| Anno | 2019 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Regia di | Walter Veltroni |
| Attori | Stefano Fresi, Giovanni Fuoco, Simona Molinari, Francesca Zezza, Jean-Pierre Léaud Sergio Pierattini, Laura Efrikian, Silvia Gallerano, Shi Yang, Max Tortora, Anna Billò, Giovanni Benincasa, Maria Teresa Baluyot, Francesco Castelli Battinara di Zubiena, Eleonora De Laurentis, Damiano Di Lella, Teresa Federico, Tommaso Marrazzo, Valentina Minzoni, Giuliana Nanni. |
| Uscita | giovedì 7 marzo 2019 |
| Distribuzione | Vision Distribution |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,20 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento domenica 24 marzo 2019
Un viaggio attraverso un'Italia dimenticata e capire che essere fratelli può essere una scoperta sorprendente, come un meraviglioso arcobaleno a due volte sovrapposte. Il film ha ottenuto 2 candidature e vinto un premio ai Nastri d'Argento, In Italia al Box Office C'è tempo ha incassato 320 mila euro .
C'è tempo è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
Compra subito
|
CONSIGLIATO NÌ
|
Stefano è un quarantenne precario che svolge due mansioni: l'osservatore di arcobaleni e il guardiano di uno specchio che riflette i raggi del sole illuminando il paesino di Viganella, dove l'uomo si è trasferito insieme alla moglie Luciana. Mentre fa la guardia allo specchio, Stefano viene raggiunto da una notaia che gli affida la tutela legale di un ragazzino, Giovanni, che risulta essere suo fratellastro, in quanto figlio di secondo (o terzo, o quarto....) letto di quel padre che Stefano non ha mai conosciuto. Inizia qui un percorso di reciproca conoscenza fra il quarantenne sovrappeso e chiacchierone e il 13enne sottotaglia e compassato, che prenderà la forma di un road movie fra Emilia Romagna e Toscana.
È davvero difficile valutare C'è tempo, a prescindere da chi l'ha scritto, cosceneggiato e diretto, quel Walter Veltroni che è stato politico e direttore di giornale prima di cimentarsi con la scrittura creativa e il documentario filmico, e finalmente debuttare nel cinema di finzione.
È ancora più difficile perché l'identità del suo autore emerge da ogni singola inquadratura, come è normale che sia. C'è tempo tracima riferimenti cinematografici che dichiarano la passione cinefila di Veltroni, e che lo spettatore si può divertire a individuare. Ma nonostante il regista si sia (saggiamente) circondato di solidi professionisti, da Doriana Leondeff alla sceneggiatura a Davide Manca alla fotografia, il suo film risulta ancora amatoriale, il che non toglie nulla alla genuinità dell'intenzione, ma molto alla qualità dell'esito finale.
Si fa fatica a trovare momenti filmici spontanei: nella recitazione del pur solido Stefano Fresi (migliore quella naif dei "non attori" Giovanni Fuoco, Francesca Zezza e la cantante Simona Molinari); nella meccanica degli eventi, che rivela ad ogni passo la sua gestazione a tavolino; nei dialoghi, che spesso enunciano o sottolineano invece che, semplicemente, parlare. Così come Stefano chiede al saputello Giovanni "Ma come parli?", gli spettatori si potrebbero porre la stessa domanda rispetto ai personaggi del film, perché non basta la reiterazione di alcuni colloquialismi ("Ma che davero?" o "Anche no" e "Anche meno") a rendere credibili le conversazioni fra i personaggi.
C'è tempo resta intrappolato nella finzione senza mai lasciar filtrare la realtà, dimenticando proprio quella lezione di Ettore Scola che il film cita esplicitamente nelle prime scene. E impone ai suoi personaggi una consapevolezza dei propri "difetti fatali" che dovrebbe emergere solo a conclusione del loro processo di crescita. Veltroni decide di "tagliare" ogni volta che la storia rischia di prendere una piega dolorosa, come dopo l'incontro di Stefano con la madre o dopo la disturbante rivelazione di Giovanni sul padre, per riprendere senza sosta l'inseguimento agli arcobaleni, sotto una luce invariabilmente splendente.
C’è tempo, e Walter Veltroni trova il tempo per consegnarci una favola delicata: i protagonisti sono due fratelli, orfani dello stesso padre; non si sono mai conosciuti e proprio la morte del genitore li obbliga ad unirsi: Stefano deve portare il piccolo Giovanni a casa per poi spedirlo in collegio. Stefano è un precario, di mestiere studia gli aquiloni; è un sognatore, poco [...] Vai alla recensione »
Stefano, quarantenne precario e irrisolto, di lavoro fa l'osservatore di arcobaleni. Lui, che di suo padre non ha mai voluto sapere neanche il nome, deve lasciare il paesino del Piemonte in cui vive per correre a Roma. Improvvisamente si è ritrovato orfano e con un fratellastro tredicenne di cui non conosceva l'esistenza, Giovanni, rimasto solo al mondo. Accettandone la tutela, Stefano potrà beneficiare di un lascito a suo favore. Lui è dubbioso ma sua moglie ha un piano: prendere i soldi e lasciare il ragazzino in un collegio. Inizia così un viaggio attraverso un'Italia dimenticata dalle autostrade che, grazie all'incontro con la cantante Simona in tour con sua figlia, farà capire a entrambi che essere fratelli può essere una scoperta sorprendente, come un meraviglioso arcobaleno a due volte sovrapposte.
In occasione dell'uscita al cinema di C'è tempo, dal 7 marzo al cinema, il regista Walter Veltroni racconta il film.
Parafrasando una celebre uscita di Godard a proposito di John Wayne, potremmo suggellare così la recensione di «C'è tempo»: come posso amare Veltroni per la passione, il culto, la bulimia cinefile e non amare il suo primo film di finzione che ne costituisce una sorta di distillato in purezza? Forse si tratta del fatto che il 63enne ex uomo politico di massimo rango ha tramutato in fiaba universale, [...] Vai alla recensione »