| Anno | 2010 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | Cile, Messico, Germania |
| Durata | 98 minuti |
| Regia di | Pablo Larraín |
| Attori | Alfredo Castro, Antonia Zegers, Jaime Vadell, Amparo Noguera, Marcelo Alonso Marcial Tagle. |
| Uscita | venerdì 29 ottobre 2010 |
| Tag | Da vedere 2010 |
| Distribuzione | Archibald Enterprise Film |
| MYmonetro | 3,47 su 6 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento venerdì 16 gennaio 2015
Durante il colpo di stato cileno del 1973, Mario cerca di scoprire che fine abbia fatto la sua vicina di casa Nancy, ballerina di cabaret scomparsa misteriosamente. In Italia al Box Office Post Mortem ha incassato 44,2 mila euro .
Post Mortem è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
Compra subito
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Santiago del Cile, 1973. Mario Corneo lavora come funzionario presso l'obitorio. Trascrive a macchina le autopsie. Si innamora di una ballerina di cabaret, Nancy, sua vicina di casa. Ma sono i giorni del colpo di stato, l'obitorio si riempie di cadaveri, della casa e della famiglia di Nancy non rimangono tracce. La ragazza si nasconde nel cortile della casa di Mario, che le porta il cibo e le sigarette. Intanto, all'obitorio, i morti riempiono le sale, i corridoi, le scalinate dell'ospedale.
Il cileno Pablo Larrain dà nuovamente prova, dopo Tony Manero, di una capacità di racconto ammirabile, perché inedita ed efficace. Il protagonista è ancora Alfredo Castro, figura ambigua, tra obbedienza e umanità (rispetto alla tragedia in atto), sentimento e istinto (nel rapporto con Nancy, e fino all'epilogo), mondo dei vivi e terra dei morti. Un essere che appartiene da subito all'universo del Post Mortem che dà al film il titolo e diversi significati. La sua esistenza squallida, priva di qualsivoglia slancio vitale, si movimenta un giorno al contatto con la morte, scuotendo improvvisamente anche il film intero e ridisegnandone le coordinate. Quel giorno, infatti, sotto gli occhi di un gruppo schierato di uomini in divisa e sotto le mani del medico con cui lavora Mario, finisce il corpo del presidente Salvador Allende, il suo cervello bucato dal proiettile. D'un tratto, non è più una storia di vita ordinaria, ma un giorno straordinario, di morte. Il dopo sarebbe stato, a lungo, un traumatico post mortem.
L'idea del film nasce da un articolo letto su un giornale a proposito dell'uomo che fece, insieme con pochi altri, l'autopsia ad Allende e si ritrovò nella posizione (nel "ruolo", di fatto) di anonimo protagonista della storia della nazione. L'ossimoro è piaciuto a Larrain, per la commistione di testimonianza, storia e finzione che portava potenzialmente con sé, per la poesia e l'assurdo. Com'è nel suo stile, il regista ha poi caricato: nel suo caso, una scena spoglia, negli arredi e nel dialogo, non vuol mai dire leggera e qui si parla di carichi pesantissimi, com'è pesante un corpo morto, moltiplicato per migliaia (nei 17 anni che Pinochet restò al potere). L'assurdo del mondo è tragico e sgradevole, come il finale del film, non fa sorridere, non (si) intenerisce.
Autore per stomaci forti, a 34 anni Larrain fa già del grande cinema, continuando ad inventare i modi del racconto e quelli dell'inquadratura. Superba, in questo senso, la scena della distruzione della casa di Nancy, che il vicino Mario riesce a non vedere né sentire, da sotto la doccia.
Post Mortem racconta i tragici momenti del golpe militare che cancellò l'esperienza socialista di Salvador Allende in Cile nel settembre del 1973. La tensione sociale e politica, da tempo percepibile nel paese sudamericano, sfociò nell'assalto alla Moneda, residenza ufficiale del presidente cileno, da parte dei militari infedeli, che si schierarono con una parte dell'opinione [...] Vai alla recensione »
Il più gelido horror sulla fine di Salvador Allende, Post mortem di Pablo Larrain, esce nelle sale qualche settimana dopo la Mostra di Venezia. Molto amato dalla critica, che lo aveva indicato nella rosa vincente, il film non ha conquistato però Quentin Tarantino, presidente della giuria. Il titolo però è stata una delle gemme del festival, ed è una visione irrinunciabile.