| Anno | 2013 |
| Genere | Documentario |
| Produzione | Austria |
| Durata | 89 minuti |
| Regia di | Dominik Spritzendorfer, Elena Tikhonova |
| Attori | Alexey Borisov (II), Stanislav Kreichi, Dmitriy Morozov, Richardas Norvila Leon Theremin. |
| MYmonetro | 3,00 su 1 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento venerdì 29 novembre 2013
La genialità di scienziati e artisti russi capaci di creare strumenti musicali pionieristici con elementi di scarto.
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CONSIGLIATO SÌ
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Russia sovietica, per Lenin la realizzazione del sogno comunista passa per l'elettrificazione della nazione e il governo dei soviet. Questo connubio è il cuore di tutto Elektro Moskva. In seguito infatti la corsa allo spazio e l'industria militare richiedono sempre più studi sull'elettricità e poi l'elettronica. Nasce una classe di scienziati, esperti e amatori che la notte comincia a sperimentare in musica quel che studia di giorno per lo stato. Con il Theremin nasce la musica elettronica ma moltissimo è stato fatto di meno noto che oggi gli appassionati recuperano e rimettono in funzione.
È un mondo che pare sconfinato quello che Dominik Spritzendorfer studia con le sue testimonianze e i viaggi nelle cantine e nei mercatini, un viaggio in sintetizzatori, tastiere e oggetti di dubbia classificazione costruiti per resistere decenni ("Il modello era sempre il kalashnikov" raccontano alcuni sopravvissuti a quegli anni) e capaci di dar vita a una varietà di suoni e invenzioni con accorgimenti elettrici basilari. In scenari post-tutto, che spaziano dalle sale prove, ai garage, alle cantine, ai complessi industriali, la Russia moderna di chi recupera strumenti elettrici da un'altra era è una scoperta a sè.
Ma la parte più forte di Elektro Moskva è come a un certo punto cominci a essere evidente che questa sorta di storia della musica elettronica russa è un modo per poter leggere e interpretare la vita negli anni del regime sovietico. Fare molto con poco, ritrovarsi di colpo senza componenti o addirittura con i divieti di usare certi strumenti o suonare certa musica è segno di un modo di intendere il dominio statale che le testimonianze di fisici, musicisti, appassionati e studiosi di elettronica riportano con un misto di disperazione e affetto.
I rumori elettronici che gli scienziati avevano tramutato in musica, hanno cambiato la musica di tutto il mondo, influenzato moda e costume ovunque, tranne che in patria, dove erano considerati genericamente "musica dello spazio". Rimessi in funzione oggi producono il più straniante dei suoni moderni.