Un alibi perfetto

Film 2009 | Drammatico +13 105 min.

Titolo originaleBeyond a Reasonable Doubt
Anno2009
GenereDrammatico
ProduzioneUSA
Durata105 minuti
Regia diPeter Hyams
AttoriMichael Douglas, Amber Tamblyn, Jesse Metcalfe, Orlando Jones, Joel David Moore David Jensen, Tony Bentley, Lawrence P. Beron, Megan Brown (II), Andrei Constantinescu, Kip Cummings, Sigal Diamant, Juli Erickson, Eric Gipson, Dan Harville, Grant James, Robert Larriviere, Sharon London, Kelvin Payton, Sewell Whitney, James B. McDaniel, Randal Reeder, Chuck Vail.
Uscitavenerdì 13 novembre 2009
DistribuzioneMedusa
RatingConsigli per la visione di bambini e ragazzi: +13
MYmonetro 2,49 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Peter Hyams. Un film con Michael Douglas, Amber Tamblyn, Jesse Metcalfe, Orlando Jones, Joel David Moore. Cast completo Titolo originale: Beyond a Reasonable Doubt. Genere Drammatico - USA, 2009, durata 105 minuti. Uscita cinema venerdì 13 novembre 2009 distribuito da Medusa. Consigli per la visione di bambini e ragazzi: +13 - MYmonetro 2,49 su 29 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Il giovane e talentuoso giornalista C.J. Nichols, convinto della corruzione di un procuratore distrettuale, si fa volontariamente coinvolgere in un processo per omicidio al fine di dimostrare la sua teoria. In Italia al Box Office Un alibi perfetto ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 774 mila euro e 390 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato nì!
2,49/5
MYMOVIES 2,25
CRITICA 2,33
PUBBLICO 2,33
CONSIGLIATO NÌ
Riscrittura odierna del noir di Fritz Lang basata sul concetto di persuasione.
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 13 novembre 2009
Recensione di Marianna Cappi
venerdì 13 novembre 2009

Il giovane C.J. è un giornalista alla ricerca di uno scoop per salvare il posto di lavoro. È convinto di poter dimostrare la corruzione del procuratore Mark Hunter, capo dell'amata Ella e prossimo a divenire governatore della Lousiana. Hunter, che non perde un processo da anni, la spunta sempre all'ultimo minuto presentando delle prove che C.J. è convinto costruisca ad hoc, con l'aiuto di un collaborare e uomo di forza. Deciso ad incastrarlo, il ragazzo si fa arrestare per l'omicidio di una prostituta di colore, chiede a un amico di filmare ogni cosa e attende che il procuratore porti in aula le prove contraffatte per smascherarlo. Ma il suo non è un piano perfetto.
Regista, sceneggiatore e direttore della fotografia, Peter Hyams, ex autore di fantascienza, si riaffaccia sullo schermo con il remake del noir RKO Beyond a reasonable doubt, portato sullo schermo nel '56 da Fritz Lang. Non è un incontro imperdibile. Prima che per la piattezza delle immagini, infatti, più ancora che per l'avarizia del copione, a lui va la colpa di aver realizzato un film sul concetto di persuasione, a cui non si crede nemmeno un minuto di fila.
Ex giornalista e conduttore di tg, Hyams forse pensava a se stesso nel tratteggiare C.J. o comunque ad un'epoca che non è la presente, ma quella, di qualche decennio fa, entusiasta dei legal thriller e di Michael Douglas. Oggi di lui rimane il sorriso sornione, quasi scontornabile come quello dello Stregatto, e tanto ci dovrebbe bastare. A ben guardare, Un alibi perfetto è interamente edificato su questo dubbio principio di economia cinematografica, per cui basterebbero degli elementi riconoscibili di genere per fare un'atmosfera e un'aula di tribunale per tremare sul verdetto. Ma è un principio che regge, al limite, solo se sovrastato dai dettami urgenti di una suspence che qui non fa parte del pacchetto.
L'originale rendeva complesso uno schema tutto sommato semplice trattando esplicitamente di pena di morte e implicitamente della responsabilità dell'individuo e dell'ambiguità della giustizia umana, della fallibilità delle sue leggi. La riscrittura odierna sposta lo sguardo su una generazione di giovani e rampanti per i quali passare la linea, innanzitutto professionalmente e solo di conseguenza umanamente, è facile, accettabile, quasi divertente. È il passato prossimo, della società e del cinema americano, che Jesse Metcalfe può anche incarnare a buon titolo esteticamente ma che non ha lo spessore interpretativo di servire a dovere.

Sei d'accordo con Marianna Cappi?
Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Nicholas, giovane giornalista rampante in cerca di scoop, è convinto che il procuratore Hunter - per il quale lavora la sua bella - candidato governatore della Louisiana sia disonesto e corrotto: vince i suoi processi creando prove ad hoc presentate all'ultimo minuto. Per dimostrarlo, Nicholas usa i suoi stessi metodi e si fa arrestare per l'omicidio di una prostituta nera, pronto a tirar fuori le prove della sua innocenza. Finisce nei guai. Remake dell'ultimo film americano di Fritz Lang L'alibi era perfetto (1956), non ne è all'altezza: il 1° era una macchina che portava a riflettere sulla pena di morte, sugli errori della giustizia e il relativismo della colpa. Il 2° è uno scontato thriller giudiziario, schematico nella separazione tra buoni e cattivi, privo di suspense, condito con l'ormai indispensabile spruzzata di violenza, reso ridicolo dal ghigno al silicone di Douglas.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
lunedì 19 luglio 2010
cronix1981

Un alibi perfetto è la sintesi del periodo buio del cinema holliwoodiano. La mancanza di spunti originali e di idee sta spingendo sempre di più verso il remake di film più o meno conosciuti, oppure sequel e prequel di film che hanno avuto successo al botteghino. Purtroppo questa tendenza mostra tutti i suoi limiti in questo film di Peter Hyams: si prende un prodotto originale buono (il film di Friz [...] Vai alla recensione »

venerdì 13 maggio 2011
Alex_23

Siamo davanti ad un film abbastanza mediocre. La sceneggiatura -seppur non originale- non è convincente secondo il mio punto di vista, poi ci sono certe scene che non stanno né in cielo né in terra: nell’incidente di (?) l’auto tamponatrice è lanciata a tutta velocità ma colpisce quella di (?) parecchi secondi dopo; il poliziotto –generalmente- [...] Vai alla recensione »

martedì 1 dicembre 2009
PGakaPG

Semplicemente banale, perchè Hollywood spende così male dei soldi?

lunedì 30 novembre 2009
marezia

Troppo rapido. Senza suspense, senza particolare cura nel mettere in evidenza gli snodi narrativi, insomma, in una parola: inutile. Però, niente paura: la trama è eccome comprensibile! Anche se qualcuno per particolari problemi di comprendonio ha avuto la brillante idea di spaventare il potenziale spettatore, fin troppo comprensibile...

domenica 15 novembre 2009
mat49

Veramente ottimo film! La storia convince!

sabato 21 novembre 2009
baffo sudato

mamma mia ragazzi che film...da dormire...i primi 30 minuti sono inutili,tanto che dopo 20 minuti ci chiedevamo di cosa parlasse...finale penoso che anche un bambino di 10 anni avrebbe capito mezz ora prima,con batutta finale detta da me 2 secondi prima che la dicesse l attrice...immaginatevi la banalita di tutto il resto...gurdatelo solo se avete 38 di febbre e siete in casa da 1 settimana!!!!!!scandaloso! [...] Vai alla recensione »

domenica 15 novembre 2009
lidia64

Bellissimo legal thriller con un michel douglas un po' invecchiato ma ancora "carico"!

domenica 15 novembre 2009
ferdinando49

Secondo me è un film ben fatto, che scorre senza intoppi, bravo Douglas , originale la storia! Consigliato!

domenica 4 luglio 2010
germi86

Remake del film L'alibi era perfatto di fritz Lang del 1956,un thriller interessante,con un susseguirsi di colpi di scena,conivolgente. da vedere.

lunedì 16 novembre 2009
paciugo

Intriga come trama, originale nel tema e nello svolgimento, "L'alibi perfetto" è un prodotto piacevole che non stanca e appassiona in linea di massima per tutta la durata. Intendiamoci, non aspettiamoci un thriller cult sullo stile di "Seven" o "I soliti sospetti", non immaginiamoci un Micheal Douglas strepitoso come in "The game", comunque il prodotto è scorrevole, con tanto di colpo di scena finale. [...] Vai alla recensione »

venerdì 24 settembre 2010
Bibi1978

Ieri sera abbiamo trascorso una piacevole serata guardando questo film, carino, ben fatto, con un finale intuibile se si presta attenzione ai dettagli. Complessivamente gradevole anche se sicuramente non è un capolavoro!

domenica 15 novembre 2009
greg2

Film senza dubbio di ottima fattura,mai noioso, assolutamente non banale e con un imprevedibile colpo di scena finale. La trama è lineare, scorrevole e decisamente coinvolgente; gli attori non sono eccezzionali ma cmq validissimi(anche se Douglas l'ho trovato un po moscio e senza mordente, oltre che palesemente invecchiato) di conseguenza non vedo quali particolari critiche possano essere mosse a questo [...] Vai alla recensione »

mercoledì 9 giugno 2010
francescol82

Lo definirei più un legal-thriller che un drammatico. Visti i primi 10 minuti - non all'altezza del resto - non ci si aspetterebbe che il film poi possa diventare talmente avvincente ed emozionante che è impossibile distogliere lo sgardo dallo schermo. Michael Douglas è sempre un grande ma anche gli altri attori meno conosciuti non sfigurano.

mercoledì 2 dicembre 2009
PUCIA

Un film in alcune parti un pò scontato ma sicuramente piacevole e facile da seguire. Perfetto per un mercoledi sera al cinema con gli amici.

domenica 15 novembre 2009
Giuseppev v

Orrendo! Che cacata ha fatto Peter Hymans! Che schifo di film senza senso! Inutile! E poi Duglas recita da cane!

domenica 15 novembre 2009
baroqeworks

molto coinvolgente, storia appassionante e finale spettacolare.. soldi del biglietto ben spesi!

venerdì 26 marzo 2010
Vittorio

Film con una storia intrigante, ottime interpretazioni e un finale a sorpresa!! Bel thriller da vedere.....

domenica 15 novembre 2009
ramon76

Recitazione non credibile, salti temporali orrendi, orrendo.

sabato 14 novembre 2009
Io ho il POWER

Da questo film ho capito che Micheal Duglas è un attore buono a nulla!

giovedì 11 febbraio 2010
ultimoboyscout

Come realizzare un bel film con un attore sul viale del tramonto e pessimamente doppiato (Douglas), due attori mediocri (Metcalfe-Tamblyn) e regista idem (Hyams). Bel finale, il film ha saputo conquistarmi.

sabato 21 novembre 2009
Luanaa

Non si capisce il finale: io non l'ho capito. Comunque è un prodotto dozzinale che sta a mille miglia lontano da "Schegge di paura" che aveva ambiente e spessore e magistrale finale colpo di scena.

Frasi
Amber Tamblyn:"E con questo non ho nient'altro da dirti".
Jesse Metcalfe:"Ella, che cosa hai fatto?"
Amber Tamblyn:"Anzi una cosa ce l'avrei: vaffanculo!".
Ella Crystal (Amber Tamblyn)
dal film Un alibi perfetto - a cura di Alberto Pallotti.
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberto Nepoti
La Repubblica

Per smascherare il procuratore distrettuale Mark Hunter, che falsifica le prove e aspira alla carica di governatore, il giornalista C.G.Nicholas si fa passare per il maggiore indiziato in una causa d' omicidio. Usando a fin di bene gli stessi metodi dell' avversario, però, rischia di rimetterci la pelle. È il remake dell' ultimo film diretto in America da Fritz Lang, L' alibi era perfetto.

Francesco Alò
Il Messaggero

"E' amabile. Troppo amabile". Ma anche il giornalista tv C.J. Nicholas (il Jesse Metcalf amante della Longoria in Desperate Housewives) non scherza. E così, nonostante il suo odio per l'amabile procuratore distrettuale Mark Hunter (Michael Douglas), lo vediamo sedurre e non abbandonare la bella vice del feroce pubblico ministero. Forse vuole il suo aiuto per incastrare il magistrato, reo secondo lui [...] Vai alla recensione »

Jeannette Catsoulis
The New York Times

If we learn anything from “Beyond a Reasonable Doubt,” a remake of Fritz Lang’s 1956 drama of the same name, it’s that flawed movies are rarely improved by car chases and the addition of Michael Douglas. Not that Mr. Douglas, playing a crooked Louisiana district attorney, can really be blamed for that faraway look in his eye: if you were burdened with a coif so pampered it virtually demands its own [...] Vai alla recensione »

Peter Travers
Rolling Stone

Michael Douglas is the only life in this dull party playing a politically motivated prosecutor who may be tampering with evidence to boost his conviction record. At least that’s the thinking of Jesse Metcalf (right, the shirtless stud from Desperate Housewives) as a reporter trying to make his case with the unwitting help of the DA’s hottie assistant (Amber Tamblyn).

Alberto Castellano
Il Mattino

Un giovane giornalista, per incastrare un procuratore corrotto, si fa passare per il maggiore indiziato di un omicidio mettendo in pericolo la vita di un amico e della donna che ama. Il remake di «L'alibi era perfetto» (1956), ultimo film americano di Fritz Lang, è un discreto thriller di Peter Hyams che manipola con mestiere mistero, bugie e corruzione.

Alessio Guzzano
City

Scoperto che il procuratore Michael Douglas falsifica le prove per inanellare successi in tribunale e diventare governatore, un giornalista precario (la tv ha tagliato la cronaca investigativa) fabbrica indizi a proprio carico per fingersi colpevole dell'omicidio di una donna. E' certo che lo incastreranno. Infatti. Ma il suo gioco è stato scoperto, il complice eliminato e lui rischia l'esecuzione. [...] Vai alla recensione »

Massimo Bertarelli
Il Giornale

Un alibi perfetto, aggiornamento di un classico di Fritz Lang del '56. In Louisiana il giovane reporter C.J. Nichols (Jesse Metcalfe) è convinto che il procuratore Martin Hunter (Michael Douglas), ansioso di diventare governatore, fabbrichi prove false per vincere i processi. Così, per incastrarlo, semina indizi che lo facciano apparire l'assassino di una squillo.

NEWS
CELEBRITIES
martedì 10 novembre 2009
Stefano Cocci

Dalle strade di San Francisco fino in Galles con Catherine Zeta-Jones Alla parola senilismo, il dizionario Garzanti recita: "s. m.; 1) vecchiaia precoce; 2) (fig.) atteggiamento di favore, di fiducia eccessiva nei confronti degli anziani.

NEWS
martedì 10 novembre 2009
Tirza Bonifazi Tognazzi

L'ultima opera americana di Fritz Lang Nel libro I film della mia vita François Truffaut, parlando di Fritz Lang, scriveva che "di tutti i cineasti tedeschi che nel 1932 fuggirono il nazismo, è quello che non si 'rimetterà' più, tant'è vero che l'America, [...]

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