| Titolo originale | The Whole Truth |
| Anno | 2016 |
| Genere | Drammatico, Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 93 minuti |
| Regia di | Courtney Hunt |
| Attori | Keanu Reeves, Renée Zellweger, Gugu Mbatha-Raw, Gabriel Basso, Jim Belushi Jim Klock, Ritchie Montgomery, Christopher Berry, Lara Grice, Nicole Barré, Lucky Johnson, Lyndsay Kimball, Jason Kirkpatrick, Sean Bridgers, Jackie Tuttle, Mattie Liptak, Ryan Grego, Thomas Francis Murphy, Dana Gourrier, Samantha Beaulieu, Wes Cannon, Jeff Grays, Barry Smith (II), Larry McGhee, Chauntrell Shelby, Mac Alsfeld. |
| Uscita | giovedì 15 giugno 2017 |
| Distribuzione | Videa |
| MYmonetro | 2,56 su 7 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 23 giugno 2017
Un ragazzo viene accusato dell'omicidio del padre la cui difesa è in mano ad un affascinante e misterioso avvocato. In Italia al Box Office Una doppia verità ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 405 mila euro e 174 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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L'avvocato Ramsay si sfida da solo: difenderà Mike, il figlio di Loretta Lassiter, dall'accusa di aver assassinato il padre, Boone. I Lassiter sono amici di famiglia, eppure il lavoro di Ramsay ha i tratti di una missione impossibile: non solo tutte le prove puntano il dito contro il ragazzo, ma lui stesso è, in un certo senso, reo confesso. Come se non bastasse, Mike non accenna a voler parlare, nemmeno col suo avvocato difensore, costringendolo ad improvvisare in aula e coi testimoni. Eppure, c'è stato un periodo della vita in cui Boone e Mike erano molto legati e il primo, a sua volta avvocato di grido, ha insegnato al figlio tutti i segreti del suo successo.
Comincia come il racconto di un'avventura hardboiled, il film di Courtney Hunt, con la voce narrante di Ramsay a farne in partenza un antieroe, un solitario, tutto intuito e scarsa disciplina, ma si risolve, alla fine, quasi nel suo contrario.
E, sia detto subito, il finale delude, sonoramente, implacabilmente. Però, per il resto del tempo, il film aggancia, pur nella semplicità della costruzione, che usa l'aula di tribunale e quel che viene detto al suo interno come trampolino per il lancio dei flashback: le vere tessere del puzzle che va componendosi. Aggancia perché, facendosi bastare poche occasioni e pochissimi personaggi (un barbecue, una notte di sesso, il giorno stesso dell'omicidio), porta in vita un mondo. È il mondo della borghesia agiata di una piccola comunità della calda, sudaticcia Lousiana, dove tutti si conoscono e rivestono un ruolo l'uno per l'altro e per la società, ed è proprio nel tradimento di quel ruolo e nei segreti alla luce del sole che si allunga l'ombra del delitto.
Ramsay ha una strategia precisa: prendere l'avversario, ovvero la giuria popolare, per sfinimento. Far crescere in essa, grazie all'accumulo di una serie di colpi assestati sempre nella stessa direzione (contro l'imputato), il desiderio di un ribaltamento dell'ultimo minuto, di un colpo di scena, di una narrazione meno scontata e lineare di quella di un parricidio che nessuno mette in fondo in discussione. E non c'è dubbio che la regista voglia fare altrettanto, tirare la corda, metterci al posto della giuria. Il gioco le riesce però solo fin dove si tratta di stimolare nel pubblico il desiderio; le manca invece, in seguito, il coraggio di andare a fondo e così fa parlare Mike troppo presto, troppo poco, per correre verso un finale che è la parte meno interessante del tutto.
Il titolo originale The Whole Truth (Tutta la verità), rispecchia di più il contenuto del film. Si tratta di un legal thriller ambientato durante un processo penale con numerosi flashback che illustrano le circostanze e i personaggi che saranno al centro di un processo penale. La trama: il film si svolge in un'aula di tribunale ed inizia con la ricostruzione dell'omicidio [...] Vai alla recensione »
Dopo l'ottimo debutto nel 2008 con Frozen River, Courtney Hunt torna alla regia per dirigere il legal thriller, Una doppia verità, il cui titolo originale è The Whole Truth ossia «L'intera verità». Una differenza, quella dei titoli, quasi di natura filosofica, come se la «verità» in Italia, o quanto meno per i distributori che si sono assunti l'onere di mandare in sala questo film, sia qualcosa cli [...] Vai alla recensione »