| Titolo originale | Kød & Blod |
| Anno | 2020 |
| Genere | Thriller |
| Produzione | Danimarca |
| Durata | 88 minuti |
| Regia di | Jeanette Nordahl |
| Attori | Sidse Babett Knudsen, Elliott Crosset Hove, Carla Philip Røder, Henrik Vestergaard Omar Shargawi, Besir Zeciri, Joachim Fjelstrup, Benjamin Kitter, Sofie Torp, Sandra Guldberg Kampp. |
| Tag | Da vedere 2020 |
| MYmonetro | 3,21 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 3 maggio 2022
Una ragazza si ritrova coinvolta nelle attività criminali della famiglia.
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CONSIGLIATO SÌ
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Ida è una diciassettenne rimasta improvvisamente orfana dopo un grave incidente stradale. Gli unici parenti che ha e che sono disposti ad accoglierla sono la zia Bodil e i suoi tre figli maschi. Anche se tutto sembra procedere come in una normale famiglia la ragazza dovrà presto rendersi conto che il 'lavoro' che tiene impegnata la zia e i cugini è l'usura della peggiore specie con tanto di aggressioni a chi non paga.
L'opera prima di Jeanette Nordhal entra a buon diritto nel novero dei lungometraggi d'esordio di qualità.
Scritto a quattro mani con Ingeborg Topsøe Wildland si presenta come un'analisi carica di tensione di un gruppo di famiglia deviante. Riesce a portare a termine il compito con successo grazie a una protagonista, Sandra Guldberg Kampp, che all'epoca delle riprese aveva tre anni in più del personaggio affidatole ma sapeva come 'entrare sotto la pelle' di un'adolescente appena sopravvissuta ad un forte trauma fisico (ma anche e soprattutto) psicologico. Perché la sceneggiatura le offre pochissime battute e tutto deve essere costruito attraverso il suo sguardo e la sua presenza, costretti a un costante understatement. Lo spettatore viene messo sin da subito sull'avviso perché Ida non vorrebbe andare a vivere con i parenti anche se l'accoglienza non è per nulla scostante. Nordhal riesce però ad inserire con abilità e cura certosina piccoli tasselli di disagio che contrastano con l'apparente quotidianità di una famiglia qualsiasi. Li scopriamo insieme alla protagonista in equilibrio instabile costante nel rapporto con una zia con cui la madre non aveva più rapporti. La donna sembra protettiva nei suoi confronti almeno quanto lo è in quelli con i suoi figli, uno dei quali ha il ruolo del figliol prodigo. Sidse Babett Knudsen (che è comparsa sui nostri schermi in Aspettando il re e in Inferno tra gli altri) si confronta con una generazione di attori abbastanza distante dalla sua cesellando un personaggio ambiguo ma senza ricorrere a trucchi del mestiere già abusati. La sua Bodil è tanto aperta e disponibile quanto pronta ad ergere barriere nei confronti di chiunque possa costituire il seppur minimo ostacolo al suo potere indiscusso sui figli che o le obbediscono ciecamente oppure tentano, come David, di sfuggire al suo controllo senza però riuscirvi completamente. Il cinema danese ha trovato una nuova autrice di cui attendere con fiducia la verifica in una serie attualmente in post produzione dedicata a Karen Blixen.
Una famiglia decisamente disfunzionale, quella che si svela, poco a poco, nel corso del film Wildland, opera prima della regista danese Jeanette Nordahl (prodotta da Snowglobe), un dramma dai toni cupi presentato al 30° Noir in Festival e vincitore del Black Panther Award 2021, che racconta una storia oscura di illegalità e matriarcato, inteso come predominio psicologico e sociale della donna (qui [...] Vai alla recensione »