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Kung Fu Panda 2, l'arte supera la tecnologia

Il film Dreamworks mostra la fine della folle corsa all'avanzamento tecnico.
di Gabriele Niola

In foto una scena del film d'animazione Kung Fu Panda 2, diretto da Jennifer Yuh

giovedì 25 agosto 2011 - Making Of

C’è stato un periodo in cui la tecnica dell’animazione in CG era in continua ascesa, in cui tra Toy story e Toy story 2 sembravano essere passati ben più dei 4 anni che effettivamente li separano e in cui ogni lungometraggio d’animazione segnava un nuovo standard nel concetto di meraviglia. Solo la Pixar pareva in grado di reggere quel passo senza scendere mai dalle massime vette espressive. Com’è normale ora non è più così, la curva di incremento tecnologico si è smorzata e ogni cartone segna solo un piccolo avanzamento. Lungi dall’essere male tutto ciò si sta rivelando un manna e a giovarne, a sorpresa, è la Dreamworks.
È abbastanza evidente come Kung fu panda 2, non sia tecnicamente molto superiore a Kung fu panda (tra i due sono passati 3 anni), e la differenza tra i due parla di tutto quello che sta succedendo nel mondo dell’animazione. La Pixar, una volta anni luce avanti a tutti e maestrina di tecnica e tecnologia, è oggi raggiungibile quanto a sofisticazione visiva e imprevedibilmente questo ha portato anche ad un avvicinamento artistico.

Un piccolo passo per la tecnologia, un grande passo per l’arte
Kung fu panda 2 è più grande di Kung fu panda, è quantitativamente superiore perchè l’aumentata potenza di calcolo consente la gestione di più elementi in una singola scena: “Abbiamo potuto costruire un’intera città con cui interagire [in passato invece parte dei grandi scenari era solo disegnato, i personaggi non potevano interagirci, come uno sfondo dipinto, cosa che alleggeriva calcoli e lavoro ndr] e nella sequenza di lotta tutto poteva essere colpito” racconta la regista Jennifer Yuh, la prima donna a cui è stato affidato un progetto d’animazione da parte di uno studio di primo piano.
Anche Lord Shen, il cattivo di questo film e l’unico personaggio nuovo di primo piano, è stato creato grazie all’avanzamento tecnologico: “Tutte le parti del suo corpo sono mobili, coda compresa e tutte le piume reagiscono ai suoi movimenti al pari dei vestiti. Tre anni fa anche solo farlo muovere sarebbe stato una fatica immensa” racconta sempre la regista.
Avanzamenti tecnologici quantitativi si diceva e non qualitativi, quelli invece arrivano come frutto di piccoli dettagli e intuizioni che poco hanno a che vedere con la tecnologia e molto con la creatività e il pensiero divergente. Tutti elementi che non nascono nei reparti di Ricerca e Sviluppo ma che arrivano quando il peso dei “problemi tecnologici” relativi alla produzione è più leggero. E così accade che nell’ultimo anno, senza dover investire tanto in ricerca tecnologica la Dreamworks è riuscita, in parte, a colmare parte di quel gap che l’ha sempre tenuta lontana dalla rivale di Lasseter.

Non più facce ma volti
Non solo Kung fu panda 2 ma anche Megamind hanno mostrato un diverso approccio ai volti dei personaggi, alle espressioni (ancora una volta un piccolo avanzamento tecnologico, più punti di movimenti sulle superfici facciali, che consente un grande avanzamento artistico) decisamente più convincenti e coinvolgenti. L’animazione è un’illusione, questo è vero in CG come nella vecchia 2D disegnata a mano, e non si tratta di avvicinarsi alla verosimiglianza ma di costruire momenti credibili.
Quando la Pixar ha sfornato la scena dell’inceneritore in Toy story 3, in cui i personaggi si guardano con espressioni di una complessità che raramente si vedono anche in un film con grandissimi attori comunicando il vero senso della paura di morire soli, sembrava che ci fosse una nuova vetta inarrivabile eppure lo studio di Katzenberg subito dopo ha messo in scena due film dotati del medesimo pregio.
La tecnologia è sempre di meno un divario tra studi di animazione, l’attenzione si sposta gradualmente (e per tutti) sulle trame e sulle piccolezze che fanno un film. Da che venivano assunti tecnici ora sono i massimi maestri del cinema come il direttore della fotografia dei Coen Roger Deakins (Dragon Trainer), il tecnico del suono di Guerre Stellari e Indiana Jones Ben Burtt (Wall-E) o nel caso di Kung fu panda 2 il dio del fantasy moderno Guillermo Del Toro ad essere presi come consulenti. La conseguenza è che il livello medio sale improvvisamente e gli spettatori ci guadagnano.

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