Achille e la tartaruga

Film 2008 | Commedia, 119 min.

Titolo originaleAkiresu to kame
Anno2008
GenereCommedia,
ProduzioneGiappone
Durata119 minuti
Regia diTakeshi Kitano
AttoriTakeshi Kitano, Kanako Higuchi, Yûrei Yanagi, Kumiko Aso .
TagDa vedere 2008
DistribuzioneRipley's Film
MYmonetro 3,07 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

Regia di Takeshi Kitano. Un film Da vedere 2008 con Takeshi Kitano, Kanako Higuchi, Yûrei Yanagi, Kumiko Aso. Titolo originale: Akiresu to kame. Genere Commedia, - Giappone, 2008, durata 119 minuti. distribuito da Ripley's Film. - MYmonetro 3,07 su 10 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Ultimo aggiornamento mercoledì 10 marzo 2010

Figlio di un ricco industriale e collezionista d'arte, Machisu sogna di diventare famoso come pittore. Grazie alla sua passione riesce ad affrontare i drammi della vita con sguardo distaccato.

Consigliato sì!
3,07/5
MYMOVIES 3,00
CRITICA 2,63
PUBBLICO 3,57
CONSIGLIATO SÌ
Un racconto crudele dell'arte che chiude la trilogia di Kitano.
Recensione di Tirza Bonifazi
giovedì 28 agosto 2008
Recensione di Tirza Bonifazi
giovedì 28 agosto 2008

Il signor Kuramoshi è un ricco industriale appassionato d'arte che ama circondarsi di artisti. Suo figlio Machisu ha una passione per tele e colori e sogna di fare il pittore. In seguito al fallimento e alla perdita di tutti i suoi beni, Kuramoshi si toglie la vita e il bambino viene affidato a uno zio brontolone e poco comprensivo che si sbarazza di lui mandandolo in orfanotrofio. Crescendo Machisu continua a dedicarsi alla pittura deciso ad affermarsi, ma viene di volta in volta criticato e "rimandato" da un gallerista pieno di sé.
Con Achille e la tartaruga Kitano chiude la trilogia iniziata nel 2005 con Takeshis' e proseguita con Glory To the Filmmaker!, presentato alla Mostra del cinema di Venezia lo scorso anno. Se nel primo capitolo il regista nipponico aveva rappresentato il conflitto tra il sé privato e quello pubblico, e nel secondo si era interrogato su quale genere cinematografico intraprendere al fine di ottenere credito, in questo terzo e conclusivo episodio smette di vedere il successo come qualcosa da agognare e perseguire. Attraverso la figura di Machisu, un pittore che sacrifica il talento naturale per cercare di compiacere il critico (e dunque il pubblico) finendo per perdere la freschezza e l'estro, Kitano tenta di dare il giusto peso al successo.
Achille e la tartaruga è un racconto crudele dell'arte, come spiega l'autore, una parabola dell'artista "maledetto". Per il protagonista, che nella terza parte del film è interpretato dallo stesso Kitano, la pittura è una dipendenza e come tale può prescindere dalla fama e dalla credibilità. Inoltre, grazie a questa passione, Machisu riesce ad affrontare le situazioni dolorose che la vita gli pone - la morte del padre e della matrigna, la perdita di ogni ricchezza, l'accoglienza gelida e anaffettiva dello zio - con lo sguardo distaccato, come se gli eventi fossero semplicemente qualcosa da rappresentare su tela. È, ancora, la pittura che lo porta in età adulta a trovare la donna che gli rimane al fianco nonostante le "bocciature" e che alimenta la sua creatività dandogli piena fiducia. Passando dalle vicende drammatiche a momenti di ilare leggerezza, come se fossero spennellate di colore su una tela scura, il regista di Tokyo trova nella storia lineare di un pittore fallito (come artista ma non come uomo), il modo di far raggiungere la tartaruga da Achille.

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PUBBLICO
RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
domenica 4 luglio 2010
Paola Di Giuseppe

Il paradosso di Zenone in stile anime dà inizio al film:Achille non può superare la tartaruga partita prima,le contraddizioni logiche nel tentativo di spiegare la presenza del movimento nella realtà portano la ragione a rifiutare l'esperienza sensibile e affermare che la realtà è immobile. Su questa premessa Kitano dà il via ad una storia,un falso biopic,una vera allegoria in quattro parti,che parla [...] Vai alla recensione »

STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Roberta Ronconi
Liberazione

Anche Kitano, un po' come i Coen di ieri, in questa 65ma Mostra sembra aver finalmente trovato la strada. E anche lui, come i fratelli americani, viene a Venezia per chiudere una trilogia, quella dedicata all'"autodistruzione dell'artista", con "Achille e la tartaruga". Il paradosso di Zenone ha ovviamente ancora una volta per protagonista Beat Takeshi, in versione biondiccia come ai tempi del primo [...] Vai alla recensione »

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martedì 19 agosto 2008
 

A pochi giorni dall'inizio del festival, ecco alcune immagini dei film in concorso.

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