Love, Victor

Film 2020 | Commedia 30 min.

Regia di Jason Ensler, Alex Hardcastle, Rebecca Asher, Anne Fletcher, Todd Holland, Jay Karas, Anu Valia, Amy York Rubin. Una serie con Michael Cimino (II), Mason Gooding, Ana Ortiz, Nick Robinson, Lukas Gage. Cast completo Genere Commedia - USA, 2020,

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Il viaggio di Victor alla scoperta di se stesso.

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Dall'autore di Tuo, Simon.
a cura della redazione
giovedì 13 maggio 2021
a cura della redazione
giovedì 13 maggio 2021

Victor Salazar, teenager di origine ispanica, si trasferisce con la famiglia dal Texas alla Georgia. Sua sorella Pilar è furiosa perché in Texas ha lasciato il fidanzatino, e anche Victor è piuttosto spaesato, non solo a causa del trasferimento ma anche della propria identità sessuale, già messa in discussione ad Atlanta. A risollevare i suoi dubbi sono due nuovi amici conosciuti al liceo locale: Mia, la bella della scuola, che sembra avere un debole per lui, e Benji, un ragazzo apertamente omosessuale, per cui Victor prova una forte attrazione. E poiché il liceo in questione è lo stesso che ha frequentato Simon Spier, un adolescente che proprio lì ha fatto outing qualche tempo prima, è a lui che Victor si rivolge via chat per manifestare le sue incertezze.

Episodi: 10
Regia di Jason Ensler, Alex Hardcastle, Rebecca Asher, Anne Fletcher, Todd Holland, Jay Karas, Anu Valia, Amy York Rubin.

Un nuovo capitolo della serie, onesto ed esplicito nel trattare un tema delicato come la scoperta dell'omosessualità

Recensione di Paola Casella

Alla fine della prima stagione Victor Salazar, teenager di origine ispanica trasferitosi da poco ad Atlanta, era arrivato al punto di annunciare alla propria famiglia di essere gay, ma era stato preceduto dall'annuncio a sorpresa della separazione dei genitori. Nella prima puntata della seconda serie Love, Victor il ragazzo decide comunque di proseguire con la sua rivelazione, e tutto lo sviluppo drammaturgico a seguire avrà a che fare proprio con le conseguenze di quel gesto, non solo su Victor ma su ogni componente della sua famiglia e sulla sua cerchia di amici, perché "il coming out non riguarda solo chi lo fa".

Questa seconda stagione è anche più realistica della prima perché mostra senza ipocrisie le ragioni di tutti, e il modo in cui anche chi sulla carta sembra pronto ad accettare l'omosessualità spesso si trovi poi in difficoltà a gestirne la quotidianità, soprattutto nella fase iniziale.

Nel caso di Victor, a sorpresa, non è il padre macho a ritrovarsi spiazzato dalla rivelazione del figlio ma la madre, che si scopre non ancora pronta ad accettare l'identità sessuale del ragazzo e il suo rapporto con il fidanzato Benji. Ma anche per Mia, l'ex ragazza di Victor, lo chock è difficile da superare, tanto più che si ritrova ad essere l'unica "spaiata" del gruppetto di amici, che comprende anche Felix, Lake e Andrew.

Ancora una volta Love, Victor si rivela una serie molto onesta e a tratti anche esplicita nel trattare un argomento delicato come la scoperta dell'omosessualità negli adolescenti. Certo, la glossa Disney è sempre presente, ma i temi sollevati sono sinceri e li si affronta in modo coraggioso e utile per la platea di giovanissimi per cui questa serie è intesa, ma anche per i loro genitori, cui è consentito dare voce alle proprie perplessità e insicurezze sull'argomento senza giudicarli.

La sessualità, non solo quella dei teenager, viene rappresentata come un ventaglio di possibilità, senza bisogno di schierarsi a paladini di un'opzione sola. E il messaggio è quello dell'accoglienza dell'altro nella sua interezza, evitando di nascondere non solo le proprie inclinazioni, ma anche i propri dubbi e le proprie inadeguatezze.

È anche molto onesta l'analisi delle ripercussioni che ha la rivelazione dell'omosessualità, raccontate non per distogliere alcuno dal rendere pubblica la propria identità di genere, ma per preparare tutti, chi è gay come chi non lo è, ad un effetto a catena che va messo in conto, senza paura ma con consapevolezza. Perché non è vero che le reazioni degli altri "sono solo rumore", come dirà Benji a Victor, ma modificano lo scenario dei rapporti umani a noi più vicini.

Episodi: 10
Regia di Jason Ensler, Alex Hardcastle, Rebecca Asher, Anne Fletcher, Todd Holland, Jay Karas, Anu Valia, Amy York Rubin.

Una serie spin-off delicata e luminosa, che non fa rivoluzioni ma riesce con la sua semplicità a farsi voler bene

Recensione di Paola Casella

Victor Salazar, teenager di origine ispanica, si trasferisce con la famiglia dal Texas alla Georgia. Sua sorella Pilar è furiosa perché in Texas ha lasciato il fidanzatino, e anche Victor è piuttosto spaesato, non solo a causa del trasferimento ma anche della propria identità sessuale, già messa in discussione ad Atlanta. A risollevare i suoi dubbi sono due nuovi amici conosciuti al liceo locale: Mia, la bella della scuola, che sembra avere un debole per lui, e Benji, un ragazzo apertamente omosessuale, per cui Victor prova una forte attrazione. E poiché il liceo in questione è lo stesso che ha frequentato Simon Spier, un adolescente che proprio lì ha fatto outing qualche tempo prima, è a lui che Victor si rivolge via chat per manifestare le sue incertezze.

Love, Victor è una sorta di spin off di Tuo, Simon, il film del 2018 che aveva per protagonista quel Simon Spier, e che si è rivelato un successo fra gli adolescenti grazie al tono garbato ma sincero con cui affrontava il tema dell'omosessualità fra i teenager.

La sceneggiatura della serie è firmata dallo stesso duo, composto da Elizabeth Berger e Isaac Aptaker, e il tocco è simile: leggero ma onesto nell'affrontare la confusione identitaria che caratterizza l'età dell'adolescenza, con il frequente corollario della sessualità.

Qui però, a differenza che in Tuo, Simon, la famiglia ispanica di Victor potrebbe essere meno pronta ad accettare l'orientamento sessuale del figlio, qualora si rivelasse diretto al suo stesso genere: il padre di Victor, in particolare, lo spinge con allegro machismo "latino" verso le conquiste femminili. Victor inoltre si deve confrontare anche con un bullo locale che ha messo gli occhi su Mia e non perde occasione per sminuire il nuovo arrivato. Dunque la sceneggiatura della serie si spinge un po' oltre quella del film al quale è ispirata, e c'è una maggiore attenzione, in conformità con i tempi, verso i temi dell'inclusione etnica e dell'esclusione sociale (e famigliare?) legata alla diversità.

La confezione è semplice, lineare, movimentata da un montaggio allegro e da scenografie luminose, come si conviene ad un prodotto Disney, e il tema della sessualità è affrontato in maniera delicata ma (relativamente)più esplicita dato il contesto. Niente di rivoluzionario, ma una sceneggiatura agile e dialoghi che, al netto della glassa disneyana, piuttosto credibili.

La vera marcia in più è un cast azzeccato, a cominciare da Michael Cimino (nessuna parentela con l'omonimo regista), italoamericano con ascendenze portoricane, nei panni di Victor: la sua dolcezza naturale lo rende un maschio beta irresistibile, soprattutto per il suo target di età. Lo affiancano Rachel Hilson, già nota al pubblico per il ruolo della giovane Beth nella serie This Is Us, molto efficace nell'incarnare una ragazza che non ha scarificato alla popolarità la propria indole riservata e riflessiva, e Anthony Turpel nei panni di Felix, l'amico goffo e pasticcione ma spontaneo e lealeche molti hanno (o avrebbero voluto avere) avuto al liceo.

Love, Victor non fa rivoluzioni, ma riesce a farsi voler bene, e tratta con dolcezza e una certa determinazione il tema della ricerca della propria identità di genere, con il rischio che essere se stessi, qualunque cosa voglia dire, abbia un costo sociale che non tutti sono preparati ad accettare.

Episodi: 10
Regia di Jason Ensler, Alex Hardcastle, Rebecca Asher, Anne Fletcher, Todd Holland, Jay Karas, Anu Valia, Amy York Rubin.

La prima stagione della serie

Recensione di a cura della redazione

Victor Salazar, teenager di origine ispanica, si trasferisce con la famiglia dal Texas alla Georgia. Sua sorella Pilar è furiosa perché in Texas ha lasciato il fidanzatino, e anche Victor è piuttosto spaesato, non solo a causa del trasferimento ma anche della propria identità sessuale, già messa in discussione ad Atlanta. A risollevare i suoi dubbi sono due nuovi amici conosciuti al liceo locale: Mia, la bella della scuola, che sembra avere un debole per lui, e Benji, un ragazzo apertamente omosessuale, per cui Victor prova una forte attrazione. E poiché il liceo in questione è lo stesso che ha frequentato Simon Spier, un adolescente che proprio lì ha fatto outing qualche tempo prima, è a lui che Victor si rivolge via chat per manifestare le sue incertezze.
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