| Anno | 2010 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Italia |
| Durata | 100 minuti |
| Regia di | Edoardo Leo |
| Attori | Edoardo Leo, Marco Bonini, Sabrina Impacciatore, Eugenia Costantini, Gabriele Ferzetti Tommaso Olivieri, Vinicio Marchioni, Max Mazzotta, Carlotta Natoli, Pasquale Anselmo, Valerio Aprea, Giancarlo Magalli, Luisa De Santis. |
| Uscita | venerdì 4 giugno 2010 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| MYmonetro | 2,82 su 3 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento martedì 9 aprile 2019
Due fratelli costretti, causa la morte del padre e le sue ultime volontà, a reincontrarsi dopo 18 anni e a mettersi in viaggio verso la Calabria con la vecchia spider della madre, morta in un incidente proprio con quella stessa auto. Il film ha ottenuto 1 candidatura ai Nastri d'Argento, 1 candidatura a David di Donatello, In Italia al Box Office 18 anni dopo ha incassato 49,9 mila euro .
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CONSIGLIATO SÌ
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Mirko e Genziano sono fratelli separati dalla Manica e divisi da un dolore. Un tormento muto che non li incontra da diciotto anni. La morte improvvisa del padre li ricongiunge a Roma, dove Mirko sopravvive ai debiti e al ricordo di una madre perduta in un incidente automobilistico. Genziano, businessman a Londra, condivide col fratello lo stesso lutto e la stessa inquietudine. Costretti dal testamento paterno a condividere un viaggio e una destinazione, Mirko e Genziano partiranno alla volta di Scilla, dove il padre ha disposto di essere deposto. A bordo di una vecchia Morgan batteranno strada e passato, rielaborando un vecchio trauma e trovando finalmente il modo di (con)vivere insieme.
Edoardo Leo, attore romano lanciato da Claudio Fragasso, debutta dietro la macchina da presa con un road movie ben equilibrato, sostenuto da un impianto narrativo classico e da una colonna sonora funzionale alla storia rappresentata: un processo di cambiamento e di assunzione di coscienza. Diciotto anni dopo mette in scena senza enfasi retorica una famiglia frammentata in mononuclei che non dialogano tra loro, che non si conoscono davvero, che non hanno altro in comune se non il cognome. Mantenendo per tutto "il viaggio" un tocco di delicata ironia, il regista confronta due fratelli con caratteri incompatibili e stili di vita radicalmente differenti, che formano la proverbiale "strana coppia". Misurando commedia e dramma, Diciotto anni dopo smorza il dolore della morte e la gravità del passato con l'umorismo che accompagna i personaggi, verosimili anche nella loro assoluta goffaggine. Mirko e Genziano il loro futuro lo hanno guardato allontanarsi quando la madre li ha "abbandonati". Sul vuoto generato dalla mancanza hanno allora costruito il loro presente giocando per eccesso. Il primo facendo della casa, unico elemento rimasto della pregressa vita familiare, il centro e il sepolcro della propria esistenza; il secondo fuggendo lontano da quella stessa casa e dentro la frenesia del mondo.
La balbuzie di Mirko e i silenzi di Genziano sono lo specchio di un disagio mutuato dalla rimozione dell'assenza e della profonda sofferenza. La loro unica dimensione affettiva è il padre che viene a mancare nel prologo, privandoli di un rifugio e obbligandoli ad esporsi, a venire fuori, a uscire (letteralmente) sulla strada. La sfida che li attende non dovranno però affrontarla da soli e insieme, appunto, troveranno quella nuova disposizione che induce lo spirito ad assaporare le sfumature, a cogliere la vita, a riacquistare la vista e con quella la fratellanza, finalmente depurata dal rancore e dal dolore. Edoardo Leo e Marco Bonini svolgono credibilmente un ruolo e un percorso di formazione, esprimendo i conflitti nel corso dei quali il rapporto dei loro fratelli si evolve e si precisa. Davanti al mare e immersi nel mare ritroveranno il baricentro, recuperando l'affettività anche nelle sue imperfezioni e manchevolezze.
geniale...un road movie che mette in contrapposizone due mo(n)di,diversi, opposti e contrapposti; bravissimo Leo, scene esilaranti insieme a scene sentimentalmente forti, il giusto mix che ne fa davvero un gioiellino del cinema italiano. sottovalutato dalla distribuzione, da consigliare a chi del cinema italiano ne parla e straparla male, senza cognizione di causa.
Una gran bella sorpresa. In un'Italia in cui si cerca di demolire il cinema dalle fondamenta- la sua casa, i suoi finanziamenti pubblici, la sua scuola più prestigiosa- la Settima Arte stessa sopravvive nonostante tutto e tutti. Filiberti, i fratelli Gentili e ora Edoardo Leo, con tre piccoli film (solo di budget)- Il compleanno , Sono viva e 18 anni dopo - mostrano la forza di professionalità che [...] Vai alla recensione »