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Ultimo aggiornamento lunedì 2 marzo 2020
In occasione del centenario della fine della guerra, il regista Peter Jackson racconta il conflitto ai giovani. Il film ha ottenuto 1 candidatura a BAFTA, In Italia al Box Office They Shall Not Grow Old - Per sempre giovani ha incassato 17,5 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Come si può raccontare in forma di documentario la Prima Guerra Mondiale al pubblico contemporaneo partendo dal dato concreto che tutte le immagini dell'epoca sono in bianco e nero? Peter Jackson risponde montando insieme le sequenze più significative di oltre 600 filmati girati durante quel conflitto e, dopo circa mezz'ora, trasformandole in immagini a colori, accompagnate dalle testimonianze audio di decine e decine di ex combattenti britannici recuperate dagli archivi della BBC e dell'Imperial War Museum.
Jackson si lancia anche in un doppiaggio di molti dei soldati in scena, immaginando le loro esclamazioni e i loro lamenti, e aggiungendo suoni d'ambiente compatibili con ciò che stiamo osservando.
Tutto questo non è particolarmente originale: nel cinema italiano recente c'è il lavoro di Leonardo Tiberi, che in Fango e gloria racconta quella stessa guerra attingendo ai materiali d'archivio dell'Istituto Luce e poi procede a colorizzarli e doppiarli. A Differenza di Tiberi però Peter Jackson dispone di un budget e una strumentazione tecnologica infinitamente superiori. Dunque il suo documentario restituisce al sanguinoso conflitto mondiale del '14-'18 i colori in tutta la loro vividezza: dal rosso del sangue, che rende le immagini dei cadaveri dei soldati davvero scioccanti, al verde del gas nervino, senza dimenticare le tinte accese dei fiori di campo che spuntano ostinatamente ai margini dei campi di battaglia.
La cifra autoriale di Jackson è evidente non tanto nella cura maniacale con cui ha effettuato insieme alla sua squadra il lavoro di colorizzazione, doppiaggio e montaggio delle immagini di repertorio, quanto nell'attenzione a dettagli che prima vengono mostrati in campo lungo, dove servono ad umanizzare scene di mobilitazione collettiva altrimenti troppo impersonali: una bambina che si aggrappa al padre intenzionato ad arruolarsi, un londinese che salta al volo su un double-decker a Piccadilly Circus, un cappello a larga testa in mezzo a un mare di coppole, un militare che inciampa interrompendo il procedere della marcia.
Alcuni di questi dettagli sono sottolineati dal colore, come aveva fatto Spielberg con la bambina dal cappottino rosso in Schindler's List. Altri sono evidenziati dalla reiterazione che ripropone le stesse immagini in close up, isolando quelle espressioni spaventate e sperse che, nelle immagini di gruppo, potevano sfuggire allo spettatore.
Le battaglie sono disegnate perché non c'era ovviamente nessuno a filmarle, e le illustrazioni dei giornali dell'epoca servono a rappresentare la ferocia di quella guerra combattuta corpo a corpo, con fucili e baionette. Jackson usa anche sapientemente il ralenti e la dissolvenza per dare spessore epico ad immagini altrimenti quotidiane, anche se la guerra che racconta resta fatta di fame e freddo, di macerie e paesaggi desolati, di sporcizia, topi e pidocchi (in questo ricordando il recente documentario di Folco Quilici Animali nella Grande Guerra, sempre basato su materiali del Luce). E le letture d'epoca in voce fuori campo non possono non far pensare a Naples '44 di Francesco Patierno, che raccontava le conseguenze della Seconda Guerra Mondiale attraverso le immagini del Luce e le parole di un ufficiale inglese di stanza a Napoli.
They Shall Not Grow Old ricorda un esercito di giovanissimi che non sarebbero mai riusciti ad invecchiare, partiti per la guerra con entusiasmo patriottico e uno zaino contenente un solo cambio di calzini, convinti che "l'Inghilterra non poteva che vincere" e pronti a fare tutto ciò che sarebbe stato loro ordinato. Niente avrebbe potuto preparali per gli orrori che avrebbero affrontato, per la dissenteria e il puzzo di cadavere, per le continue esplosioni e i corpi crivellati. "Tutti i miei ideali romantici sulla guerra sono in breve tempo spariti", ricorda un ex militare. "Era inevitabile che sviluppassimo le caratteristiche dell'animale killer", conclude un altro.
L’Imperial War Museum di Londra e la BBC hanno messo a disposizione i filmati d’archivio a Peter Jackson per realizzare un documentario sui cento anni dalla fine della Prima Guerra Mondiale. Il regista cambia i formati, monta le immagini, doppia le scene, colora ogni singolo fotogramma dal loro originale in bianco e nero: il risultato è encomiabile per fatica, impegno e cura profuse, [...] Vai alla recensione »
Le rievocazioni della Prima guerra mondiale, più di cent'anni dopo la sua fine, pare siano anche una sorta di eredità di affetti familiare. Così è stato per Sam Mendes, che si è ispirato alle storie del nonno Alfred per 1917, così è per Peter Jackson, al cui nonno combattente William They Shall Not Grow Old è dedicato. Ma se Mendes ne ha fatto un'impressionante epopea adrenalinica che pare un videogioco [...] Vai alla recensione »