|
|
nanobrontolo
|
sabato 7 dicembre 2024
|
dove va a parare?
|
|
|
|
Condivido in pieno il commento di paride86! Morettiano senza dubbio quindi godibile per chi ama il regista anche se stavolta la sua "spiegazione" resta a metà: poco chiaro.
|
|
|
[+] lascia un commento a nanobrontolo »
[ - ] lascia un commento a nanobrontolo »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
eugen
|
sabato 23 dicembre 2023
|
moretti surreale
|
|
|
|
La vena"surreale"(non "surrrealista")ha sempre attraversato il cinema morettinao, dagli esordi in poi(ricordiamo "Ecce Bombo"?)qui, in questo"Habemus Papam"che forse avrebbe mritato un punto di domanda dopo il titolo, essa emerge pienamente. Vediamo, in questo fillm scritto da Moretti nel 2011(comunque questo e'stato l'anno della sua realizxzazione) con Francesco Piccolo e Federica Pontremoli, un papa eletto che non si sente all'altezza, tanto che, con tuttti i dubbi del caso("L'anima non e'l'inconscio"afferma il cardinale protodiacono)viene convocato uno psicoanalista, dove poi il compito, "clandestinamente"passa alla moglie di questi, dove il papa letto si fa passare per un attore.
[+]
La vena"surreale"(non "surrrealista")ha sempre attraversato il cinema morettinao, dagli esordi in poi(ricordiamo "Ecce Bombo"?)qui, in questo"Habemus Papam"che forse avrebbe mritato un punto di domanda dopo il titolo, essa emerge pienamente. Vediamo, in questo fillm scritto da Moretti nel 2011(comunque questo e'stato l'anno della sua realizxzazione) con Francesco Piccolo e Federica Pontremoli, un papa eletto che non si sente all'altezza, tanto che, con tuttti i dubbi del caso("L'anima non e'l'inconscio"afferma il cardinale protodiacono)viene convocato uno psicoanalista, dove poi il compito, "clandestinamente"passa alla moglie di questi, dove il papa letto si fa passare per un attore. Trascorre vario tempo, lo psicanlista incaricato organizza tornei di calcetto(non so se si dica cosi', non cpaendo nulla di sport, tantomeno di footbll)tra i vari continenti e i cardinali che vi operano, ma , dopo l'unica apparizione pubblica del papa, nulla.. Egli si ritira e l'"Habemus papam"rimane una formula vuota. Non interessq qui ragionare in merito a come Moretti e i suoi colleghi di scrittura del film si piongano rispetto al catrolicesimo e alla figura del papa, certoi li registq e i suoi colleghi di scrittua dello screenplay(anche attore, nel ruolo dello psicanalista, dunque di deuteragonista rispetto a Michel Piccoli, che fa il cardianle Melveille eletto papa), ma certo Moretti indaga il rapporto sociologicmante importane tra ruolo e status sociale con molta intelligenza e con intuizioni felici, anche se certe parti dle film sono un po'"trascinate"e non"trascinanti"(cortei, ripetizuzioni di forule liturgiche) Bene Piccoli e Koretti, bene Margherita Buy, Jerzy Stuhr, Renato Scaarpa e Franco Graziosi, nei ruoli"clou"del film. Eugen
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a eugen »
[ - ] lascia un commento a eugen »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
diskol88
|
sabato 11 agosto 2018
|
dire che mi felicito... qui, o non mi felicito per
|
|
|
|
una specie di storia da verificare... e se consona alla realtà, però
se i fermi al dettaglio filmico, comune oppure non,
se s'analizzano al dettaglio, non c'è scelta nella
loro dottrina infine... del grido alla realtà e verifica... nel sogno di altre genti che,
autodeterminandosi col loro destino pseudofuturistico nelle
mani proprie, abbiano, e ciò è da chiarire, il doppio
di fatiche da effettuare, molte persone lo sanno
e se non lo sanno, dovranno comunque saperlo,
darsi un imperativo, come ordine, o riceverlo, per il futuro, gli osservanti tali
storie... forse al caso si sono fermati ovunque e chiunque siano al
loro di sogno.
[+]
una specie di storia da verificare... e se consona alla realtà, però
se i fermi al dettaglio filmico, comune oppure non,
se s'analizzano al dettaglio, non c'è scelta nella
loro dottrina infine... del grido alla realtà e verifica... nel sogno di altre genti che,
autodeterminandosi col loro destino pseudofuturistico nelle
mani proprie, abbiano, e ciò è da chiarire, il doppio
di fatiche da effettuare, molte persone lo sanno
e se non lo sanno, dovranno comunque saperlo,
darsi un imperativo, come ordine, o riceverlo, per il futuro, gli osservanti tali
storie... forse al caso si sono fermati ovunque e chiunque siano al
loro di sogno... e che niente a a che fare con la verità realtà delle
cose, con una nuvoletta di fuxas imbarazzante sulla
capoccia e di megalofantomania insensato, piuttosto
se non so una cosa di sicuro, mi vado... a informare, non faccio il
circense ostentando surreali imperativi a scopo di propriedeleterie eventualità,
per portare divertimento da surrealismo, forse possono mettere al
loro e surreale e fantomatico voto per formare un altrettanto imperativo
che rigurada sè stesso e il fantomatico desiderio mistico come sogno,
falso ed irreale e che se non rispettato nel suo significato non è neanche da
scuola dell'obbligo e di cultural chic e pseudotendezialismo
non si può dunque in disamina concepire falsità o verità ovvie di
frase alcuna che prospetti tali preconcetti e parere per film del genere.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a diskol88 »
[ - ] lascia un commento a diskol88 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
serena l3
|
domenica 20 marzo 2016
|
il travaglio di una scelta
|
|
|
|
Ognuno di noi è uno schermo bianco, un foglio vuoto, proiezione delle aspettative altrui. Amici, genitori, parenti, famiglia, perfino conoscenti, si aspettano qualcosa da ognuno di noi e ci chiedono dovere, sicurezza, responsabilità; ma vi è un altro impulso nel nostro cuore, e grida - come direbbe Nein - un NO da “non ce la faccio!”.
Da chi, se non da una complessa istituzione quale il papa ci si aspetta qualcosa?
[+]
Ognuno di noi è uno schermo bianco, un foglio vuoto, proiezione delle aspettative altrui. Amici, genitori, parenti, famiglia, perfino conoscenti, si aspettano qualcosa da ognuno di noi e ci chiedono dovere, sicurezza, responsabilità; ma vi è un altro impulso nel nostro cuore, e grida - come direbbe Nein - un NO da “non ce la faccio!”.
Da chi, se non da una complessa istituzione quale il papa ci si aspetta qualcosa?
Chi, meglio di lui, saprebbe rappresentare la problematicità di questa esperienza esistenziale?
Ma chi è, davvero, il papa?
Sotto gli abiti scarlatti ed il pizzo avorio, oltre l’odore dell’incenso e la voce pacata, nascosti dalla camminata controllata e dalla recitazione cadenzata dell’ora pro nobis, ci sono uomini che temono. Soltanto uomini, speranzosi o impauriti, che vorrebbero nascondersi e chiedono a Dio di non essere chiamati. Uomini che costruiscono puzzle, che litigano e giocano a carte, uomini che si offendono, ridono, gareggiano, si sfidano e ballano.
Moretti amplia lo sguardo al di là dell’apparenza, supera brillantemente qualunque accusa di superficialità o pregiudizio e ci mette faccia a faccia con una delle voci più combattive e sconosciute della nostra psiche. Piccoli infatti non interpreta semplicemente il papa, ma recita la parte complessa di un uomo che trova il coraggio e la forza, immensa, di negarsi alle richieste del mondo esterno per raccogliere, finalmente, le fila della sua storia. Una chiamata, questa, alla quale non può sottrarsi. Una supplica, quella della sua anima, che è impossibile ignorare.
Chiunque abbia profondamente amato questo film, sa benissimo che il grido straziato del cardinare Melville raccoglie in sé una potenza così multiforme che sarebbe esercizio vano tentare di restituire tutta a parole, e che, davvero, dà l’occasione per infiniti e differenti spunti. Ognuno di noi vi vedrà qualcosa, magari un’esperienza, o un ricordo personale, probabilmente idee anche molto differenti tra loro.
Quello di cui posso dirmi certa è che Habemus Papam è sublimazione e catarsi, è la liberazione delle angosce dell'uomo attraverso l’urlo profondo e il gesto radicale di Melville. Terapia dell’anima per chiunque abbia temuto e tremato prima di scegliere se stesso.
Un milione di persone vi sta aspettando...
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a serena l3 »
[ - ] lascia un commento a serena l3 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
aristoteles
|
martedì 15 marzo 2016
|
habemus moretti
|
|
|
|
Ho sempre ammirato Nanni Moretti,tuttavia ho sempre trovato le sue pellicole intelligenti ma a tratti "poco digeribili".
Qui invece ,sarà anche per la splendida interpretazione di Piccoli, ho avvertito un senso di profonda umanità e leggerezza.
Stessa sensazione che provavo quando appariva ,in TV, Papa Wojtyla.
Senza voler schernire la Chiesa e i suoi maggiori rappresentanti,questo "Papa Televisivo" e Cardinali al seguito, sono veramente vicini al popolo e ai telespettatori, nel senso che ci vengono raccontati prima come uomini e poi come "Soldati di Dio".
Nulla di più vero,credo che ,anche se con una buona dose di ironia,Moretti abbia fatto una buona pubblicità ai rappresentanti della Chiesa Moderna.
[+]
Ho sempre ammirato Nanni Moretti,tuttavia ho sempre trovato le sue pellicole intelligenti ma a tratti "poco digeribili".
Qui invece ,sarà anche per la splendida interpretazione di Piccoli, ho avvertito un senso di profonda umanità e leggerezza.
Stessa sensazione che provavo quando appariva ,in TV, Papa Wojtyla.
Senza voler schernire la Chiesa e i suoi maggiori rappresentanti,questo "Papa Televisivo" e Cardinali al seguito, sono veramente vicini al popolo e ai telespettatori, nel senso che ci vengono raccontati prima come uomini e poi come "Soldati di Dio".
Nulla di più vero,credo che ,anche se con una buona dose di ironia,Moretti abbia fatto una buona pubblicità ai rappresentanti della Chiesa Moderna.
Non che questo fosse il suo scopo, ma il film,ripeto,trasmette valori di grande umanità e riflessione ed è veramente gradevole.
Il peso di grandi responsabilità colpisce tutti,sia gli "illuminati" da Dio che i laici più convinti.
Mitica la scena della partita di pallavolo.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a aristoteles »
[ - ] lascia un commento a aristoteles »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
dario
|
domenica 13 marzo 2016
|
narcisistico
|
|
|
|
Piccoli, per quanto spaesato perchè non convinto di quel che sta facendo, tiene in piedi l'intero film, altrimenti destinato a inanenallre banalità e frasi fatte, teorie cervellotiche e inutili. Piccoli ha un a faccia dolente per tutto il film, riuscendo a rendere qualche idea di tipo esistenzialista, quaolche brivido i vita profonda. E' mal servito da una sceneggiatura preconcettuosa a danno di una narrazione piatta e scontata. Moretti sa muovere la m,acchina da presa, ma solo quella. Come attore è insopportabile: non sa parlare e non sa muoversi. Pasticci vari e stonati come intermezzi. Finale zoppicante. Troppa presunzione, tanto narcisismo registico, sceneggiatura povera, inverosimiglianze.
[+]
Piccoli, per quanto spaesato perchè non convinto di quel che sta facendo, tiene in piedi l'intero film, altrimenti destinato a inanenallre banalità e frasi fatte, teorie cervellotiche e inutili. Piccoli ha un a faccia dolente per tutto il film, riuscendo a rendere qualche idea di tipo esistenzialista, quaolche brivido i vita profonda. E' mal servito da una sceneggiatura preconcettuosa a danno di una narrazione piatta e scontata. Moretti sa muovere la m,acchina da presa, ma solo quella. Come attore è insopportabile: non sa parlare e non sa muoversi. Pasticci vari e stonati come intermezzi. Finale zoppicante. Troppa presunzione, tanto narcisismo registico, sceneggiatura povera, inverosimiglianze. Patetismo a buon mercato.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a dario »
[ - ] lascia un commento a dario »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
dqitos
|
giovedì 13 agosto 2015
|
pc comunismo lo bandivano in america...
|
|
|
|
abbiamo osservato allontanare un papa, dedito ai
poveri doloranti e in difficoltà varie per
vederne poi uno che ha fatto utilizzo del nome di un santo,
e di una generazione forse di più o meno ricchi con quel nome,
con posizioni sociali e capostipiti le cui attività sembrerebbe in modo
avventato... non le abbiano valutate in modo corretto, quando volesse
veramente fare qualcosa per i poveri e far valere le sue doti, non
nell'anonimato e a piacimento di comodato passare alla storia
per aver fatto qualcosa, sarà forse quando
non si farà chiamare... più così per cose atte al
fracasso di e dei quanti partecipanti alle omelie, in altre nazioni, ma
quando illuminato dal nome del signore, che non s'è nascosto dalle
pene e sofferenze, evitandole per inlfiggerle a un
popolo, crediamo che il comandare alla
cesare.
[+]
abbiamo osservato allontanare un papa, dedito ai
poveri doloranti e in difficoltà varie per
vederne poi uno che ha fatto utilizzo del nome di un santo,
e di una generazione forse di più o meno ricchi con quel nome,
con posizioni sociali e capostipiti le cui attività sembrerebbe in modo
avventato... non le abbiano valutate in modo corretto, quando volesse
veramente fare qualcosa per i poveri e far valere le sue doti, non
nell'anonimato e a piacimento di comodato passare alla storia
per aver fatto qualcosa, sarà forse quando
non si farà chiamare... più così per cose atte al
fracasso di e dei quanti partecipanti alle omelie, in altre nazioni, ma
quando illuminato dal nome del signore, che non s'è nascosto dalle
pene e sofferenze, evitandole per inlfiggerle a un
popolo, crediamo che il comandare alla
cesare... e dare le pene a un cristo, metta in
evidenza, se i giovani sono d'accordo, quel qualcosa mi pare di
falso che talune persone e altra gente forse crede, yeha, per un film
guardabile sotto alcuni aspetti, anche se non offre il meglio che il cinema.
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a dqitos »
[ - ] lascia un commento a dqitos »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
stefano bruzzone
|
lunedì 25 maggio 2015
|
capolavoro sottile
|
|
|
|
A mio parere il miglior film di Moretti il quale ci svela i retroscena dell'elezione del nuovo Papa con spunti di sottile ironia, quasi grottesca, ma senza mai scadere nella commediola demenziale e senza perdere di vista il filo conduttore della storia, ovvero la crisi di identità del Papa appena eletto il quale non si sente all'altezza del ruolo. Moretti interpreta uno psicologo che dovrebbe occuparsi di riportare il neo Papa sulla retta via e trovo geniale che il regista si sia ritagliato un ruolo di secondo piano lasciando spazio ad uno strepitoso M.Piccoli nella parte del santo padre. Nel film troviamo alcune scene a mio avviso straordinarie come all'inizio quando i cardinali appena entrati per il conclave restano al buio per un black out.
[+]
A mio parere il miglior film di Moretti il quale ci svela i retroscena dell'elezione del nuovo Papa con spunti di sottile ironia, quasi grottesca, ma senza mai scadere nella commediola demenziale e senza perdere di vista il filo conduttore della storia, ovvero la crisi di identità del Papa appena eletto il quale non si sente all'altezza del ruolo. Moretti interpreta uno psicologo che dovrebbe occuparsi di riportare il neo Papa sulla retta via e trovo geniale che il regista si sia ritagliato un ruolo di secondo piano lasciando spazio ad uno strepitoso M.Piccoli nella parte del santo padre. Nel film troviamo alcune scene a mio avviso straordinarie come all'inizio quando i cardinali appena entrati per il conclave restano al buio per un black out. Una scena che è un cult di comicità come di rado si vede nei films italiani. Non amo Moretti, ma qui giù il cappello signori!
Voto: 8,5
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a stefano bruzzone »
[ - ] lascia un commento a stefano bruzzone »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
great steven
|
sabato 25 aprile 2015
|
un nuovo pontefice scappa dalle responsabilità.
|
|
|
|
HABEMUS PAPAM (IT/FR, 2011) diretto da NANNI MORETTI. Interpretato da MICHEL PICCOLI, NANNI MORETTI, RENATO SCARPA, JERZY STUHR, MARGHERITA BUY, FRANCO GRAZIOSI, DARIO CANTARELLI, CAMILLO MILLI
Improvvisamente il papa muore, e il Conclave si riunisce in Vaticano per eleggere il suo successore. Viene nominato a sorpresa il cardinale francese Melville, il quale accetta l’incarico, ma un momento prima di affacciarsi al balcone di San Pietro ha una violenta crisi di panico e sembra sul punto di rifiutare il suo nuovo ruolo. Viene convocato d’urgenza l’illustre psicoanalista Brezzi, ma dal colloquio non esce nulla di particolare, se non il grande senso d’impotenza e la desolazione deprimente in cui l’eletto riversa.
[+]
HABEMUS PAPAM (IT/FR, 2011) diretto da NANNI MORETTI. Interpretato da MICHEL PICCOLI, NANNI MORETTI, RENATO SCARPA, JERZY STUHR, MARGHERITA BUY, FRANCO GRAZIOSI, DARIO CANTARELLI, CAMILLO MILLI
Improvvisamente il papa muore, e il Conclave si riunisce in Vaticano per eleggere il suo successore. Viene nominato a sorpresa il cardinale francese Melville, il quale accetta l’incarico, ma un momento prima di affacciarsi al balcone di San Pietro ha una violenta crisi di panico e sembra sul punto di rifiutare il suo nuovo ruolo. Viene convocato d’urgenza l’illustre psicoanalista Brezzi, ma dal colloquio non esce nulla di particolare, se non il grande senso d’impotenza e la desolazione deprimente in cui l’eletto riversa. Melville, deciso a non tornare sulla decisione presa, sfugge alla sorveglianza della scorta, si veste da borghese e gira per Roma alla ricerca di sé stesso. In gioventù appassionato di teatro e attore mancato, confida le sue insicurezze e inquietudini ad una psicoanalista (l’ex moglie di Brezzi) e assiste alla messinscena del Gabbiano di čechov, dove viene recuperato dal suo portavoce polacco e dalle guardie del corpo. Finalmente incontra i fedeli dal balcone della Basilica ma, contro tutte le aspettative, annuncia di non essere la persona adatta a guidare la Chiesa Cattolica e ad accompagnare l’umanità cristiana nel cammino verso la fede. Alla produzione troviamo il regista, con l’abituale Sacher, coadiuvato da Domenico Procacci, da sempre affiliato alla Fandango, e la sceneggiatura presenta i nomi di Francesco Piccolo e Federica Pontremoli. Per chi abbia visto il film dopo aver assistito all’ultimo (vero) conclave del Vaticano, ovvero dopo il 13/03/2013, l’opera appare insospettatamente profetica: l’elezione di Papa Francesco ha costituito una successione ideale e sorprendente all’analisi della figura pontificale che Habemus Papam traccia con lucidità formidabile e uno stupefacente piglio tragicomico. La sua abilità nel mescolare commedia e tragedia e nello scindere due aspetti fondamentali che un personaggio di importante levatura deve possedere in egual misura – l’investitura di una carica sublime e la sicurezza da padroneggiare nel relativo svolgimento – , gli conferiscono un’autorevolezza di tutto rispetto, ampliando il suo pessimismo di fondo con un’alternanza di toni che non dimentica nemmeno di far baluginare, seppure in lontananza, una luce di speranza. Piccoli offre un’interpretazione memorabile raggiungendo un picco di professionalità e di credibilità davvero eccellente, senza ricorrere al doppiaggio ma recitando con la sua vera voce, e il David di Donatello assegnatogli è un riconoscimento egregio e adeguato della sua mistura infallibile di pathos e sensazionale autocritica. Il copione, dal canto suo, valorizza tanto la generosità quanto la malinconia, mette in campo metafore poetiche e rimpianti esistenziali che centrano il bersaglio per la loro disarmante sincerità, e in certi casi focalizza l’attenzione su trovate pressoché perfette (nessun cardinale desidera essere eletto), ma in altri scivola in banalità assolutamente evitabili. Moretti riesce sempre meglio come regista che come attore, benché il suo personaggio rappresenti un buon esempio di commistione agrodolce fra un convinto esperto di psicologia e un conoscitore delle genuine bontà umane, ma dirigendo il suo undicesimo lungometraggio conquista un obiettivo importante e ambizioso che si distingue per la sua nobile ed elevatissima carica di attualità. Il torneo di pallavolo che vede impegnati gli uni contro gli altri i pluriottantenni cardinali, divisi per provenienza geografica, è un’idea molto divertente ed efficace, ma Moretti ci si dilunga troppo e ci marcia sopra con un eccesso di imbarazzante insistenza, mentre dimentica di approfondire il personaggio dell’ex consorte di Brezzi (una M. Buy efficiente e fuori dall’ordinario come sempre, ma troppo relegata nei bassifondi). La fotografia di Alessandro Pesci costituisce il contributo tecnico decisamente più espressivo e comunicante a livello visivo. Altri due David di Donatello sono stati vinti da Paola Bizzarri (responsabile della scenografia) e da Lina Merli Taviani (che ha curato il reparto costumi stico).
[-]
|
|
|
[+] lascia un commento a great steven »
[ - ] lascia un commento a great steven »
|
|
d'accordo? |
|
|
|
fabio1957
|
lunedì 13 aprile 2015
|
importante
|
|
|
|
Quando il film è uscito,Papa Benedetto XVI era ancora "in servizio" e quindi alla luce di quello che è poi successo, la pellicola è stata veramente lungimirante.Inquietudine, debolezza, fragilità e paura delle responsabilità sono limiti umani e perciò non ne sono avulsi quelli che devono sedere sullo scanno più importante di tutti,quello pontificio.La trama è originale "per l'epoca" e molto intrigante,l'interpretazione di Piccoli semplicemente strepitosa.Ci sono peraltro anche momenti veramente esilaranti.Moretti è bravo, con buona pace dei suoi detrattori, che farebbero bene a riflettere.Si può anche non amare questo autore, ma non si può non riconoscerne la sua grandezza.
Importante
|
|
|
[+] lascia un commento a fabio1957 »
[ - ] lascia un commento a fabio1957 »
|
|
d'accordo? |
|
|
|