Buon Anno Sarajevo

Film 2012 | Drammatico, 90 min.

Regia di Aida Begic. Un film Da vedere 2012 con Marija Pikic, Ismir Gagula, Nikola Djuricko, Stasa Dukic, Velibor Topic. Cast completo Titolo originale: Djeca. Titolo internazionale: Children of Sarajevo. Genere Drammatico, - Bosnia-Herzegovina, Germania, Francia, Turchia, 2012, durata 90 minuti. Uscita cinema giovedì 3 gennaio 2013 distribuito da Kitchen Film. - MYmonetro 3,05 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento giovedì 31 gennaio 2013

Già vincitore di numerosi premi tra cui il "Premio Lino Miccichè" e il "Premio Cinema e diritti umani di Amnesty International", il film è candidato all'Oscar per la Bosnia Erzegovina come Miglior Film straniero 2013.

Consigliato sì!
3,05/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 3,00
PUBBLICO 3,15
CONSIGLIATO SÌ
La Sarajevo di oggi letta da uno sguardo femminile sulla scia dello stile dei Dardenne.
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 29 dicembre 2012
Recensione di Giancarlo Zappoli
sabato 29 dicembre 2012

Rahima vive a Sarajevo con il fratello minore Nedim. Sono entrambi orfani e sotto osservazione da parte dei servizi sociali. Rahima lavora, senza una paga regolare, come cuoca in un ristorante. Il fratello è vittima del bullismo di un gruppo di studenti che ruota intorno al figlio di un ministro. La sorella, di recente convertitasi all'islamismo osservante, teme per la sua sorte soprattutto dopo la scoperta del coinvolgimento di Nedim nel contrabbando di armi.
Si apre con un video amatoriale di una festa natalizia di un tempo apparentemente lontano, ma di fatto costantemente presente, questo secondo lungometraggio di Aida Begic presentato a Cannes nella sezione "Un Certain Regard". Ed è sull'incancellabilità dei traumi causati da uno dei più atroci conflitti che l'umanità abbia conosciuto in tempi recenti che ruota la sua narrazione. La guerra nell'ex Jugoslavia è ormai un ricordo, di fatto rimosso dalla memoria dell'occidente, ma morde ancora nella carne di chi l'ha vissuta. Begic ce ne offre una lettura al femminile grazie a una macchina da presa che mutua in parte lo stile di ripresa dai fratelli Dardenne di Rosetta. Rahima viene pedinata dalla camera in intensi piani sequenza e seguita mentre segue di nascosto le mosse del fratello che rischia (al di là di ciò che appare alla funzionaria del servizio sociale) un'esistenza border line. Ma border line è la vita di tutti gli abitanti di una città che è stata martoriata dal conflitto nella sua intima essenza. Le giornate si susseguono una dopo l'altra in una società che non solo non ha rimarginato le proprie ferite ma che è ora vittima di quella epidemia globale che prende il nome di liberismo sfrenato e che lascia sul terreno morti e feriti nell'intimo, nella dignità. Rahima ha cercato in una fede (che non si esteriorizza se non nel velo che indossa) un appoggio per difendersi e difendere ciò che ha di più caro: Nedim. I botti del Capodanno, in un film che presta una grande attenzione ai suoni e ai rumori al punto di fornire loro un simbolismo acustico di rilevante qualità, sono segno di festa ma ricordano tanto, troppo da vicino ben altre esplosioni. La speranza nell'anno che verrà non può essere sepolta assieme alle scene di morte che ancora ritornano a tormentare chi le ha vissute ma, sembra dirci Aida Begic, non può neppure contare sul contesto socio-economico. Può solo fare affidamento sulle singole persone capaci di non piegarsi. Come Rahima.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
martedì 29 gennaio 2013
donni romani

La guerra è ormai lontana nel tempo, ma non è lontana dalla memoria, dal cuore, dal dolore che ha lasciato. Sarajevo è tornata alla vita, la crisi economica morde ma i preparativi per il Capodanno fervono come ricorda ogni sera il telegiornale. E Rahima che vive con il fratello adolescente Nedim dopo la morte dei genitori lavora come aiuto cuoca per cercare di mantenere la famiglia. [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Mariuccia Ciotta
Il Manifesto

Punk e velo islamico, Aida Begic', nata a Sarajevo nel '76, è salita sul palco della sala Debussy vestita all'ultima moda e con un foulard azzurrino perlaceo incollato sulla testa per presentare il suo secondo lungometraggio (dopo Snow ), Djeca (bambini, in bosniaco) selezionato nel Certain regard. Bella e raggiante accanto ai due protagonisti, Marija Pikic (Rahima) e Ismor Gagula (Nedim), 23 e 14 [...] Vai alla recensione »

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giovedì 21 maggio 2020
 

Un’opera seconda potente che rilegge un paese attraverso lo sguardo della protagonista. Vai all’articolo »

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