| Titolo originale | Never Gonna Snow Again |
| Anno | 2020 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Polonia |
| Durata | 113 minuti |
| Regia di | Malgorzata Szumowska, Michal Englert |
| Attori | Alec Utgoff, Maja Ostaszewska, Agata Kulesza, Weronika Rosati, Katarzyna Figura Andrzej Chyra, Lukasz Simlat, Jaroslaw Milner, Krzysztof Czeczot, Wojciech Starostecki, Roman Gancarczyk, Ewa Dalkowska, Wiktoria Gorodecka, Ewa Kolasinska. |
| Uscita | martedì 9 novembre 2021 |
| Tag | Da vedere 2020 |
| Distribuzione | I Wonder Pictures |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,40 su 17 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 8 novembre 2021
Zhenia, massaggiatore dell'Est, diventa una sorta di guru in un quartiere abitato da gente ricca e annoiata. In Italia al Box Office Non cadrà più la neve ha incassato 5 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Zhenia conosce tutte le lingue, soprattutto quella del corpo. Massaggiatore venuto dall’Est, si ‘guadagna’ il permesso di esercitare la sua professione a Varsavia. I suoi clienti vivono tutti in un complesso residenziale impersonale, dove case, cani e affanni si somigliano. Depressi, angosciati, alienati, trovano in Zhenia cura e sollievo. La terapia fisica allevia il loro dolore, l’ipnosi li sprofonda nel fondo dell’inconscio, dove gli occhi cedono e i pensieri fluttuano. Incantatore di uomini e animali (domestici), Zhenia scioglie i nodi e poi svanisce come la neve. L’ultima, prima che il riscaldamento globale divori l’inverno del nostro scontento.
Ci sono film che non si lasciano afferrare, che svolgono racconti sospesi, sollevano domande, producono incertezza e nessuna risposta definitiva. Non cadrà più la neve partecipa a quell’indeterminatezza, volgendo uno sguardo corrosivo sulla Polonia trent’anni dopo la caduta del comunismo.
Al cuore della storia un misterioso personaggio, sopravvissuto al disastro di Chernobyl e dotato di un’energia ‘radiante’. Zhenia (Oleh Yutgof) mette la sua straordinaria abilità al servizio degli altri, esibendo le loro ansie, portando a consapevolezza il malessere e ridefinendo il loro posto nel mondo. Un mondo che lascerà con un ‘prestigio’. A immagine di Jacek (Un’altra vita-Mug), il nuovo protagonista di Malgorzata Szumowska tende uno specchio a chi lo circonda, rispecchiando la loro xenofobia, le loro miserie, i loro pensieri irrazionali.
Zhenia è un ucraino emigrato in Polonia, il motore economico e ideale di un paese che gira a vuoto. La spiritualità spiccata e l’evidente prestanza ne fanno una sorgente di ispirazione e un oggetto di desiderio (o di lusso) per le anime perdute di una comunità ripiegata su se stessa.
Non cadrà più la neve è un film magico e visivamente ispirato ficcato in un angolo di Varsavia, una riflessione sull’individuo e la società, il corpo e lo spirito, che conferma la solida reputazione dell’autrice e la sofisticazione estrema del suo approccio. A rafforzarsi sono anche i toni atoni e un catalogo di tic del cinema d’autore che ‘raffreddano’ quel calore umano che il protagonista cerca dietro alla vernice borghese. I suoi soggetti, differenti tra loro, sono sempre storie di solitudine. Una solitudine ‘trattata’ senza giudizio e concentrata sulla complessità delle relazioni umane.
Senza imporre mai una lettura allo spettatore, l’autrice polacca rende conto delle difficoltà dell’essere al mondo. Il prologo, anche questa volta opaco e diffuso di un humour discreto, si inscrive nel registro dell’assurdo. Il racconto si articola invece intorno a case tutte uguali e gruppi familiari sull’orlo di una crisi di nervi. Alla porta di famiglie borghesi che hanno perso qualsiasi intenzione del volo, suona un massaggiatore, forse un mago, forse un profeta, forse un santo. Tutti cedono al suo fascino, tutti sono trasfigurati.
Teorema o parabola che sia, Non cadrà più la neve non si preoccupa troppo di fare ipotesi o morali. Imperscrutabile e segreto, segue il suo ‘agente di cambiamento’. Avanza a colpi di esperienze tattili, chimiche, sensoriali, sessuali, fino a trascendere e poi scendere sulla terra in forma di neve. Quella feroce e abbagliante di Puškin e Tolstoj.
In “Never Gonna Snow Again”, purtroppo snobbato da critica e giuria a Venezia 77, nulla è lasciato al caso: ogni scena ed ogni elemento all’interno di essa sono studiati nei minimi dettagli e sono resi con un’eleganza formale sopraffina. Alla fine della visione si rimane spiazzati, senza certezze. Si può rimanere col senso di vuoto che il film lascia [...] Vai alla recensione »
Chiudete gli occhi e contate fino a sei. Uno: voltatevi e riavvolgete il nastro delle vostre vite fino all'ormai storica Biennale di Venezia del 2020. Due: vi trovate al Lido dopo svariati mesi di oblio, l'idea di tornare al cinema risveglia nel vostro animo una strana e timorosa eccitazione. Tre: Sfogliate il programma e fate scorrere l'indice fino ai nomi di Malgorzata Szumowska e Michal Englert. [...] Vai alla recensione »