| Titolo originale | Sieranevada |
| Anno | 2016 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Francia, Romania, Bosnia-Herzegovina |
| Durata | 173 minuti |
| Regia di | Cristi Puiu |
| Attori | Mimi Branescu, Judith State, Bogdan Dumitrache, Dana Dogaru, Sorin Medeleni Ana Ciontea, Mirela Apostu, Eugenia Bosânceanu, Ilona Brezoianu, Ioana Craciunescu, Valer Dellakeza, Aristita Diamandi, Simona Ghita, Marin Grigore, Mara Elena Andrei, Ana Branescu, Tatiana Iekel, Petra Kurtela, Rolando Matsangos, Catalina Moga, Anca Paul, Liviu Popp, Leo Profir, Ileana Puiu, Iulian Puiu, Marian Râlea, Alexandru Vasile, Andi Vasluianu, Stefan Voicu, Silvia Nastase. |
| Uscita | giovedì 8 giugno 2017 |
| Tag | Da vedere 2016 |
| Distribuzione | Parthénos |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,38 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 16 giugno 2017
La famiglia si riunisce per commemorare la morte del patriarca e nel ritrovarsi, si scoprono. In Italia al Box Office Sieranevada ha incassato 17 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Bucarest tre giorni dopo l'attacco a Charlie Hebdo a Parigi. Sono trascorsi quaranta giorni dalla morte di suo padre e il dottor Lary raggiunge i propri familiari per una cerimonia commemorativa in casa della madre. Tra i presenti emergono, sempre più evidenti, le tensioni che sono di varia natura.
Sono trascorsi 25 anni da quando le televisioni di tutto il mondo mostrarono le immagini di Nicolae Ceausescu dopo l'esecuzione della sentenza di condanna a morte. Finiva con lui una forma particolare di comunismo che si basava sul potere di qualcuno che si poteva definire più che un dittatore un satrapo che aveva appoggiato il suo potere dispotico su un odio nazionalistico (volutamente malcelato) nei confronti della Grande Madre URSS.
Il film di Puiu si interroga su cosa sia ora la Romania e lo fa attraverso quella straordinaria cartina al tornasole che è la famiglia, aiutato in questo da una tradizione locale che vuole che quaranta giorni dopo la cerimonia funebre familiari ed amici del defunto si riuniscano per commemorarlo. Per traslato sono il Conducator Ceausescu e il suo regime ad assumere il ruolo del convitato di pietra in questo microcosmo in cui domina la menzogna (quella del Padre e anche quelle di una parte di coloro che gli sono sopravvissuti).
C'è chi mente a se stesso pretendendo di vedere complotti ovunque (talvolta a ragione ma spesso negando qualsiasi possibilità di una ricerca della verità 'vera'). C'è chi si è ancorata a un passato che vuole continuare a ritenere glorioso e ha chiuso gli occhi dinanzi alla realtà. C'è chi le si oppone ma resta nelle panie di un presente che non è poi così radioso. Ma soprattutto c'è chi ha fatto della menzogna il proprio modo di essere quasi finendo con il credere che corrisponda al vero. C'è poi chi, come la moglie di Lary, crede di poter sfuggire a tutto ciò rifugiandosi nel consumismo ma la realtà finirà con il presentare il conto anche a lei.
In un film tutto racchiuso nelle pareti domestiche, tranne due scene girate in esterno una delle quali in apertura, Puiu si dichiara fin da subito, grazie ai movimenti della macchina da presa, come colui che spia e ci fa spiare uno spaccato di società su cui lascia a noi di esprimere un giudizio. Ci chiede cioè se la negazione sistematica della realtà imposta da un regime ormai relegabile nel passato abbia avuto così tanta forza da protrarre la sua influenza sul presente oppure se l'oggi non sia stato capace di produrre validi anticorpi accontentandosi della morte del Padre della Patria come se ciò fosse sufficiente. Chi poi volesse anche interrogarsi sul senso del titolo del film è bene che sappia che oltre sulla vaga reminiscenza western Puiu puntava soprattutto su un titolo che non potesse essere cambiato all'estero.
Sieranevada è un film estenuante per la sua lunghezza, soffocante nel suo essere così claustrofobico, irritante per il peso delle situazioni famigliari, ma molto bello. La sua durata, infatti, è di quasi tre ore (173 minuti) girate con pochissimi piani sequenza. In effetti, una mezz’ora in meno non avrebbe tolto significato al film anzi, lo avrebbe reso ancora più [...] Vai alla recensione »
Un tempo, per ridimensionare un film considerato statico e verboso si diceva: "Troppo teatrale". E i cinefili reagivano spiegando che il problema non sta nel teatro, ma in come si filma uno spazio chiuso.
Ci sono importanti film che si svolgono in due o tre stanze (pensate solo di recente ad Amour di Michael Haneke) e ci sono pellicole che risultano fasulle anche se fanno di tutto per far dimenticare l'origine teatrale - molte trasposizione shakespeariane fallimentari stanno a testimoniarlo.
Magari qualcuno definirebbe spregiativamente teatrale anche Sieranevada, essendo concentrato in un appartamento non troppo spazioso di una media famiglia romena. Del resto, lo stesso regista Cristi Puiu deve essere stato consapevole di questa intima contraddizione del cinema - il sogno del viaggio e dello spazio infinito versus la claustrofobia e gli interni - visto che ha beffardamente intitolato il suo lavoro con un'indicazione geografica di ampio respiro, del tutto irrelata al racconto.
Tre ore quasi in unità di tempo luogo e azione, con due brevi uscite, tra sala da pranzo, cucina, camera da letto, studio e corridoio di un famiglia rumena estesa (tre generazioni), riunita a celebrare i 40 giorni dalla morte del padre. Pene, rimorsi, litigi, delusioni, rabbie di ciascuno, l'incrocio di punti di vista politici su terrorismo, comunismo, corruzione, passato e presente del Paese, sono [...] Vai alla recensione »