| Titolo originale | Beyond a Reasonable Doubt |
| Anno | 2009 |
| Genere | Drammatico, |
| Produzione | USA |
| Durata | 105 minuti |
| Regia di | Peter Hyams |
| Attori | Michael Douglas, Amber Tamblyn, Jesse Metcalfe, Orlando Jones, Joel David Moore David Jensen (II), Tony Bentley, Lawrence P. Beron, Megan Brown (II), Andrei Constantinescu, Kip Cummings, Sigal Diamant, Juli Erickson, Eric Gipson, Dan Harville, Grant James, Robert Larriviere, Sharon London, Kelvin Payton, Sewell Whitney, James B. McDaniel, Randal Reeder, Chuck Vail. |
| Uscita | venerdì 13 novembre 2009 |
| Distribuzione | Medusa |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 2,45 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento lunedì 23 novembre 2009
Il giovane e talentuoso giornalista C.J. Nichols, convinto della corruzione di un procuratore distrettuale, si fa volontariamente coinvolgere in un processo per omicidio al fine di dimostrare la sua teoria. In Italia al Box Office Un alibi perfetto ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 774 mila euro e 390 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Il giovane C.J. è un giornalista alla ricerca di uno scoop per salvare il posto di lavoro. È convinto di poter dimostrare la corruzione del procuratore Mark Hunter, capo dell'amata Ella e prossimo a divenire governatore della Lousiana. Hunter, che non perde un processo da anni, la spunta sempre all'ultimo minuto presentando delle prove che C.J. è convinto costruisca ad hoc, con l'aiuto di un collaborare e uomo di forza. Deciso ad incastrarlo, il ragazzo si fa arrestare per l'omicidio di una prostituta di colore, chiede a un amico di filmare ogni cosa e attende che il procuratore porti in aula le prove contraffatte per smascherarlo. Ma il suo non è un piano perfetto.
Regista, sceneggiatore e direttore della fotografia, Peter Hyams, ex autore di fantascienza, si riaffaccia sullo schermo con il remake del noir RKO Beyond a reasonable doubt, portato sullo schermo nel '56 da Fritz Lang. Non è un incontro imperdibile. Prima che per la piattezza delle immagini, infatti, più ancora che per l'avarizia del copione, a lui va la colpa di aver realizzato un film sul concetto di persuasione, a cui non si crede nemmeno un minuto di fila.
Ex giornalista e conduttore di tg, Hyams forse pensava a se stesso nel tratteggiare C.J. o comunque ad un'epoca che non è la presente, ma quella, di qualche decennio fa, entusiasta dei legal thriller e di Michael Douglas. Oggi di lui rimane il sorriso sornione, quasi scontornabile come quello dello Stregatto, e tanto ci dovrebbe bastare. A ben guardare, Un alibi perfetto è interamente edificato su questo dubbio principio di economia cinematografica, per cui basterebbero degli elementi riconoscibili di genere per fare un'atmosfera e un'aula di tribunale per tremare sul verdetto. Ma è un principio che regge, al limite, solo se sovrastato dai dettami urgenti di una suspence che qui non fa parte del pacchetto.
L'originale rendeva complesso uno schema tutto sommato semplice trattando esplicitamente di pena di morte e implicitamente della responsabilità dell'individuo e dell'ambiguità della giustizia umana, della fallibilità delle sue leggi. La riscrittura odierna sposta lo sguardo su una generazione di giovani e rampanti per i quali passare la linea, innanzitutto professionalmente e solo di conseguenza umanamente, è facile, accettabile, quasi divertente. È il passato prossimo, della società e del cinema americano, che Jesse Metcalfe può anche incarnare a buon titolo esteticamente ma che non ha lo spessore interpretativo di servire a dovere.
Sto guardando 'Un alibi perfetto' ora. E, contemporaneamente, scrivo una recensione di quanto osservo. Carisma della pellicola: inesistente. Attori: o sopra le righe o inespressivi (Michael Douglas lo escludo, solamente per quanto ha fatto in passato e per la sua bravura, comunque innegabile). Regia: totalmente piatta. Suspense: rasenta lo zero.
Alla parola senilismo, il dizionario Garzanti recita: “s. m.; 1) vecchiaia precoce; 2) (fig.) atteggiamento di favore, di fiducia eccessiva nei confronti degli anziani.”. Michael Douglas sembra un eterno fanciullo e non è certo il tipico rappresentante della terza età ma giunto ormai a 65 anni, alcuni dubbi sulla sua sanità mentale sopraggiungono scorrendo la lista degli ultimi film interpretati ( Tu, io e Dupree e La rivolta delle ex), confrontandoli con alcune perle del passato (Wall street su tutti) ma anche alcune chicche prodotte come Qualcuno volò sul nido del cuculo e Face/Off.
Per smascherare il procuratore distrettuale Mark Hunter, che falsifica le prove e aspira alla carica di governatore, il giornalista C.G.Nicholas si fa passare per il maggiore indiziato in una causa d' omicidio. Usando a fin di bene gli stessi metodi dell' avversario, però, rischia di rimetterci la pelle. È il remake dell' ultimo film diretto in America da Fritz Lang, L' alibi era perfetto.