Bordertown

Film 2007 | Thriller 115 min.

Regia di Gregory Nava. Un film con Jennifer Lopez, Antonio Banderas, Kate del Castillo, John Norman (II), Martin Sheen. Cast completo Genere Thriller - USA, Gran Bretagna, 2007, durata 115 minuti. Uscita cinema venerdì 23 marzo 2007 - MYmonetro 2,71 su 8 recensioni tra critica, pubblico e dizionari.

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Le vicende di una ragazza rapita e stuprata e di una giornalista che si mette al suo fianco. In Italia al Box Office Bordertown ha incassato nelle prime 5 settimane di programmazione 1,4 milioni di euro e 538 mila euro nel primo weekend.

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Consigliato sì!
2,71/5
MYMOVIES 2,50
CRITICA 2,00
PUBBLICO 2,84
CONSIGLIATO NÌ

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Storie di violenze quotidiane nelle aziende americane in Messico.
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 16 febbraio 2007
Recensione di Giancarlo Zappoli
venerdì 16 febbraio 2007

La città di Juarez, al confine tra Messico e Stati Uniti, è una delle principali vittime del BAFTA, il trattato che avrebbe dovuto portare lavoro nello stato latinoamericano limitando l'immigrazione negli States. Qui un personale a prevalenza femminile produce televisori, computer... che verranno poi venduti a prezzi contenuti negli Usa e nel mondo. Queste donne, in gran parte giovani, godono di poche garanzie sul piano lavorativo, e di nessuna su quello della dignità della persona. Centinaia di loro sono state infatti rapite, stuprate e uccise senza che le autorità locali andassero oltre le formalità di rito.
Gregory Nava, regista che afferma di essere nato nell'unica area al mondo in cui il Primo e il Terzo Mondo confinano, ha deciso di raccontare una storia di violenza quotidiana partendo da uno dei tanti casi venuti alla luce. Ci sono voluti sette anni perché il progetto divenisse un film finito; nel frattempo dinanzi ai due 00 i numeri delle vittime aumentavano: 3-4-5...
La polizia è stata più di ostacolo che di aiuto, e le difficoltà e le minacce nel corso delle riprese non sono mancate. Ne è nato un film di sincera denuncia che purtroppo deve fare i conti con lo star system. Senza la Lopez e senza Banderas sui manifesti Bordertown probabilmente non si sarebbe fatto. Perché il mercato reclama il rispetto delle sue leggi e non è sufficiente una giusta causa per arrivare sugli schermi di tutto il mondo. Ecco allora la bella giornalista che ritrova il direttore di un giornale senza macchia e senza paura che un tempo era stato un vero amore e che ora ha moglie e figli. Ecco il cattivo più cattivo con tanto di sfregi sul volto e il direttore di giornale (Martin Sheen) in bilico tra rispetto della professione e ossequio ai potenti. Con, in aggiunta, il ricco attraente e corrotto a cui bisogna sacrificare una notte di sesso per giungere allo scopo.
Vedendo Bordertown si rimpiangono alcuni film di denuncia americani (di un passato neppure troppo lontano) in cui forma e contenuto erano uniti da un patto di rigore che non ne ledeva la spettacolarità. Oggi sembra che questo sia molto più difficile da ottenere, ma non importa. Le operaie delle 'maquilladoras' debbono poter parlare di sé quotidianamente a un mondo globalizzato nel modo sbagliato. Quindi ben vengano i film come Bordertown.

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Su MYmovies il Dizionario completo dei film di Laura, Luisa e Morando Morandini

Redattrice del Chicago Sentinel inviata alla frontiera tra Messico e USA per un'inchiesta sui frequenti omicidi di giovani donne, Lauren ritrova una vecchia conoscenza, Alfonso, direttore del piccolo quotidiano locale, che le spiega i retroscena socioeconomici dei delitti, insabbiati da polizia, imprenditori e politici. A Chicago il direttore del suo giornale ha subito pressioni "dall'alto", non pubblica il suo articolo e la richiama, promettendole una promozione. Alfonso è assassinato. Lauren prende il suo posto. Scritto dal regista, è un film a 3 dimensioni: denuncia di una vergognosa situazione da Terzo Mondo ai confini con il Primo; fiction di livello non eccelso in cadenze di truce thriller con intreccio poco plausibile e personaggi bidimensionali; manipolazione divistica a vantaggio di J. Lopez anche coproduttrice: nella giovanissima Eva rispecchia la sua storia di donna che riuscì a emanciparsi dal degrado. La seconda dimensione schiaccia e cancella le altre due.

Tutte le recensioni de ilMorandini
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RECENSIONI DALLA PARTE DEL PUBBLICO
venerdì 25 settembre 2009
dian71cinema

UNA STORIA TRATTA DA UNA REALTA' QUELLA DELLO SFRUTTAMENTO FEMMINILE (IN PARTICOLARE) IN UN GOVERNO DOVE SOLO IL PROFITTO HA VALORE E LA CORRUZIONE E' DIETRO L'ANGOLO. BEN COSTRUITO, BEN INTERPRETATO LE DUE PROTAGONISTE SONO DAVVERO BRAVE UNA LOPEZ CHE FORTUNATAMENTE HA COMPRESO CHE IL CINEMA ERA LA SUA STRADA. CERTAMENTE E' UN RACCONTO E LA PROTAGONISTA SI COINVOLGE TALMENTE TANTO (DI SANGUE MESSICANA [...] Vai alla recensione »

martedì 23 giugno 2020
samanta

Il film uscito nel 2007, ha la regia di Gregory Nava (anche soggettista e produttore) al suo ultimo film e in precedenza con un modesto curriculum di regia. Il film è ambientato in Messico a Juarez città di confine con gli USA, dove grazie al NAFTA (Zona di libero scambio con USA e Canada) sono impiantate centinaia di fabbriche che fabbricano televisori e computer, impiegando migliaia [...] Vai alla recensione »

giovedì 18 giugno 2020
elgatoloco

"Bordertown"(2006, Gregory Nava, anche autore di soggetto e sceneggiatura)può essere consideraro un film.inchiesta , anche se certo si rifà a casi reali di violenze ma anche segnatamente uccisioni subite da ragazze messicane sottopagate che lavoravano come operaie nella"maquiladoras", ossia fabbriche che lavorano a ritmo di nanosecondi, a Ciudad Juarez, al confine [...] Vai alla recensione »

mercoledì 26 giugno 2019
elgatoloco

Se pensiamo che"Bordertown"(2007, Gregory nava) è film USA e che riflette sulle violenze verso ragazze messicane(minorenni)violentate e sfregiate, uccise in aziende di proprietà "gringa"in cui vengono sfruttate, era comunque un bel colpo contro il conservatorsimo USA(allora era presidente Bush junior), ma anche quello mexicano, sempre aggregato(come la Colombia e occasional [...] Vai alla recensione »

mercoledì 4 dicembre 2013
almenador

La scena con Jennifer Lopez, che prova a fumare una sigaretta, ed il fiammifero non si accende, é sintomatica di tutto questo film "denuncia" molto velleitario. Nulla si accende, realmente. Scenografia frammentaria, che non produce una sola scena significativa. La protagonista, che al termine del film ammette di essere Messicana, "ma non in questo Paese", più [...] Vai alla recensione »

venerdì 20 agosto 2010
francescol82

Senz'altro un bel film che fa riflettere ma alcuni attori non sono all'altezza, sicuramente poteva venire molto meglio.

giovedì 25 giugno 2009
zeroundici84

ma che lento!!!una j.lo smielata nelle vesti della solita eroina questa volta per la salvezza di un intera nazione,un antonio banderas poco piu che una comparsa,tratta temi veritieri ma con una lentezza e sdolcinatezza imbarazzanti.pare piu drammatico che thriller.

Frasi
Quanti figli hai?
Non ho nessun figlio, non sono sposata.
Niente figli? Perché?
Perché lavoro.
Mia madre anche lavora, e lei ha dei figli.
Il mio lavoro è di genere diverso, si chiama carriera.
Che cos'è?
Una carriera è un tipo di lavoro che vuoi più di ogni altra cosa e per il quale rinunci a tutto. E quando ce l'hai, ti rendi conto che non vale tanto, che non hai più una vita...
No entiendo.
Lo so Eva, siamo in due...
Dialogo tra Laureen (Jennifer Lopez) - (Maya Zapata)
dal film Bordertown
STAMPA
RECENSIONI DELLA CRITICA
Alberto Castellano
Il Mattino

Presentato in concorso all'ultimo festival di Berlino, Bordertown sfoggia l'inedita coppia Jennifer Lopez-Antonio Banderas, un'esplosiva miscela di glamour, sex appeal e fascino latino. Gregory Nava, che aveva tenuto a battesimo la diva portoricana dirigendola nel suo film d'esordio Mi Familia, ha attinto alla storia vera di una serie di omicidi di giovani donne di Juarez in Messico, impiegate nelle [...] Vai alla recensione »

Fabio Ferzetti
Il Messaggero

Una giornalista tutta grinta e carriera arriva in un'infame cittadina di provincia alla frontiera fra Usa e Messico. Deve indagare sulla misteriosa catena di omicidi che da anni insanguina la città. Un serial killer che si accanisce contro le giovani immigrate, come insistono le autorità locali? O qualcosa di molto più subdolo e spaventoso, un'organizzazione criminale legata allo sfruttamento della [...] Vai alla recensione »

Mariarosa Mancuso
Il Foglio

Farà la sua apparizione a luglio in pochi e selezionati cinema americani (quando fu presentato in concorso alla Berlinale non aveva ancora una distribuzione). Noi e l'Europa intera lo possiamo vedere con largo anticipo: siamo o no spettatori impegnati e sensibili alle istanze di Amnesty International? (L'organizzazione viene ringraziata nei titoli di coda per aver fornito ampio materiale sulle 400 [...] Vai alla recensione »

Leslie Felperin
Variety

Bordertown è sospeso tra due universi: quello della buona volontà e quello del cattivo gusto. Il regista Gregory Nava ritrova Jennifer Lopez - con cui aveva già lavorato in Mi familia e Selena - per raccontare la drammatica vicenda di Ciudad Juárez, scandalosamente ignorata dai mezzi d'informazione nordamericani. Una giornalista indaga sul perché oltre 400 omicidi di donne messicane sono ancora irrisolti. [...] Vai alla recensione »

Emanuela Martini
Film TV

La storia delle centinaia di ragazze violentate, seviziate e assassinate dalla metà degli anni '90 a oggi a Juàrez, città di confine tra il Messico e gli Stati Uniti, è ancora avvolta nel mistero, nonostante il massiccio movimento di protesta innescato dalle dimostrazioni delle madri delle vittime. È una storia orribile e scandalosa, dove si mescolano il disinteresse per la sorte delle giovani proletarie [...] Vai alla recensione »

Giulia D'Agnolo Vallan
Ciak

Nessun complotto tra i governi USA-Messico: Bordertown non ha un distributore americano perchè è un film senza senso. Nemmeno Jennifer Lopez e la fascinazione per la cronaca nerissima da cui è ispirato - oltre 400 ragazze povere trovate morte, tra il 1993 e oggi, aldilà del confine, in corrispondenza di El Paso rendono appetibile questa nuova collaborazione tra la star di Selena e il suo regista, il [...] Vai alla recensione »

Maurizio Cabona
Il Giornale

Alfiere di attori e attrici inclini a cattive scelte professionali, Jennifer Lopez è ancor più temibile quando, oltre a recitare in un film, lo produce, come nel caso di Bordertown («Città di confine»). Che pure era in concorso all'ultimo Festival di Berlino, mentre l'altrettanto scadente Masseria delle allodole dei Taviani era in una rassegna parallela.

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