| Anno | 2018 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 90 minuti |
| Regia di | Leonardo Pieraccioni |
| Attori | Leonardo Pieraccioni, Michela Andreozzi, Elena Cucci, Caterina Murino, Claudia Pandolfi Gabriella Pession, Mariasole Pollio, Antonia Truppo, Nunzia Schiano, Sergio Pierattini, Gianluca Guidi. |
| Uscita | giovedì 29 novembre 2018 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,36 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 14 gennaio 2019
Cosa succederebbe se qualcuno mandasse di nascosto alle tue ex dal tuo cellulare: "Sono cambiato. Riproviamoci!"...? In Italia al Box Office Se son rose ha incassato 4,3 milioni di euro .
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CONSIGLIATO NÌ
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Leonardo è un cinquantenne ostinatamente single che fa il giornalista di successo sul web occupandosi di alte tecnologie e ha una figlia di 15 anni, Yolanda, lascito di un matrimonio naufragato. Yolanda è stanca di vedere il padre nutrirsi di involtini primavera surgelati e crogiolarsi nel suo infantilismo regressivo, e pensa che la chiave di volta possa essere una relazione stabile. Per metterlo di fronte ai suoi innumerevoli fallimenti in materia sentimentale Yolanda decide di mandare a tutte le ex di Leonardo un sms che dice: "Sono cambiato. Riproviamoci!". E le sue ex rispondono, ognuna secondo la propria modalità.
La premessa di questa ennesima avventura cinematografica di Leonardo Pieraccioni contiene in sé un numero esorbitante di implausibilità, a cominciare dall'agiatezza economica di un giornalista web, per continuare con la disponibilità di una serie di donne adulte a rispondere ad un messaggino da parte del tipo che le ha lasciate per proseguire la sua strada di serial lover.
Ma come premessa comica è curiosa, e ha il potenziale per una di quelle farse alla francese cui il cinema d'oltralpe ci ha abituati negli ultimi anni. Il punto debole è la struttura narrativa creata da Pieraccioni insieme a Filippo Bologna, che cede spesso al buonismo e al moralismo di facciata e si lascia andare a svolte e dialoghi via via più improbabili.
I punti di forza invece sono una serie di personaggi che, pur nella loro assurdità, rivelano angolazioni interessanti, anche perché sono affidati all'interpretazione di una galleria di attori competenti, fra cui Antonia Truppo, Gianluca Guidi e soprattutto Gabriella Pession, che regala tenerezza e tempi comici impeccabili al ruolo di Elettra sul quale si sarebbe potuta costruire un'intera commedia: la virago pragmatica con un perverso ascendente su un farloccone di provincia come il Pieraccioni cinematografico.
La sceneggiatura, pur nelle sue derive demagogiche (fra cui il ritratto maschilista di un'oca giuliva detta 48 per il suo presunto numero di neuroni), lascia spazio all'improvvisazione vernacolare di Pieraccioni, vero punto di forza del comico. E apre a quella vena malinconica che, in un paio di occasioni (l'incontro con la fidanzatina del liceo, il dialogo finale con l'ex moglie), lascia intravvedere qualche sprazzo di autenticità autobiografica e un principio di vera autocritica.
La domanda centrale della storia, ovvero "Quando e perché finiscono gli amori?", nasconde uno strazio sincero, soprattutto nei confronti di un'unione matrimoniale terminata nonostante una figlia molto amata. Considerato che il suo nume tutelare dichiarato è Monicelli, Pieraccioni fa bene ad esplorare il lato amaro del proprio personaggio, smarcandosi occasionalmente dalla melassa.
Se son rose è la riflessione di un Peter Pan sulle proprie responsabilità nei fallimenti sentimentali collezionati nel tempo, ma anche sulla fragilità strutturale di una generazione maschile autocompiaciuta e programmaticamente immatura. Con un po' di coraggio in più Pieraccioni potrebbe uscire dalla dimensione fintamente fanciullesca ed entrare con successo in quella cinico-romantica alla Bill Murray, versione toscana.
Leonardo Pieraccioni è tornato dietro la macchina da presa per la sua nuova commedia dal titolo Se son rose, dal 29 novembre in sala. Questa volta mira a indagare con il sorriso i motivi per cui una storia d'amore finisce e ci si lascia. Il protagonista, interpretato da Pieraccioni, è un giornalista per il web ma anche il padre di Yolanda (Mariasole Pollio). Sarà proprio quest'ultima, stufa di vedere il padre davanti alla tv, a ricontattare le sue ex con un sms che contiene la proposta di riprovarci.
Alla sua tredicesima prova da regista il comico ha scelto di tornare a girare nella sua Toscana, selezionando accuratamente un cast tutto al femminile.
Troviamo Claudia Pandolfi, nei panni della ex moglie, e il quartetto di interpreti Caterina Murino, Michela Andreozzi, Gabriella Pession e Antonia Truppo nei panni - che più curiosi e diversi non si può - delle ex fidanzate. Non solo ricordi viventi, ma promotrici di cambiamento: sono pronte a farlo riflettere tanto sui complicati meccanismi amorosi e relazionali, quanto sul suo ruolo di padre di una ragazza adolescente.
Così Micaela Andreozzi racconta a MYmovies.it la sua esperienza sul set: "Io interpreto il primo amore del protagonista, ma anche la ex legata al tradimento. Il bello è che non mi ricordo neanche di averlo tradito! Il set di Leonardo è rilassato e spassoso, mi ha fatto piacere che mi abbia coinvolto in un episodio così dolce: anche se entrambi siamo comici è venuto fuori qualcosa di molto tenero e a tratti serio".
Tutt'altro che serio il personaggio affidato all'ex bond girl Caterina Murino: "Io sono Benedetta, donna che non mi somiglia per niente... Sarò una suora laica, ho fatto una fatica per parlare in quel modo, mi vedrete buffa e divertente"
Un film a capitoli, a incontri, con volti di donna che si alternano tra passato e presente. Un viaggio sentimentale nel tempo, nel passato, per raccontare come la noia, la litigiosità, il tradimento e il cambiamento possano corrompere anche la più rosea storia d'amore.
Nota a margine: il film è dedicato alla figlia di Pieraccioni, Martina, di sette anni, a detta sua "l'unica donna della mia vita".
Film divertente e di una simpatia unica, i suoi film sono una garanzia di leggerezza e comicità mai volgare. Bella la musica e le location fatta di borghi con panorami mozzafiato. La scena con il cameo di Vincenzo Salemme da morire dal ridere. così come la scena della cena con la quarta ex. Certo che abusa nel fare film sui suoi rapporti con le donne, ma lo fa veramente con grande [...] Vai alla recensione »
Leonardo Pieraccioni gira sempre lo stesso film toscano, ma ha esperienza di sceneggiatore e regista, cosi Se son rose è uno dei suoi lavori migliori. Ogni episodio ripropone a un giornalista di mezza età, già vincitore del premio Montanelli, un'ex fidanzata da riconquistare sotto gli occhi dell'ex moglie (Claudia Pandolfi) che s'è risposata. Il Nostro finge che ciò sia normale: parla di famiglia allargata, [...] Vai alla recensione »