono alcune delle frasi che le vengono rivolte. Colpisce però soprattutto la reazione e le critiche di alcune bambine che indossano l'hijab e che trovano il suo look e il suo comportamento inappropriati. Da questo punto di vista il suo documentario diventa strumento politico e la telecamera il mezzo per proteggersi e attaccare.

Il coinvolgimento totale non sempre le permette di avere la necessaria lucidità. As I Want aveva probabilmente bisogno di prendersi un tempo maggiore, soprattutto per approfondire quello che stava avvenendo in Egitto oltre le proteste delle donne per strada o l'aggressione con i proiettili sparati dai Fratelli Musulmani prima della caduta di Morsi con il colpo di stato militare del 3 luglio 2013 ad opera del Ministro della Difesa Abdel Fattah al-Sisi. Le speranze e le delusioni sul futuro appaiono più personali che collettive.

As I Want diventa più centrato quando entra nella sfera intima. La figura della madre della regista viene inquadrata mentre pulisce la verdura o nel video del matrimonio della sorella nel 1991. C'è sempre un commento, una frase nella sua voce-off che tende a ribadire cose già dette, come se Samaher Alqadi non si fidasse del tutto delle proprie immagini. Eppure il suo impeto, la sua rabbia, la sua paura nascosta emergono chiaramente. Potrebbe essere solo la prima parte di altri documentari sullo stesso in tema. Altrimenti, resta soprattutto come gesto politico e testimonianza non sempre compiuta ma comunque preziosa sulla condizione femminile nel mondo arabo. 

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lunedì 22 agosto 2022
Simone Emiliani

Il Cairo, 25 gennaio 2013. Sono passati esattamente due anni dalla rivoluzione egiziana con la caduta di Mubarak in seguito ai movimenti di protesta dei cittadini. L’euforia e le speranze si sono però dissolte. Nel corso di quella giornata alcune ragazze sono state aggredite sessualmente durante le manifestazioni in piazza Tahrir. Di conseguenze, un’enorme folla di donne di tutte le età si riversa nelle strade e a loro si unisce anche la regista Samaher Alqad.

I frammenti del documentario si costruiscono sotto i suoi occhi, seguendo un percorso logico ed emotivo. Non c’è, intenzionalmente, distanza da parte sua in quello che viene mostrato. Il coinvolgimento totale non sempre le permette di avere la necessaria lucidità. Resta soprattutto come gesto politico e testimonianza non sempre compiuta ma comunque preziosa sulla condizione femminile nel mondo arabo. 

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lunedì 22 agosto 2022
Simone Emiliani

Un prezioso documentario sulla condizione della donna in Egitto. Vai al filmVai all'articolo »

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