| Anno | 2009 |
| Genere | Commedia, |
| Produzione | Germania |
| Durata | 99 minuti |
| Regia di | Fatih Akin |
| Attori | Adam Bousdoukos, Moritz Bleibtreu, Birol Ünel, Anna Bederke, Pheline Roggan Lukas Gregorowicz, Dorka Gryllus, Wotan Wilke Möhring, Demir Gökgöl, Zarah Jane McKenzie, Marc Hosemann, Jan Fedder, Maria Ketikidou, Gustav-Peter Wohler, Cem Akin, Catrin Striebeck, Peter Lohmeyer. |
| Uscita | venerdì 8 gennaio 2010 |
| Tag | Da vedere 2009 |
| Distribuzione | Bim Distribuzione |
| Rating | Consigli per la visione di bambini e ragazzi: |
| MYmonetro | 3,05 su 20 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
|
Condividi
|
Ultimo aggiornamento mercoledì 7 marzo 2018
Ad Amburgo, un cuoco di origine greca, Zinos, gestisce un infimo ristorante denominato Soul Kitchen. Dentro e fuori dal Soul Kitchen ruota tutto il microuniverso di Zinos e relativi problemi. Il film ha ottenuto 1 candidatura a David di Donatello, Il film è stato premiato a Venezia, 2 candidature agli European Film Awards, In Italia al Box Office Soul Kitchen ha incassato 1,8 milioni di euro .
Soul Kitchen è disponibile a Noleggio e in Digital Download
su TROVA STREAMING
e in DVD
Compra subito
|
CONSIGLIATO SÌ
|
Ad Amburgo, un cuoco di origine greca, Zinos, gestisce un infimo ristorante denominato Soul Kitchen. La clientela abituale sono i rozzi abitanti della periferia, interessati solo a tracannare birra e ingurgitare piatti surgelati o preconfezionati. Dentro e fuori dal Soul Kitchen ruota tutto il microuniverso di Zinos e relativi problemi: l'ambiziosa e viziata fidanzata Nadine è una giornalista rampante in partenza per la Cina, il fratello Illias un ladruncolo in libertà vigilata con il vizio del gioco, la cameriera Lucia è aspirante artista che vive in un appartamento occupato abusivamente e un vecchio compagno di scuola, Neumann, è disposto a tutto pur di comprare il locale e rilevarne il terreno. Un'ernia al disco improvvisa impone a Zinos delle sedute di fisioterapia e gli inibisce l'uso cucina, così che viene assunto un nuovo cuoco esperto di haute cuisine che, dopo uno scetticismo iniziale, trasforma il ristorante in un locale molto in voga capace di offrire buon cibo e musica soul.
Fatih Akin è un abile deejay del mondo del cinema, un giovane autore che ha saputo costruire un suo linguaggio melodico a partire da un'antologia di stili della New Hollywood di Scorsese, Schlesinger e Bob Rafelson.
Questa eredità del cinema americano moderno, con la quale aveva finora raccontato i margini di una società multiculturale in pieno dissidio, pervade anche nell'atmosfera conviviale e disinvolta di Soul Kitchen. Cimentandosi con una vera commedia edificante, il giovane regista turco-tedesco mette da parte il tema del viaggio e delega il percorso di emancipazione sociale e di ricerca delle origini, alla musica (come nel documentario Crossing the Bridge) e all'elogio dell'edonismo.
Akin pone attenzione ai corpi e ai loro bisogni primari: dal cibo al sesso, dall'alcool alla danza (passando per il mal di schiena), così che i suoi personaggi, liberati dalla necessità di affrancarsi dal proprio retaggio culturale, agiscono nel nome di un puro principio di piacere. Allo stesso modo, punta all'occhio e al ventre dello spettatore: costruisce il suo film come un piatto sofisticato di nouvelle cuisine, o meglio, come una playlist di musica accattivante, facendo molta attenzione a creare mediante una serie di gag fisiche una sinergia fra movimenti dei personaggi, movimenti di macchina e ritmo dei brani della colonna sonora. È una strategia molto furba e molto ricercata, elaborata da un regista che ha già compreso le tendenze del nuovo cinema della post-globalizzazione (vedi The Millionaire): le storie che intrecciano società multietniche, una regia dinamica, buona musica e un lieto fine sono destinate a vendere (e incassare) in tutto il mondo.
..non ha ancora raggiunto la sua destinazione finale." Scrivo a caldo e ora sento che quattro stelle il film le meriti tutte. Domattina potrei avere qualche ripensamento ma non avrà alcuna importanza.. e questo perché ho appena visto un Film. Il ritmo è pazzesco. Non c'è un momento di tregua, la narrazione scorre veloce tra alti e bassi improvvisi e quasi del tutto inaspettati.
Trentasei anni, un Orso d'oro e un Leone d'argento già in bacheca. Fatih Akin è uno degli enfant prodige del cinema europeo. Figlio di emigranti turchi stabiliti ad Amburgo, Akin inquadra proprio l'universo composto dall'incontro di culture, razze e mondi così distanti ma così vicini. Soprattutto, Akin lo racconta con la forza delle immagini e una vitalità che è difficile non riconoscergli. Tant'è che, forse, nel ripensare il suo cinema, è essenziale uscire dall'equivoco del cineasta dell'emigrazione e, più semplicemente, come lui stesso ha dichiarato in un'intervista al New York Times, leggerlo [...]
Non è stupido Fatih Akin e conosce bene i meccanismi dei festival. Non a caso ha insistito molto con Marco Muller per ottenere che il suo Soul kitchen fosse programmato nella seconda settimana, perché dopo tanto cinema impegnato e in media raramente efficace una commedia può conquistare con poco i favori del pubblico. In più Soul kitchen può anche contare parecchie frecce al suo arco! Dotata di un umorismo curioso che incrocia comicità fisica con gag dal grande ritmo sporcate di grottesco, il film riflette la personalità del suo autore: "Mi divertono i classici ma anche il vostro Adriano Celentano [...]
L'unico rischio, con Soul Kitchen, è di rivederlo fra qualche mese e non divertirsi più. Ci spieghiamo: una commedia, soprattutto quando arriva dopo 9 giorni di sangue sudore & lacrime, ha un effetto liberatorio all'interno di un festival. Inoltre, all'uscita in Italia (distribuisce la Bim), il film sarà doppiato, e qualcosa perderà. Ma siamo fiduciosi: bello è, Soul Kitchen, e bello dovrebbe rimanere. [...] Vai alla recensione »