| Anno | 2007 |
| Genere | Thriller, |
| Produzione | USA |
| Durata | 107 minuti |
| Regia di | Henry Miller (I) |
| Attori | Willem Dafoe, Scott Speedman, Peter Stormare, Clea Duvall, Don Harvay, Amy Carlson . |
| Uscita | venerdì 26 giugno 2009 |
| Distribuzione | Eagle Pictures |
| MYmonetro | 2,57 su 5 recensioni tra critica, pubblico e dizionari. |
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Ultimo aggiornamento giovedì 2 luglio 2009
In Italia al Box Office Anamorph ha incassato nelle prime 2 settimane di programmazione 94,2 mila euro e 6,7 mila euro nel primo weekend.
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CONSIGLIATO NÌ
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Stan Aubrey, nel corso della sua carriera di poliziotto criminologo, ha contribuito all'arresto dello Zio Eddie, un serial killer psicopatico. Costui realizzava delle vere e proprie sculture con i cadaveri delle sue vittime rifacendosi ad opere d'arte ed utilizzando una tecnica anamorfica che fa sì che la visione dell'insieme cambi in modo considerevole se si guarda l'"opera" da una parte piuttosto che dall'altra. I delitti però riprendono e Aubrey viene richiamato in causa non solo come detective ma anche sul piano personale.
Correva l'anno 1995 e David Fincher con Seven mutava per sempre le modalità con cui un'indagine su un serial killer poteva trovare una collocazione sul grande schermo.
Fasci di luce da torce elettriche che, letteralmente, si facevano strada nel buio (tanto che qualcuno ironizzò sul fatto che i due detective non sapessero mai trovare gli interruttori nelle stanze). Patricia Cornwell, in letteratura ha intanto imperversato vendendo milioni di copie dei suoi romanzi anatomo-patologici, CSI nelle sue varie location ha spopolato in televisione e in dvd e Saw serializza la perversione.
Ecco ora Anamorph che ci propone un Dafoe che ha ormai la faccia giusta per mescolare stupore e sospetto (su di sé) e che attraversa una sceneggiatura che tiene conto di quanto sopra cercando di costruire una sorta di sintesi. Non è un'impresa facile e infatti non riesce del tutto anche se lavora sulla sospensione dell'incredulità da parte dello spettatore al quale viene chiesto di credere che l'assassino realizzi delle vere e proprie opere concettuali che potrebbero essere messe in mostra (se non si trattasse di cadaveri) alla Biennale di Venezia.
Ovviamente non può mancare la coppia di detective (entrambi bianchi questa volta) e il sospetto deve aleggiare. Anche perché, dopo un po', le sculture umane non bastano. Da notare il quasi cameo di Peter Stormare.
C'è una frase chiave nel film, che spiega con precisione scientifica la natura del serial killer così "lontana da" e così "vicina a" l'arte che diviene tormento: "E' solamente quando un artista trova la sua ossessione che può iniziare a creare le sue opere d'arte più ispirate..." Quanto è vero, se pensiamo alle Madonne di Leonardo (Monna Lisa compresa), agli autoritratti di Van Gogh, alle donne tahitiane [...] Vai alla recensione »
If David Fincher was able to graduate from the grime-chic surface thrills of "Se7en" to the personal, obsessive mastery of "Zodiac," then surely filmmakers can consider serial killers over and done with. But no, here comes the drearily suspense-less "Anamorph" to make grisly/gorgeous images with purposely massacred bodies and leave any human drama pertaining to the act of murder for the movie equivalent [...] Vai alla recensione »