| Titolo internazionale | My Name Is Annemarie Schwarzenbach |
| Anno | 2015 |
| Genere | Documentario |
| Produzione | Francia, Svizzera |
| Durata | 85 minuti |
| Regia di | Véronique Aubouy |
| Attori | Julia Perazzini, Nina Langensand, Mégan Ferrat, Pauline Leprince, Valentin Jean Stephen Loye, Olivia Csiky Trnka, Mégane Ferrat, Pauline Leprince-Ringuet. |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro |
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Ultimo aggiornamento venerdì 13 novembre 2015
Il film indaga una delle figure più affascinanti e complesse dell'intero secolo scorso, colei che la stessa fotografa berlinese Marianne Breslauer descrisse come "la più bella creatura mai incontrata".
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CONSIGLIATO N.D.
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La "generazione perduta" degli anni '30 in Svizzera ha avuto il suo simbolo in Annemarie Schwarzenbach: scrittrice di talento, fotografa, lesbica, dipendente da morfina ed altre svariate droghe, giramondo, con ammaliante fascino androgino e - con grande disappunto della sua tirannica madre filo-nazista - anche anti-fascista. Dal 1942, anno in cui morì ancora giovanissima, la sua storia viene dimenticata fino a quando, a metà degli anni '80, i suoi libri iniziano ad essere ripubblicati e la sua biografia ricostruita.
Oggi, nella Citè, sedici giovani attori partecipano ad un provino per interpretare la brillante e affascinante figura della Schwarzenbach. Per ottenere la parte viene chiesto loro di provare a ricostruirne la vita e le sue oscillazioni tra i generi sessuali, incarnando lei, i suoi amici e i suoi amori, emulandone i gesti, i vizi e le contraddizioni.
La regista Véronique Aubouy non si limita qui a salvare Annemarie Schwarzenbach dall'oblio, ma a riportarla nel presente, attraverso l'incontro della donna di ieri con la generazioni di oggi, in una danza in cui il confine tra realtà e finzione diventa sempre più confuso e sfocato.